Narrativa contemporanea
La cosa veramente peggiore
di Hayden Torey L.
editore: Corbaccio
pagine: 176
David è un ragazzino difficile: abbandonato dalla madre da piccolo, parla con difficoltà, è violento e apparentemente ritardat
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Mandragola
di Niccolò Machiavelli
editore: Garzanti
pagine: 128
Capolavoro comico del Rinascimento, la "Mandragola" si incentra su una beffa erotica spinta oltre i limiti del divertimento bo
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La figlia della gallina nera
di Gloria Origgi
editore: Nottetempo
pagine: 121
"E chi sono io? La figlia della gallina nera? si diceva in casa quando si era vittima di un sopruso o di una negligenza. L'ultima a essere servita a tavola o a ricevere il bacio della buonanotte poteva lamentarsi di essere trattata come la figlia della gallina nera". Di fronte alla tovaglia quadrettata di una trattoria di provincia, Gloria Origgi ripercorre la propria infanzia nella Milano degli anni settanta attraverso le parole di casa sua. Si scopre allora quanto sia misero dire "farsi un baffo" quando ci si può "fare un baffo a tortiglioni"; quanto l'espressione "bru bru" calzi all'uomo d'affari arricchito e un po' cafone; quanto "la sorella di Ciro Menotti" fosse mal pettinata. "Amecche", "Accalappia-pinconi", "Spetinenta" e tante altre ancora sono le voci di un lessico famigliare nel quale l'autrice racconta la storia di un'infanzia dorata e dello strappo segnato dalla morte della madre, restituendoci un'immagine dura e scanzonata dell'Italia del nostro passato prossimo.
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I giovani non esistono. Viaggio allucinante nel mondo dei vecchi
di Stefano Benzoni
editore: Isbn Edizioni
pagine: 152
La popolazione del mondo occidentale invecchia, l'anziano torna a dominare la cultura pop e il mercato. In questa provocatoria raccolta di interventi sul rapporto tra vecchi, potere e cultura popolare, uno sguardo impietoso sull'Italia di oggi nella mani dei giovani di ieri. All'inseguimento di vip settantenni trasfigurati da bisturi e capelli sintetici che affollano spiagge esotiche sciogliendosi al sole, resistono nel fortino della loro pensione contornati da nuovi oggetti per il piacere. Progettano il loro futuro a scapito di quelli che restano e parlano molto dei giovani. Lo sguardo di Pietro Adamo, Carlo Antonelli, Massimo Coppola, Enzo D'Antonio, Marco Giusti, Giacomo Papi e Alberto Piccinini sul fenomeno che trasforma la società, modifica mode e costumi, sceglie i palinsesti tv, manda in crisi le maggioranze.
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La sinfonia degli inganni
di Danilo Prefumo
editore: L'Epos
pagine: 182
Il racconto è ambientato nella Vienna del 1828, in cui è ancora vivo il ricordo di Beethoven, scomparso l'anno precedente. Un sottotenente dell'Imperial Regia Polizia è alle prese con i fantasmi della sua vita privata e la scomparsa dalla casa in cui il maestro aveva trascorso i suoi ultimi mesi di vita del manoscritto della Decima sinfonia.
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I latitanti
di Gilberto Forti
editore: Zandonai
pagine: 235
"Il latitante è qualcuno che deve tentare di sopravvivere sforzandosi di non esistere deve imparare la lezione degli animali e accantonare quella degli uomini, anche dei più sapienti. Negli animali, credo, c'è una naturale accettazione del destino, ma anche una naturale inclinazione a difendersi fino all'ultimo prima che il destino si compia. La fortuna, poi, è arbitra per gli animali come per i latitanti." Così, nel racconto che dà il titolo a tutta la raccolta, Gilberto Forti ci restituisce in pochi tratti la misura vincolante a cui la guerra riduce persone e cose. La dimensione della sopravvivenza non coincide con quella della vita, tuttavia ha il pregio di non nasconderne la precarietà, come ben sanno i latitanti che si ritrovano sospesi, nella loro sub-esistenza, tra una "morte apparente" e una tumultuosa vita interiore. Di questo sfasamento, così come del tormentato rapporto fra memoria e oblio, testimonianza e silenzio, si nutre la scrittura di Forti che nei suoi momenti di asciutto lirismo non si esaurisce mai in un esercizio - seppur alto - di rievocazione storica o biografica. Anzi, da queste storie di giovinezza e di latitanza, ambientate per lo più fra le montagne dell'Appennino emiliano e durante la guerra partigiana, promana un alone di atemporalità che sta a indicare quanto la memoria, individuale e collettiva, sia intaccata da una rimozione necessaria.
