Narrativa contemporanea
Mille anni che sto qui
di Venezia Mariolina
editore: Einaudi
pagine: 250
Grottole, nei pressi di Matera: dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, le vicende straordinarie e quotidiane dei Falcone, una f
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Come Dio comanda
di Ammaniti Niccolò
editore: Mondadori
pagine: 495
Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio, e sono una famiglia, perché la madre se n'è andata e loro vivono soli
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Con la morte non si tratta
di Morchio Bruno
editore: Garzanti Libri
pagine: 295
Una rapina sulla Statale Carlo Felice, in Sardegna: uno dei banditi viene ferito e arrestato, ma non parla
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Il castello di Vaux-le-Vicomte
di Anatole France
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 121
Luigi XIV aspettò la morte del Mazzarino, l'ultimo dei ministri-cardinali, prima di avviare la sua opera: l'assolutismo regio. E per farlo dovette attuare in realtà una specie di colpo di Stato: come comprese il regista Roberto Rossellini, intitolando il suo capolavoro sulla giovinezza del Re Sole, in modo solo apparentemente ossimorico, "La presa del potere da parte di Luigi XIV". La figura di un re che effettivamente governasse era infatti inusitata come una bizzarria passeggera. "Il re regna ma non governa" era la dignità di norma. Passo fondamentale del suo colpo di Stato fu l'arresto di un uomo potente come un re e del re ben più ricco: il soprintendente delle finanze Nicolas Foucquet. Foucquet si era arricchito favolosamente con le entrate del Tesoro, all'ombra di Mazzarino, e aveva costruito il potere personale su uno splendore, di dimore, di mecenatismi verso gli artisti, di favori a cortigiani che troverà ironicamente nel Re Sole il più ispirato imitatore dopo la caduta del suo prototipo. Anatole France non nasconde per Foucquet una simpatia, e lo interpreta quale rappresentante delle libertà feudali, e delle signorili liberalità, volgenti al definitivo tramonto. Ed è un ritratto mosso, drammatico, con un luogo di elezione: il castello di Vaux-le-Vicomte, dove Molière, La Fontaine, Corneille erano ospiti frequenti in compagnia delle più celebri dame future animatrici di Versailles; e con una scena culmine, l'ingegnoso, spettacolare pranzo in onore del giovane re.
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Napoli sul mare luccica
di Cilento Antonella
editore: Laterza
pagine: 149
Un viaggio all'inseguimento del fuoco che cova sotto il Vesuvio, dell'acqua che luccica nel golfo, sopra e sotto la terra brul
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I divini mondani
di Ottieri Ottiero
editore: Guanda
pagine: 90
Da una festa a un'altra festa, da una cena a un'altra cena, da Londra a Madrid e poi a Milano, da un amore a un altro, senza m
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C'era una volta
..
di Capuana Luigi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 211
In quel tempo ero triste ed anche un po' ammalato, con un'inerzia intellettuale che mi faceva rabbia, e i lettori non immagine
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L'estate muore
di Carra Leopoldo
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 220
Una laurea in lettere e un pesante disturbo ossessivo non sono un buon viatico, per Enrico, al diventare grande
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La città dei libri sognanti
di Moers Walter
editore: Salani
pagine: 509
Un'altra avventura ambientata nel fantastico continente di Zamonia delle Tredici vite e ½ del Capitano Orso Blu
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Un canto clandestino saliva dall'abisso
di Mimmo Sammartino
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 114
"Trasfigurazione lirica di fatti realmente accaduti", definisce questo racconto, che è anche l'irruzione in primo piano di un
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Vita da sbirro
di Claudio Bachis
editore: Robin
pagine: 129
"Vita da sbirro" è la storia, vera, di un agente di polizia che con il suo lavoro ha attraversato gli ultimi, difficili, decenni di vita politica e civile del nostro Paese, trovandosi tra le fila di uno schieramento, quello delle forze dell'ordine, spesso scomodo e impopolare. Passando per una dura gavetta, il sardo Claudio Bachis è approdato alla Digos, la nostra polizia politica, portando a termine nel corso degli anni una serie di arresti "eccellenti" tra i terroristi rossi, su tutti Mario Moretti, l'assassino di Aldo Moro. Lo "sbirro" di questo libro non difende una categoria, non giudica né dà sentenze, si mette anzi in discussione e prova a capire, e farci capire, mettendo la sua esperienza sul campo a nostra disposizione, quanto sia importante la dialettica tra le parti, senza trincerarsi dietro barricate ideologiche o nascondersi dietro una divisa o slogan prefabbricati. Ci restituisce in questo modo l'azione, ma soprattutto i pensieri, talvolta i tormenti, di uno "sbirro" che ha sempre creduto che per stare dalla parte giusta non è sufficiente indossare una divisa legittimata dal Potere, ma la si deve onorare cercando di capire anche le ragioni di coloro che ci viene chiesto di combattere. Perché, fuorilegge o poliziotti, siamo prima di tutto uomini.
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Angeli e altri racconti
di Giorgio Pochetti
editore: Robin
pagine: 143
Nulla è come sembra: lo sa bene il signor Bindi che continua a stupirsi della vita e delle sue inaspettate dolcezze. E se vivere diventa troppo faticoso? C'è la poesia metafisica di Jordan Collura "piena di uscite d'emergenza". E, naturalmente, l'amore. Quello struggente, che vince ogni differenza culturale, per una donna di cui non si conosce neppure l'idioma; quello che strega, fino ad annientare, per una misteriosa creatura, novella Circe che vuole tutto per sé l'oggetto del suo desiderio. Storie di "angeli" del nostro tempo ambientate in un "condominio" molto speciale, luogo di nuove inquietudini e crocevia di esistenze sgualcite, ma ancora capaci di sorridere. Sedici racconti in cui l'autore indaga con originalità e ironia un mondo che cambia intorno a lui.
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