Narrativa
Mammut
di Antonio Pennacchi
editore: Mondadori
pagine: 188
Benassa è lo storico, coriaceo rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina-Borgo Piave
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Una ragazza grande
di Steel Danielle
editore: Sperling & kupfer
pagine: 383
Cicciottella, sgraziata e un po' insicura, Victoria Dawson non si è mai sentita all'altezza della sua famiglia tanto snob quan
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La terra delle caverne dipinte
di Auel Jean M.
editore: Longanesi
pagine: 772
Dopo aver conosciuto Giondalar durante il suo lungo viaggio, Ayla è diventata madre della vivace Gionayla e parte integrante d
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La donna dal cappotto verde
di Edith Bruck
editore: Garzanti
pagine: 119
È una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi
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Golden Boot
di Paolo Nelli
editore: Fazi
pagine: 221
Non è facile vivere a Golden Boot, polveroso villaggio di frontiera, specie se sei un ragazzino e la tua passione sono i libri
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Il vecchio re nel suo esilio
di Geiger Arno
editore: Bompiani
pagine: 165
Cosa è davvero importante nella vita? Cosa rende le nostre esistenze realmente degne di essere vissute fino all'ultimo istante
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La torre. Storia di una moderna Atlantide
di Uwe Tellkamp
editore: Bompiani
pagine: 1334
Gli abitanti della Torre, un quartiere residenziale della Dresda degli anni '80, sembrano vivere fuori dal tempo. Nelle loro ville ormai fatiscenti, si dedicano alle arti mentre osservano il tramonto della DDR. Richard Hoffmann, chirurgo costretto a confrontarsi con il dissesto del sistema sanitario, è ricattato dalla Stasi e costretto a spiare i suoi colleghi. Christian, suo figlio maggiore, aspira a diventare un medico, ma prima deve prestare servizio "volontario" nell'Esercito Nazionale Popolare. Lo zio di Christian, Meno Rohde, lavora presso un'importante casa editrice lottando contro la censura. Poiché è figlio di rivoluzionari, Meno ha accesso al quartiere di "Bisanzio", dove vive la nomenclatura che controlla le vite dei cittadini. Meno fa da tramite fra il mondo del regime e quello nostalgicamente borghese della Torre, raccontando nelle pagine del suo diario le contraddizioni di entrambi. Con un linguaggio lussureggiante, Uwe Tellkamp ci consegna uno affresco degli anni che hanno preceduto la caduta del Muro di Berlino, recuperando dall'abisso in cui sembravano sprofondate per sempre la vita e la cultura di un mondo che, altrimenti, sarebbe rimasto ignoto a gran parte dei lettori occidentali.
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Non è sempre vero
di Russo Cynthia
editore: Marsilio
pagine: 169
Di poche cose Sara era sicura: l'amore per suo figlio, il rimpianto per il marito perduto, l'orgoglio per la sua conquistata p
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L'uomo che non voleva amare
di Federico Moccia
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 412
Tancredi è l'uomo dei sogni: dotato di una bellezza magnetica, possiede un'isola alle Fiji, ville in tutto il mondo, jet privati. Tutte le donne prima o poi cedono al suo fascino. Ma un'antica ferita l'ha cambiato per sempre e per questo è un uomo che non vuole amare. Finché non incontra Sofia, una promessa del pianoforte che ha smesso di suonare per un voto d'amore. Basta uno sguardo perché Tancredi perda la testa per lei. Farla sua diventerà un'ossessione divorante. Sofia, però, un amore ce l'ha già: è Andrea ed è per sempre. Ma una donna può rifiutare una passione che non conosce confini, quando irrompe nella sua vita e fa vacillare tutte le certezze?
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L'uomo di superficie
di Vittorino Andreoli
editore: Rizzoli
pagine: 213
Cos'è successo all'uomo, alla civiltà? Concentrati su un qui e ora puramente corporei, abbiamo ucciso tutti gli dei e reso la bellezza l'unica nostra religione. Non abbiamo più sogni, non coltiviamo progetti, non sopportiamo il silenzio, facciamo rumore per vincere la solitudine, sradicati come siamo dalle nostre origini, incapaci di amare, di insegnare ai nostri figli e di imparare dai nostri padri. E siamo pieni di paura. Vittorino Andreoli, che non distoglie mai l'attenzione dal destino dell'uomo contemporaneo, ripercorre la parabola della propria vita per descrivere, nel modo più personale e insieme collettivo, l'importante mutamento cui stiamo andando incontro. Dall'emergenza parsimoniosa e crudele della guerra, dove tutta la famiglia sedeva intorno al piatto in cui campeggiava un'unica grande aringa annegata nell'olio, al boom economico, in cui il dilagare del benessere ha condotto in fretta all'eccesso, alla saturazione, all'inutile; dall'entusiasmo delle scoperte scientifiche, che ci hanno permesso di rimuovere il dolore, di controllare le nascite, di nascondere ma non cancellare la morte, alle crisi, sempre uguali e sempre diverse, della Repubblica. Andreoli non dà giudizi né offre ricette, non ha certezze né dogmi da imporre. Ha però uno sguardo profondamente umano, e la consapevolezza della sua e nostra fragilità, l'unica meravigliosa forza su cui possiamo e dobbiamo contare per risorgere.
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