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Destierro
di Carlo Cazzola
editore: Zandonai
pagine: 105
Chi subisce il destierro - l'espatrio - si mette in salvo, perdendo però ogni contatto diretto con le proprie origini. Il destierro costringe all'esercizio costante del ricordo, prolunga le sofferenze patite altrove, è nostalgia e silenzio. Anni settanta. Durante una vacanza estiva sul golfo di Policastro, una donna - un'esule sudamericana - sta vivendo senza saperlo le sue ultime ore. La morte giunge improvvisa e la separa per sempre dal marito. Dopo oltre vent'anni egli ritorna con il ricordo a quel 21 agosto e ripercorre a ritroso la storia del loro legame, fino a quel pomeriggio di primavera in cui conobbe una giovane argentina di passaggio a Roma. Al centro della vicenda è lei, alle prese con un passato segnato dal sequestro, dalla tortura e dalla fuga dall'Argentina in mano alla giunta militare, e minata da una malattia genetica - il Lupus - a cui non c'è rimedio. Nel ricordo delle ultime ore che precedono e seguono la sua scomparsa, in un dialogo immaginario con la donna perduta, l'uomo sembra intuire perché la memoria, anche quando inganna, sia l'unica protezione contro la morte.
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Il rogo nel porto
di Boris Pahor
editore: Zandonai
pagine: 236
Il percorso creativo di Boris Pahor, scrittore sloveno e cittadino italiano, ruota in prevalenza intorno al destino della gent
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Diabolus in musica. Prose ed elzeviri musicali
di Giorgio Vigolo
editore: Zandonai
pagine: 113
Il volume, pensato da Giorgio Vigolo già nel 1967, raccoglie una scelta di testi inediti, molti dei quali scritti per la trasmissione radiofonica "Musica e Poesia". Vigolo non mira a tradurre i fatti musicali in un linguaggio didascalico e informativo, né si limita a indagarne il dato squisitamente tecnico: la sua prosa musicale racconta e genera storie, inseguendo per dir così il significato "diabolico" della musica, versatile musa capace di trasmigrare in altre forme artistiche, come l'architettura (che Goethe chiamava "musica ammutolita") e la poesìa. Poeta e narratore, studioso del Belli e indimenticato traduttore di Holderlin, Vigolo apre, con i suoi atteggiamenti linguistici, le suggestioni letterarie e filosofiche, e la sua padronanza musicale frutto di estesi e meditati studi, un nuovo e illuminante spazio alla critica musicale. Brevi, veloci e di squisito gusto letterario, questi saggi restituiscono con maestria l'atmosfera poetica delle opere musicali e captano ciò che nella musica si nasconde: l'anelito di assoluto, la dimensione ritmica come memoria dei suoni e le inquietudini etiche, specie fra Barocco e Romanticismo, quando il suono aereo e spirituale convive con la pietra, il peccato e la morte.
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Non dire notte
di Amos Oz
editore: Feltrinelli
pagine: 202
A Tel Kedar, una tranquilla cittadina israeliana nel deserto del Negev, abitano Noa e Theo. Dopo sette anni di felice convivenza, sono in una fase stagnante del loro rapporto. Theo, urbanista sessantenne di successo, appare sempre più introverso e sembra aver perso energia, voglia di fare e di mettersi in gioco. Noa, frenetica professoressa di lettere di quindici anni più giovane che insegna nella scuola locale, è sempre alla ricerca di nuovi traguardi e nuove sfide. In seguito alla morte di uno degli studenti di Noa, le viene affidato il compito di dare vita a un centro di riabilitazione per giovani tossicodipendenti. Aiutata da Muki, agente immobiliare, da Linda, una timida divorziata, e da Lumir, un pensionato, Noa si dedica al progetto con entusiasmo e idealismo, pronta a lottare contro l'opposizione di tutta la cittadina che teme che un simile centro possa portare droga e criminalità. Non vuole mostrare le sue debolezze e chiedere l'aiuto di Theo, e lui non vuole interferire se non è richiesto. Se per un verso la vicenda sembra mettere a dura prova la loro relazione, dall'altro dimostra lo struggente affetto, l'infinita tenerezza e il profondo amore che ancora li lega. La storia è narrata dai due protagonisti in prima persona. Un libro che esplora l'animo umano, che racconta la realtà quotidiana di una comunità lontana da Tel Aviv o Gerusalemme, protetta da filo spinato e guardie, che cerca di vivere una vita normale come qualsiasi altra cittadina del mondo.
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(Fanculopensiero)
di Maksim Cristan
editore: Feltrinelli
pagine: 201
"Fanculopensiero. Forse non si può dire. Forse somiglia più a uno slogan che al titolo di un libro. Forse dà fastidio. E poi quelle parentesi. Perché? Ma vi è mai capitato di inseguire un obiettivo e di scoprire che avete impegnato tutte le vostre forze invano, perché quello che cercavate era altrove? Vi siete mai aggrappati all'orgoglio e all'ambizione finendo per ferire voi stessi e le persone che amate? Quante volte avete dovuto ammettere che fuori dal cerchio del vostro io non capite granché e giurate, mentendo, di aver cercato una strada negli altri e con gli altri?" Questa è la storia vera di Maksim, che da giovane manager in carriera in Croazia si è ritrovato a fare lo scrittore di strada a Milano. Lui stesso ammette che a un certo punto qualcosa si è bloccato dentro di lui. Tutto tranne la voce del suo rinato istinto, che gli diceva di andar via. Così prende il primo treno diretto a ovest e si stabilisce a Milano. Vive come può. E come capita. Spesso non mangia. Più spesso non dorme. Alle Colonne di San Lorenzo, ai piedi della statua di Costantino, in una delle sue lunghe veglie ha l'intuizione di cominciare a scrivere, di raccontare i suoi giorni e le notti, di mettere su carta i suoi pensieri.
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