Narrativa contemporanea
Gli ultimi uomini
di Olaf Stapledon
editore: Elliot
pagine: 324
Vertiginosa e visionaria cronaca dell'umanità futura, questo romanzo abbraccia due miliardi di anni, dalla nostra epoca fino agli esseri quasi divini che si preparano ad assistere alla fine del Sistema Solare. Diciotto diverse specie umane si succedono nell'alternarsi di civiltà e barbarie, catastrofi e conquiste, mentre il racconto segue l'accidentato ma inarrestabile cammino dell'evoluzione. Pubblicato nel 1930 da uno scrittore di formazione filosofica, sostanzialmente ignaro della fantascienza del suo tempo, "Gli ultimi uomini" ha avuto un'influenza sulla letteratura di anticipazione e continua a esercitare il suo fascino ben oltre i confini del genere. Nella scrittura di Olaf Stapledon, la portata speculativa è quasi interamente affidata alla potenza delle immagini. E se è facile riconoscere la qualità profetica di tante invenzioni narrative - dall'ingegneria genetica alle esplosioni nucleari, dal terraforming alla descrizione di una coscienza collettiva -, la sua forza profonda risiede forse nel compassato equilibrio di malinconia e speranza con cui medita sul progresso umano.
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Dio è nato in esilio
di Vintila Horia
editore: Elliot
pagine: 235
Esiliato da Augusto ai confini orientali del nascente Impero Romano, sull'attuale Mar Nero, Publio Ovidio Nasone affida la propria amarezza alle pagine di un diario. Le Metamorfosi, il suo capolavoro, hanno lasciato un vuoto nella coscienza, e gli dèi sembrano aver abbandonato il mondo. Ma proprio qui, nella terra dei Geti, il poeta coglie i primi bagliori di un nuovo culto e prepara il suo spirito a un ultimo, imprevisto cambiamento. Attraverso la figura di Ovidio - diviso tra la disillusione e il sarcasmo, il desiderio e la poesia - Vintila Horia tenta di elaborare l'angoscia dell'esilio a cui lo aveva costretto il regime comunista in Romania. L'intreccio di esperienza personale e dimensione letteraria rendono "Dio è nato in esilio" un'opera in cui la scrittura diventa testimonianza, il lirismo denuncia politica e la singolarità di un'esistenza storica assume un significato universale. Nel 1960 il libro vinse il Premio Goncourt, che Horia rifiutò in seguito a una campagna denigratoria orchestrata contro di lui dal governo romeno.
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Memorie di un vecchio giardiniere
di Reginald Arkell
editore: Elliot
pagine: 180
Ristampato dopo cinquant'anni in Gran Bretagna, viene finalmente tradotto per la prima volta anche in Italia questo umoristico romanzo dedicato al giardinaggio come arte di vivere. Ne è protagonista Herbert Pinnegar, un trovatello nato sul finire dell'era vittoriana che viene adottato da una donna di buon cuore già madre di sei figli. A scuola Bert resta spesso da solo, è goffo e impacciato a causa di una gamba più corta dell'altra ma, grazie alla protezione affettuosa della sua insegnante, trascorre un'infanzia serena tra i campi e i fiori selvatici, che ama più di ogni altra cosa. Dopo aver vinto la sua prima gara floreale, Bert ottiene dalla giovane signora Charteris l'opportunità di lavorare nel giardino della sua villa. Inizia così la sua straordinaria carriera che, da semplice apprendista, lo porterà a diventare il "Vecchio Gramigna", ovvero il leggendario capo giardiniere della tenuta, il giudice più stimato in qualsiasi competizione florovivaistica della contea, nonché il mago delle coltivazioni bizzarre, con le sue fragole in aprile e la capacità di far nascere fiori impensabili nel freddo clima d'Inghilterra. Mentre da fuori arrivano gli echi della Storia, tra guerre e cambiamenti sociali epocali, all'interno della Grande Villa il Vecchio Gramigna compie anno dopo anno i suoi piccoli miracoli, frutto di una cura puntigliosa e di una notevole testardaggine, che lo porta a ingaggiare vere e proprie dispute con la sua padrona...
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Party! L'arte del divertimento
di Maxwell Elsa
editore: Elliot
pagine: 266
Amica della duchessa di Windsor, Maria Callas, Clark Gable, Marilyn Monroe e Somerset Maugham, tanto per citarne alcuni, Elsa
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Il cuore inesperto
di Francesca Scotti
editore: Elliot
pagine: 180
Anita non ha ancora diciott'anni, ma la vita la costringe a recitare un copione da adulta. Deve preoccuparsi per la madre, appassionata traduttrice dal giapponese, che spesso si dimentica di mangiare. Deve misurare le frasi per non dispiacere il padre nelle poche e deludenti serate passate insieme, previste dal giudice dopo la separazione. Deve esercitarsi con la viola ore e ore ogni giorno, perché le sue dita imparino a volare sulle corde. La musica è il solo sentimento stabile che conosca, l'unico al quale valga la pena di aggrapparsi. Forse è per solitudine, forse è per spregiudicatezza giovanile oppure per sfida che accetta l'invito a casa del suo nuovo insegnante al Conservatorio, Gabriele. Lui ha intuito il talento dell'allieva e promette che l'aiuterà ad affinarlo. Per Gabriele, invece, la musica è soprattutto un rimpianto, un'aspettativa disattesa che lo trascina in un'esistenza vuota. L'incontro con Anita, la grazia acerba delle sue esecuzioni, ma anche quel corpo esile che freme per diventare maturo, squarciano il suo torpore...
