Narrativa
In quota
di Paola Loreto
editore: Interlinea
pagine: 104
Un'originale raccolta di poesie dedicate alla montagna: all'incontro con il suo corpo fisico e con la presenza che sembra animarla, ai suoi paesaggi naturali e umani. "Si fa presto a dire montagna, e a scrivere di vette cieli e nevi incantate, ma per passare dalla retorica alla poesia serve verità, ed è un mestiere difficile. La salita verso la cima è fatta di luci e ombre, felicità e ansia, incanto e delusione. Proprio come la vita vera, e i suoi misteri" (Enrico Camanni).
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Paesaggi del silenzio con figura (2003-2010)
di Pennati Camillo
editore: Interlinea
pagine: 181
L'opera di Pennati si può anche leggere come uno dei tentativi di sottrarsi alla crisi novecentesca del discorso poetico e all
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Lumen
di Ben Pastor
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 432
Cracovia, ottobre 1939. Nella città occupata dalle truppe tedesche, è stata uccisa una suora venerata. Madre Kazimierza, badessa del Convento di Nostra Signora delle Sette Pene. Un colpo d'arma da fuoco ha disteso la sua figura, ieratica e austera in morte come in vita, nel mezzo dello spiazzo del chiostro. Aveva ricevuto le stimmate, la visitavano visioni e compiva rari miracoli. La "Badessa Santa" era diventata l'oggetto di un culto disperato da parte della popolazione, stretta nella morsa del controllo della Wehrmacht. Incaricato delle spinose indagini è un giovane e aristocratico capitano, Martin von Bora. Presto si rende conto dell'incrocio sul capo della vittima di interessi diversi. Come possibile simbolo nazional-religioso, la Gestapo aveva aperto sul conto di lei un fascicolo, intitolato Lumen, luce; d'altra parte, il Vaticano aveva un inviato sul luogo con l'incarico di verificare la fedeltà dei prodigi. Lo stesso superiore di Bora frequentava la suora nella speranza della guarigione del figlio. Inoltre, un denso, suggestivo mistero gli sembra proteggere quell'immagine di donna benedetta. L'ufficiale si trova impegnato su due fronti: da militare è coinvolto nella ferocia delle operazioni belliche. Da investigatore entra nelle pieghe più intime dell'ambiente religioso e civile polacco e negli odi latenti che dividono i tedeschi.E in entrambi gli impegni, dolorosamente lo corrode il dubbio e lo tormenta l'anima divisa tra l'obbedienza e il senso personale di giustizia.
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Il senso dell'elefante
di Marco Missiroli
editore: Guanda
pagine: 235
La devozione verso tutti i figli, al di là dei legami di sangue: è il senso dell'elefante, codice inscritto in uno dei mammiferi più controversi, e amuleto di una storia che comincia in un condominio di Milano. Pietro è il nuovo portinaio, ha lasciato all'improvviso la sua Rimini per affrontare un destino chiuso tra le mura del palazzo su cui sta vegliando. Era prete fino a poco tempo prima, ora è custode taciturno di chiavi e appartamenti, segnato da un rapporto enigmatico con uno dei condomini, il dottor Martini, un giovane medico che vive con moglie e figlia al secondo piano. Perché Pietro entra in casa di Martini quando non c'è? Perché lo segue fino a condividere con lui una verità inconfessabile? Il segreto che li unisce scava nel significato dei rapporti affettivi, veri protagonisti di un intreccio che si svela a poco a poco, arrivando all'origine di tutto: una ragazza conosciuta da Pietro quando era un sacerdote senza Dio, in una Rimini dura e poetica, a tratti felliniana. Qui inizia questa storia che accompagna i suoi personaggi nella ricerca di un antidoto alla solitudine dei nostri tempi, verso una libertà di scelta, e di sacrificio. In questo romanzo Marco Missiroli va al cuore della sua narrativa, raccontando il sottile confine tra l'amore e il tradimento, il conflitto con la fede e la dedizione verso l'altro. A partire da una semplice, terribile domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami?
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Sherlock Holmes
di Arthur Conan Doyle
editore: Einaudi
Nei dodici casi di "Le avventure di Sherlock Holmes" il celebre investigatore, spalleggiato dal fedelissimo Watson, mette in s
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Il sangue degli elfi
di Andrzej Sapkowski
editore: Nord
pagine: 393
Il regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d'assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l'intera famiglia reale. La principessa Ciri è l'unica che riesce a fuggire ma, all'improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato... Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un'estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per EllandAer, dove una maga le insegnerà a controllare quell'immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos...
