Lettere e Filosofia
Fondamenti di geografia fisica
di Strahler Alan
editore: Zanichelli
Fondamenti di geografia fisica discende da un capostipite illustre, il manuale "Physical Geography" pubblicato nel 1951 da Art
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 408
I libri IX-XII dell'"Odissea" sono forse i più famosi, quelli che i ceramisti dell'antichità rappresentarono insaziabilmente. Ulisse lascia il mondo eroico per penetrare nel dominio della favola, tra esseri demoniaci, giganti, dee-streghe, mostri marini e prodigi, e in pari tempo abbandona lo spazio geografico: la tempesta che lo trascina per nove giorni lo fa giungere dove si perdono le direzioni e non si distingue più tra l'occidente e l'aurora. Così conosciamo i Ciclopi; incontriamo Circe, demoniaca e soccorrevole, distante e calda. Giungiamo ai confini della vita: Ulisse fa parlare i morti come un negromante o uno sciamano; viene attratto dalla poesia stregonesca delle Sirene e soccombe all'ultima isola mitica, quella del Sole. Questo lungo viaggio nell'"oltre" è il più straordinario tentativo dell'uomo d'Occidente per razionalizzarlo, renderlo reale e quotidiano, epicizzarlo ma lasciargli il suo orrore.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 352
Il mondo dell'"Odissea" non è più quello eroico dell'"Iliade". Ad ogni verso siamo in preda all'avventura, alla magia, all'irreale, alla favola; e perciò il protagonista non è una figura lineare come Achille, ma cangiante e intricata come Ulisse, che si adegua a tutte le cose come il polpo alla roccia. Con il quinto libro penetriamo nell'"Odissea" vera e propria: Calipso propone a Ulisse di vivere immortale e immune da vecchiaia; ma Ulisse rifiuta, perché la sua sorte è quella di conoscere sino in fondo il destino, le gioie, i dolori, le avventure, i sogni, il tempo di un uomo, sebbene egli sappia tante cose che gli altri ignorano o intravedono appena. Sull'isola dei Feaci, dove la vita scorre lieta e tranquilla, l'eroe penetra, senza saperlo, nel mondo del mito: Scheria infatti non appartiene al tempo. Ulisse vi riacquista la dignità di eroe, sia nelle competizioni sportive sia riflettendosi nel canto altrui o nel proprio racconto; e poi, risolutamente, volge le spalle anche al mito, tuffandosi nei mille orrori, nei mille colori, nelle mille menzogne del mondo reale.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 507
"L'Odissea" è il libro che ha più influito sulla psicologia e sulla letteratura europee: il libro senza il quale né Cervantes, né Defoe, né Stevenson, né Kafka, né Joyce avrebbero scritto i loro capolavori; il libro al quale l'Occidente ha affidato il senso più profondo della ricerca, del viaggio, della fantasia, del sogno, della lucidità, dell'ironia, della maschera, dell'infinita capacità di metamorfosi, che da trenta secoli lo distinguono; il libro al quale l'Occidente non può rinunciare senza uccidere sé stesso. A ogni verso siamo in preda all'avventura, alla magia, alla stregoneria, all'irreale, alla favola, all'immenso. I primi quattro canti ci offrono alcuni tra i passi più prodigiosi dell'"Odissea": ora nel registro famigliare - Euriclea che accompagna a letto Telemaco -, ora nel registro magico-favoloso - Proteo, il profetico Vecchio del mare, il dio della perenne metamorfosi (come Ulisse è l'uomo della metamorfosi perenne), che dorme, circondato dal suo gregge di foche.
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Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità
editore: Laterza
pagine: XXI-181
Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta 'rivoluzione digitale'? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecc
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100 regole per girare un film. Tutto quello che ogni regista o sceneggiatore non può non conoscere
di Jennifer Van Sijll
editore: Gremese Editore
pagine: 269
Il volume presenta in modo agile ma dettagliato le più importanti ed efficaci tecniche cinematografiche che consentono di crea
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Breve storia della fotografia
di Walter Benjamin
editore: Passigli
pagine: 93
Può forse apparire singolare che uno studioso del calibro di Walter Benjamin si avventurasse nel 1931 a stilare la storia di una tecnica, quale quella fotografica, che non aveva allora che un centinaio d'anni o poco più, avendo Niépce e Daguerre fondato solo nel 1829 la prima società per lo sviluppo delle tecniche fotografiche. È ancora più singolare che il filosofo tedesco già parlasse in queste sue pagine di periodo d'oro e di declino dell'arte fotografica. Questa singolarità cessa tuttavia di essere tale non appena si cominci a riflettere su quanto sempre vi è di originale nella ricerca di Benjamin, costantemente tesa a individuare le origini, e insieme le potenzialità grandi o piccole, positive o negative, di ogni fenomeno studiato. Da questo punto di vista il lettore non mancherà certo di avvertire in queste pagine pionieristiche una forte vicinanza, e una prima messa a fuoco, a quell'indagine a tutto campo che costituisce uno dei capolavori del filosofo tedesco: "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", che vedrà la luce solo cinque anni più tardi. Anche e proprio in questa direzione, questo volume riunisce altri due scritti poco noti di Benjamin: il primo, "Novità dal mondo dei fiori", è concepito come recensione all'opera del fotografo Karl Blossfeldt (1865-1932), grande protagonista della fotografia appplicata al mondo floreale; il secondo, "Lettera da Parigi", si concentra invece sul rapporto tra pittura e fotografia...
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Quanto siamo responsabili? Filosofia, neuroscienze e società
editore: Codice
pagine: 342
Qualità individuale, virtù pubblica, fondamento dei legami e delle relazioni: il concetto di responsabilità è tanto pervasivo
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Arte concettuale
editore: Phaidon
pagine: 202
Il volume offre una panoramica sul modo in cui gli artisti hanno superato l'idea tradizionale di oggetto d'arte attraverso l'u
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