Narrativa contemporanea
Il bassotto e la regina
di Melania G. Mazzucco
editore: Einaudi
pagine: 101
Platone è un bassotto dal pelo lungo e la coda a pennello
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Eccentrici
di Geminello Alvi
editore: Adelphi
pagine: 184
Occhialuti alchimisti rovinati dall'assenzio, lottatori che combattono contro le tigri a pugni nudi e si convertono poi all'ascetismo per soggiogare ben altre belve, temerari aeronauti che atterrano sul tetto dei grandi magazzini di Parigi, generali cosacchi buddhisti, digiunatrici poliglotte, trasvolatori infelici, inventori di cannoni eterici, pittori monocromi devoti a Santa Rita. Da Cary Grant a Lovecraft, da Salgari a Pancho Villa e a Buster Keaton, i quarantadue personaggi raccontati da Alvi sono stravaganti e folli, certo, ma soprattutto sono uomini e donne che fremono per l'ansia di inseguire la vita e vi si perdono, mostrandone l'infinita varietà e potenza.
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La pelle
di Curzio Malaparte
editore: Adelphi
pagine: 379
Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell'ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l'anima, spingendo le donne a vendersi e gli uomini a calpestare il rispetto di sé. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la peste - è questa l'indicibile verità - è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null'altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l'anima, come un tempo, o l'onore, la libertà, la giustizia, ma la "schifosa pelle". Come ha scritto Milan Kundera, nella "Pelle" Malaparte "con le sue parole fa male a se stesso e agli altri; chi parla è un uomo che soffre. Non uno scrittore impegnato. Un poeta".
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Il viaggio dell'elefante
di José Saramago
editore: Feltrinelli
pagine: 201
Un elefante di nome Salomone attraversa a piedi mezza Europa, da Lisbona alla Spagna e poi da Genova fino a Vienna, come regalo di nozze di Joao III, re del Portogallo, all'arciduca austriaco Massimiliano II. L'episodio storico del XVI secolo fornisce lo straordinario innesco narrativo per José Saramago per creare una grande avventura in cui sono percorse le strade del continente al seguito di Salomone: eserciti bislacchi, prepotenti figure di sangue blu, sacerdoti che a seconda delle circostanze esorcizzano l'elefante oppure ne supplicano il miracolo, in un'età che passerà alla storia come quella della Controriforma, ma anche cavalli, buoi e contadini. Su tutti si staglia la figura di Subhro, il conducente oltre che amico dell'elefante, che con il suo straordinario acume riesce a cavarsela sempre per il meglio, deridendo ogni volta le inutili arroganze del potente di turno. Favola raffinatissima ma anche grande metafora della vita: qui Saramago ha buon gioco nell'esercitare il suo migliore umorismo e la sua ironia graffiante verso la burocrazia e la corruzione intrinseca di tutti gli uomini.
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Il saltozoppo
di Gioacchino Criaco
editore: Feltrinelli
pagine: 205
Le piane dell'Allaro sono un giardino delle meraviglie, la terra è rossa e grassa, la grande azienda agricola dà impiego all'intero paese e le stagioni si inseguono tra le sfide a saltozoppo dei bambini, il lavoro dei padri e la festa del santo patrono. Crescono così, in quel "composto di razze diverse costrette a vivere in un fazzoletto di argilla", Julien Dominici e i gemelli Agnese e Alberto Therrime. Crescono e si legano fra loro, come se fosse possibile per un Dominici e per una Therrime essere amici e poi amarsi. Solo i bambini possono crederlo, solo le donne. I Therrime, che conquistarono l'Aspromonte al seguito degli Aragonesi, e i Dominici, che su quei monti videro nascere i propri avi, non sono destinati a condividere la terra. E infatti il passato ritorna puntuale con violenza, spazzando via con il suo vento nero famiglie intere, spingendo gli uomini a uccidersi in faide senza fine e le donne a fuggire al Nord con i figli. Quel vento, tuttavia, per quanto forte, non può spezzare il filo di seta che lega Agnese al suo uomo. A Milano i due giovani sembrano finalmente liberi di amarsi, anche se i conti non sono ancora chiusi, non possono chiudersi. Il mostro che abita Julien è tutt'altro che sopito, si muove come un lupo seguendo sentieri di vendetta e giustizia immutati nei secoli, che lo conducono a incrociare inaspettatamente la via della Triade.
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L'amante giapponese
di Isabel Allende
editore: Feltrinelli
pagine: 281
L'epica storia d'amore tra la giovane Alma Belasco e il giardiniere giapponese Ichimei: una vicenda che trascende il tempo e che spazia dalla Polonia della Seconda guerra mondiale alla San Francisco dei nostri giorni.