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'A voce d' 'e creature. La camorra nei temi dei bambini di Napoli
editore: Mondadori
pagine: 164
"'A voce d' 'e creature" è sfacciata. I bambini spesso riescono a dire quello di cui gli adulti hanno paura o pudore. Dicono che il re è nudo, e che la camorra fa schifo. "'A voce d' 'e creature" è una fondazione che in una villa sequestrata a un boss raccoglie decine di bambini dai quartieri degradati di Napoli e dintorni. A guidare questa sfida coraggiosa, don Luigi Merola, l'ex parroco di Forcella, che per il suo impegno contro la camorra è stato minacciato di morte ed è costretto a girare con la scorta. "'A voce d' 'e creature" è un libro che nasce dall'incontro fra i ragazzi di don Merola e Marcello D'Orta, il maestro più famoso di Napoli, indimenticato autore di "Io speriamo che me la cavo". Su indicazione di D'Orta, questi meravigliosi "guaglioni" hanno scritto dei temi in cui raccontano, con la loro scandalosa innocenza, Napoli e i suoi problemi. Parlano di camorra e di pizzo, di violenza e di monnezza. Scrivono lettere al sindaco e al papa, danno il loro impagabile punto di vista sul calcio, le scommesse clandestine, i botti di capodanno. Parlano dei loro desideri, delle loro speranze, del futuro. Scrive don Merola: "Con questi temi i bambini raccontano la camorra come un inferno che brucia le speranze dei cittadini onesti, il degrado delle strade, istituzioni quasi sempre assenti, strutture fatiscenti. I nostri bambini, in queste pagine, gridano il loro inno alla vita. Noi crediamo che il riscatto di Napoli parta dai bambini, dal dare voce alle sue creature".
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AsinariaCaptivi
Testo latino a fronte
di Plauto T. Maccio
editore: Mondadori
I due testi plautini qui raccolti, risalenti al periodo tra la fine del III e l'inizio del II secolo a
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Il settimo sigillo. La fine del petrolio
di Rodrigues Dos Santos José
editore: Beat
pagine: 399
Uno scienziato viene ucciso in Antartide e l'Interpol contatta Tomás Noronha per decifrare un enigma millenario, un segreto bi
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Sì
di Bernhard Thomas
editore: Guanda
pagine: 141
In un sonnolento villaggio austriaco, uno studioso di scienze naturali che vive da tempo in totale isolamento decide di confes
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Eddy il santo
di Arjouni Jacob
editore: Marcos y marcos
pagine: 215
Eddy Stein vive a Kreuzberg, quartiere trendy 'alternativo' di Berlino
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Gli sfiorati
di Sandro Veronesi
editore: Fandango Libri
pagine: 398
"Un omaggio a Roma". Così Sandro Veronesi definisce "Gli sfiorati", il romanzo da cui è tratto il film omonimo di Matteo Rovere. Un omaggio non solo alla città che lo ha accolto per molti anni ma anche e soprattutto un confronto aperto con un momento storico che ha cambiato profondamente il volto di gran parte del mondo da noi conosciuto fino ad allora e rappresentato da una generazione sfuggente, distratta, schiumevole. In una Roma splendida e sinistra si dipana la vita solitaria di Mète, appassionato studioso di grafologia, introverso e ombroso. Belinda, la sorellastra quindicenne di Mète, affidata a lui per due settimane, è il centro d'attrazione di tutto il romanzo, il desiderio proibito e continuamente rimandato, la trasgressione irresistibile. A lei lo scrittore affida il vero senso del romanzo, rendendola portatrice di valori e caratteristiche appartenenti a un'epoca, quella degli anni Ottanta, contraddittoria e ambigua. I giovanissimi eroi di questa storia non sembrano invecchiati dopo vent'anni. Gli stessi desideri, le stesse paure e l'incredibile capacità di maneggiare l'insensatezza senza venirne travolti si possono ritrovare in molti giovani uomini e giovani donne della generazione degli anni Duemila; Mète e Belinda, infatti, diventano protagonisti di un film ambientato vent'anni dopo la loro nascita letteraria.
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