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I preti di Stargorod
di Nikolaj Leskov
editore: Castelvecchi
pagine: 380
Considerato dalla critica il vertice dell'opera di Leskov, "I preti di Stargorod" racconta le vicende di tre sacerdoti in una chiesa di provincia: un arciprete (uomo mite ma intollerante con i miscredenti e facile all'insubordinazione con le autorità ecclesiastiche), un diacono (erculeo cosacco che combatte nel circo coi lottatori, si ubriaca e converte gli infedeli a suon di pugni), e un parroco (misurato, ragionevole, tutto preso dalle sue piccole vicende domestiche). Intorno a loro orbita una galleria di personaggi puramente leskoviani: un nano sensibile e intelligente, una burbera proprietaria terriera, un maestro di provincia dall'intelletto emancipato, un funzionario corrotto... Come sempre in Leskov, il fluire ipnotico, il realismo, il commosso umorismo e la ricchezza cromatica formano un'opera di singolare magia, specchio fedele delle misteriose profondità dell'anima russa.
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Il giardino di Amelia
di Serrano Marcela
editore: Feltrinelli
pagine: 248
Cile, anni ottanta, sotto la dittatura del generale Pinochet
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Sei casi al BarLume
di Marco Malvaldi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 256
Questi sei racconti, con protagonisti i quattro vecchietti del BarLume e il barrista Massimo, sono stati pubblicati per la prima volta in diverse antologie poliziesche di questa casa editrice, a partire da "Un Natale in giallo" del 2011. Nell'inedita prefazione, a sua volta una sorta di racconto tra i racconti, l'autore, informando della genesi dei personaggi e delle situazioni, ricorda cose della sua gente e dei suoi luoghi così cariche di stranezze di paradosso e di umorismo naturale che si stenta a credere che non siano opera di finzione. "Poco di quello che esce dalla bocca di nonno Ampelio è inventato". Dunque le irriverenze, i giochi geniali di parole, le "sudicerie" oltre il politicamente corretto, il cinismo miscredente, gli strani figuri che si affacciano al bancone del bar, insomma: il clima irresistibilmente anarchico del paesino toscano di Pineta che tanto profuma di antica libertà municipale, viene tutto da un vissuto. Un vissuto messo in scena poi dalla pura arte dell'intratte-nimento letterario di Marco Malvaldi. "Arte di non inventarsi nulla" la definisce l'autore: ed essa spiega bene perché i vecchietti del BarLume buchino la pagina. Ma lo spiega anche un'altra qualità: nelle storie del Bar-Lume troviamo rappresentata e tramandata, con consapevolezza antropologica ma voltata al comico della commedia dell'arte, una radicata civiltà locale, una forma di vita popolare, come una delle tante tessere che compongono il mosaico dell'identità degli italiani.
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Il libro dei Baltimore
di Joël Dicker
editore: La nave di teseo
pagine: 592
Sino al giorno della Tragedia, c'erano due famiglie Goldman
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Il mistero di Paradise Road
di Pietro De Angelis
editore: Elliot
pagine: 316
Il 15 gennaio del 1875 a Paradise Road, una via di linde casette a schiera alla periferia di Londra, morirono nella stessa notte dodici persone. Né Scotland Yard né la scienza riuscirono mai ad appurare la causa di quei decessi. Soltanto alcuni decenni dopo viene alla luce il documento che svela finalmente la verità su quel caso, di cui fu protagonista Lionel Morpher, impiegato esemplare all'Ufficio Brevetti, la cui moglie Alphonsine fu "vittima" di una passione totalizzante per la poesia. In una Londra nebbiosa e carica di mistero, Lionel si imbarcherà in un'impresa per salvare la moglie dalla sua "follia", entrando in un nuovo mondo, ricco di incredibili scoperte scientifiche che annunciano l'arrivo della modernità.
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L'alfabeto di Zoe
di Stassi Fabio
editore: Bompiani
pagine: 241
Questa sono io: Zoe! Lo so, non mi potete vedere: questo è soltanto un libro, e un libro è fatto di parole
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Il confine. I cento anni del Sudtirolo in Italia
di Sebastiano Vassalli
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 148
Il Sudtirolo, una terra di frontiera e un paradiso turistico in cui due popolazioni sono destinate a convivere. Ma cos'altro sanno gli italiani di questa regione e della sua storia? Quasi niente e, peggio, l'hanno sempre capita poco. Sebastiano Vassalli ripercorre in maniera lucida e tagliente gli snodi principali di un secolo ricco di contrasti, di "fandonie storiche", di follie politiche: dal 1919, quando il trattato di St. Germain avanzò sul crinale alpino il confine con l'Austria, stabilendo che i sudtirolesi diventavano loro malgrado italiani... fino ai giorni nostri. In mezzo ci sono il fascismo, il nazismo, le bombe, i referendum e una stagione di tenebre in cui hanno perso la vita troppi uomini. Il protagonista di questa lunga storia è ormai vecchissimo, nato nel 1928, eppure continua ancora a muoversi indisturbato nel paesaggio scintillante di valli e città, a fare sentire la propria voce e a seminare zizzania. Attraverso una proposta concreta, questo libro invita a chiudere i conti con la storia e a separare una volta per tutte il passato dal presente, per guardare avanti.
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