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Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 308
"Letti, divani, e giacigli, sono ospitali a Vigàta. E contemplano ingorghi e soprassalti. La prodigalità è un ardore di istintiva e disfrenata voluttà. Si dipana come una corrente vitale a due fuochi: la passione gagliarda, che non si tiene ai limiti del ritegno; e la missione soccorrevole, da crocerossine che, per la società e la patria, e per il proprio piacere, esercitano le opere di bene come un darsi generoso secondo le esigenze ghiotte dell''appetito' da soddisfare, del 'boccone' prelibato, del 'ristoro', e finanche del fervoroso 'spolpamento'. A Vigàta si acclimatano divinità pagane, santi, e creature circensi: una Venere di lago e un Apollo dormiente; uno splendore di ragazza, incline alle estasi, la quale, mentre dintorno preme il mistero del trascendente, corrompe e si corrompe con i propri aromi di purezza e la sua voglia di santità, compiacendosi dei sogni lascivi, illusoriamente tattili, che tra uno spandersi di afrori di peccato mettono in comunicazione notturna il letto suo e quello del proprio confessore; le quattro svedesi equilibriste, le vichinghe volanti che, avvenenti e fascinose, montano le loro roboanti motociclette come cavallerizze da circo. Un'astuta e insolente provvidenza narrativa si prende gioco delle aspettative: imbroglia, sbroglia, imprevedibile alla fine; sbrigliata com'è, nel dare scacco matto. Un cacciatore sbadato non sa di essere cacciato da un cacciatore per diletto. Uno sgambetto è inevitabile..." (Salvatore Silvano Nigro )
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Il Michelangelo
di Nino Vetri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 134
"Un sistema narrativo che è quello di sistemare una dopo l'altra tante piccole tessere, in ognuna delle quali è contenuta una microstoria compiuta, sino a formare un vasto, movimentatissimo, coloratissimo affresco, dentro il quale si muove un'affascinante, mutante come in un caleidoscopio, grande quantità di figure", dice Andrea Camilleri dello stile di Nino Vetri. In tutti i suoi romanzi (questo è il quarto pubblicato) il protagonista cammina sempre, vede e racconta. Anzi quello di camminare vedere e raccontare sembra essere un fato, il destino fino alla fine del suo personaggio non qualcosa che gli accade. E le vie che questo errante osservatore percorre sono quelle della parte bassa dell'universo, dove alligna la grande disgregazione, ma che sembrano a lui le zone dell'esistenza dove ancora non è arrivato l'ordine venuto dall'alto che rende tutti pedine di un unico disegno. Così i suoi romanzi sono comici e realistici, grotteschi e malinconici, assurdi e carichi di umanità. "Il Michelangelo", dal nome di un quartiere-leggenda della speculazione edilizia a Palermo, è una saga antiepica di questo viandante, o una biografia avventurosa in tre tempi. Inizia dall'infanzia, in una parte in via di edificazione della città, che è, più che une spazio, un lungo attimo di tempo esotico tra la campagna brulla che sparisce e le ruspe che avanzano, in cui vive una umanità come di una frontiera lontana. Finisce in un epilogo tragico e beffardo...
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Il cappello di Rembrandt
di Malamud Bernard
editore: Minimum fax
pagine: 211
Accanto ai suoi romanzi maggiori, Bernard Malamud ha sperimentato con successo la misura del racconto, in cui ha inscenato del
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Il liberatore dei popoli oppressi
di Arto Paasilinna
editore: Iperborea
pagine: 320
È a una riunione di Amnesty International che Viljo Surunen, emerito glottologo di Helsinki, incontra la dolce maestra di musica Anneli Immonen: tra i due idealisti dal cuore generoso non può che scattare la scintilla dell'amore, cementata dalla reciproca promessa di salvare i prigionieri politici di tutto il mondo. Ma nonostante le lettere di protesta di cui inondano i dittatori di tre continenti, nessuno si ravvede: i diritti umani continuano a essere spudoratamente calpestati e neppure il loro protetto, il professor Ramón López, da anni ingiustamente detenuto, vede cambiare la sua sorte. Surunen decide di passare all'azione: andrà lui stesso a liberarlo nel Morterey, dove un despota senza scrupoli, asservito agli americani, ha instaurato uno dei peggiori regimi militari del Centroamerica. Missione impossibile, tranne che per i personaggi di Paasilinna, che oltre a una vitalità debordante e a un'inventiva a tutto campo, trovano a soccorrerli i più strampalati aiutanti, che sia un pinguinista russo, un reporter alcolizzato, un vescovo ribelle o un campanaro montanaro. Ma come se la caverà l'instancabile glottologo quando, dalle rocambolesche avventure centroamericane, si ritroverà in Delatoslavia, nell'Europa dell'Est, alle prese con dissidenti rinchiusi in manicomio? Fascisti o comunisti, l'ironica denuncia di Paasilinna non fa sconti a nessun tipo di regime totalitario.
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Franz e François
di Weyergans François
editore: L'orma
pagine: 420
François è cresciuto con un padre importante e stimato: Franz Weyergraf, uno scrittore cattolico ritenuto da molti un'autorità
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Arcangelo
di Andrea Barrett
editore: Dedalo
pagine: 234
È lo sguardo di Constantine Boyd ad aprire e chiudere questa raccolta: lo sguardo stupito e avido di conoscenza del dodicenne protagonista del primo racconto, "Gli sperimentatori", e quello vitreo per l'orrore del soldato Boyd, bloccato da una guerra incomprensibile nella città russa di Arcangelo nell'omonimo racconto finale. Entro il cerchio della sua esistenza si dipanano in una rete di rimandi incrociati le vicende degli altri personaggi, colti nel travagliato momento in cui si sta affermando una nuova teoria scientifica. L'anziana Henrietta Atkins che illustra a Constantine un esperimento per verificare come si sono adattati all'ambiente alcuni pesci è stata, ne "L'isola", una studentessa costretta dalla ragione ad abbracciare le nuove teorie di Darwin, anche a costo di rinunciare alla venerazione per il proprio maestro. Mentre si sta affermando la teoria della relatività, Sam si aggrappa alla concezione ormai superata dell'etere nella speranza di una possibile comunicazione ultraterrena con il padre scomparso e molti anni dopo viene fuorviato nelle sue ricerche di genetica dalla rivalità scientifica. Le passioni umane sono soggette alle leggi del caos, sembra dire Andrea Barrett, e solo la razionalità consente di scoprire nel mondo un ordine rassicurante.
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