fbevnts Poesia - tutti i libri per gli amanti del genere Poesia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 157
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Poesia

Jisei. Poesie dell'addio

editore: Se

pagine: 127

"Jisei si chiama in giapponese l'ultima poesia, quella composta quando il mondo attorno comincia, silenziosamente, ad allontan
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14,00

Per diverse ragioni

di Domenico Brancale

editore: Passigli

pagine: 92

"In una poesia Brancale dice: «Il cuore è perfetto in ogni battito dell'imperfezione», ossia il cuore raggiunge la sua perfett
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12,50

Unreconciled Poems 1991-2013

di Houellebecq Michel

editore: William heinemann (random uk)

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24,60

La foresta dell'amore in noi

di Adonis

editore: Guanda

pagine: 152

Una raccolta in cui il linguaggio fluido e ardente del poeta arabo contemporaneo ribadisce con energia la fiducia nella poesia come via privilegiata per la conoscenza.
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12,50

La lanterna di biancospino. Testo inglese a fronte

di Seamus Heaney

editore: Guanda

pagine: 136

«Nel canone di Seamus Heaney 'La lanterna di biancospino' occupa un posto importante di riflessione, di recupero, si può dire quasi di silloge di momenti del percorso del suo autore, per un nuovo slancio e per una riconquista di freschezza comunicativa.» Come osserva Francesca Romana Paci nell'introduzione, "The Haw Lantern" è una raccolta dotata di struttura unitaria e va letta dunque come sistema. Un sistema in cui si mantiene vivo il coraggio di una ricerca «fondata nel reale, ricerca dei confini e del senso del reale stesso, del rapporto della mente con il reale, della verità nella contraddizione, dell'equilibrio tra tensioni opposte, della libertà pur nella indiscussa permanenza di legami importanti: questo è il cuore della poetica di Heaney, il vero argomento di tutta la sua poesia, il suo vero, continuo oggetto d'indagine».
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10,00

The lunatic. Testo inglese a fronte

di Charles Simic

editore: Elliot

pagine: 192

La più recente opera poetica di Charles Simic, tra i maggiori esponenti della poesia nordamericana di oggi. La sua ispirazione cordialmente spettrale, ironica e straniata, dà vita ai quadri mobili del nostro surrealismo quotidiano. Simic è fantasioso e malinconico: nato fra le rovine della vecchia Europa, il poeta sente nelle proprie fibre il richiamo di quell'America fatta non di modernità e slanci, ma di sparizioni e trapassi, osservati con tenerezza e senso del paradosso. Tra le parole di Simic capita di camminare per la città, rasentandone la follia; di assistere al nitore di un'alba; di imbattersi in personaggi bizzarri, non si sa se reali o ricordati. I suoi versi sono sobri, leggibilissimi, frutto del colloquio con un reale vario e sorprendente.
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25,00

Le avventure della signorina Richmond e Blackout. Poesie complete

di Nanni Balestrini

editore: DeriveApprodi

pagine: 500

La poesia incontra il mutamento: negli anni Settanta Balestrini frequenta rimari, comizi operai, manuali di ornitologia e gast
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12,00

Cino da Pistoia nella storia della poesia italiana

editore: Cesati

pagine: 287

La vastissima produzione lirica di Cino si pone come oggetto di non facile indagine a una prospettiva filologica quanto ermeneutica, laddove alle difficoltà nella ricostruzione della tradizione testuale corrisponde una dovuta riconsiderazione della ricezione dell' opera del famosissimus legum doctor (Liber de claris iuris consultis).
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30,00

Il prato bianco

di Francesco Scarabicchi

editore: Einaudi

pagine: 139

"Il prato bianco" uscì da un piccolo, raffinato editore, l'Obliquo, nel 1997. Era la terza raccolta poetica di Francesco Scarabicchi, che con quel libro entrava a pieno diritto fra i maggiori poeti italiani contemporanei, confermandosi poi a più riprese nei vent'anni che sono seguiti. L'atmosfera invernale evocata fin dal titolo fece parlare Gian Carlo Ferretti di «uno scenario dominato dal gelo, dalla neve, dal bianco, quasi immagini di un mondo in letargo, invisibile, ma segretamente vivo e disposto al risveglio». E in questa situazione di apparente abbandono che le immagini della natura si fanno precise: prati, serre, fiori, alberi: descrizioni realistiche ma anche metafore a indicare cura e accudimento. Sono paesaggi di una natura coltivata, non selvaggia, e questo accudimento meticoloso, nonostante l'ala fredda che incombe su persone e cose, sembra essere la cifra dell'umanità che emerge da questi versi, già a partire dalla prima poesia. Curarsi di ciò che sopravvive, celebrare senza retorica ciò che è destinato a non sopravvivere: quella di Scarabicchi è una malinconia composta e quasi serena anche quando, nel nucleo centrale del libro, viene affrontato più direttamente il tema della morte: e sono forse le poesie più intense di tutto il libro.
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