Poesia
La perizia della goccia
di Riccardo Canaletti
editore: Affinità Elettive Edizioni
pagine: 70
In un viaggio che parte dallo sguardo sulle cose, memoria, prospettive e considerazioni si intrecciano
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Orientarsi con le stelle. Tutte le poesie
di Raymond Carver
editore: Minimum fax
Anche se sono stati i racconti a renderlo celebre, Raymond Carver ha sempre alternato alla prosa la poesia, con risultati di pari perfezione, al punto che l'autore si considerava prima poeta e poi narratore. Questa raccolta completa dei suoi versi offre una visione totale di quella che è stata definita «l'altra musa» di Carver. Dalle prime poesie di "Voi non sapete che cos'è l'amore" (1983) all'opera matura di "Racconti in forma di poesia" (1985), "Blu oltremare" (1986) e "Il nuovo sentiero per la cascata" (1989), con l'aggiunta di tre poesie non incluse negli altri volumi, "Orientarsi con le stelle" permette al lettore di assaporare l'evoluzione di una voce poetica indimenticabile. Scrive Tess Gallagher nell'introduzione: «Dalle prime alle ultime, le poesie sono meravigliosamente chiare, e questa limpidezza, come il dolce fragore dell'acqua sorgiva in bocca, non ha bisogno di giustificazione. Il tempo trascorso a leggere le poesie di Ray diventa subito fecondo, perché i suoi versi si concedono con la stessa facilità e spontaneità naturale del respiro».
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La carne degli angeli
di Alda Merini
editore: Sperling & kupfer
pagine: 144
Gli angeli di Alda Merini sono presenze misteriose che accompagnano il cammino dell'uomo, messaggeri della felicità più pura, annunciatori di pace. Ma anche creature delle tenebre, che lottano incessantemente con le creature della luce, come dentro ogni anima si combattono il Bene e il Male. Divisi fra il Cielo e la Terra, incarnano la tensione dell'uomo verso la verità e la bellezza...
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Cinquanta foglie. Tanka giapponesi e italiani in dialogo. Testo giapponese a fronte
editore: Moretti & vitali
pagine: 93
Il "tanka" è una forma lirica giapponese molto antica, addirittura precedente il celebre haiku di tre versi; il suo ruolo-chia
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In amore
di Scotto Fabio
editore: Passigli
pagine: 147
... La raccolta 'In amore', sostenuta da una potente carica creatrice, celebra il desiderio, la passione, l'incontro dei corpi, ma contiene in sé anche il 'disamore', lo sconforto, la solitudine, il dolore insieme a folgoranti epifanie di vita, in cui l'esperienza del momento si intreccia con l'immaginazione e l'attualità. La poesia di Fabio Scotto non è mai avulsa da una profonda inquietudine esistenziale, anche quando il poeta corre incontro all'appuntamento con l'amata ed osserva il paesaggio intorno... La straordinaria qualità di questa poesia proviene da un flusso emotivo che assume il presente come punto di partenza, lo avvolge e dilata in un movimento che va avanti e indietro, aggregando momenti e materiali di vita e di storia vissuti in tempi diversi che trovano un loro centro nella parola poetica.... (dalla prefazione di Gabriele Morelli)
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Ridare l'anima. Redenzione in carcere
di Meta Erjugen
editore: La scuola
pagine: 77
Questo libro parla del percorso di trasformazione umana e spirituale di Erjugen Meta all'interno della Casa di Reclusione Mila
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Poesie
di Aleksandr Blok
editore: Se
pagine: 239
"Nel licenziare questa nuova edizione del mio Blok, non ho voluto aggiungere o mutare qualcosa nella versione e nello studio che la accompagna. Non avrei del resto mutato, ma tutt'al più dilatato le immagini critiche, i moods e le intuizioni che ispirarono il saggio. Alcuni spunti della mia "blokiana" mi si sono fatti con gli anni più limpidi e più ossessivi. Sempre più mi appassiona, ad esempio, il legame tra le invenzioni del poeta pietroburghese e i motivi dell'Art Nouveau. È chiaro che dal repertorio di quella corrente provengono le figure di donne, gli strascichi, le vesti-comete, le assidue sinuosità e i ghirigori, la struttura in cerchio di molte liriche, una certa Fläcbenbetonung, il vegetalismo che genera violette notturne, i rimandi gotici, gli entrelacs delle tempeste di neve. Ma in Blok, tragico tenore dell'epoca, secondo la definizione di Ol'ga Fors, l'Art Nouveau non è mai virtuosistico ornarnentalismo. Esso traligna in fragori di baraccone, in torve smorfie palustri, in climi strindberghiani di vita-inferno, in arlecchinate crudeli, che si fanno gabbo di ogni cerea e sonnambula misticheria. La poesia di Blok sempre più ci appare come un dramma in due tempi, il dramma della vana attesa di aurore da icona..." (Dalla Nota della curatrice)
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La grande mappa
di Giuliano Tabacco
editore: Transeuropa
"Se alle liriche de La grande mappa volessimo cercare un'equivalenza, questa sarebbe forse la nostra precarietà presente - la condizione liquida e febbrile di questi anni insensati. Non tanto perché il mercato del lavoro è l'argomento esplicito di alcuni testi della raccolta; soprattutto perché chi parla si sente e scrive come un individuo senza padri né fratelli, abituato a divorare e a divorarsi, con il corpo esposto alla violenza latente di una quotidianità che mescola i vivi e i dissepolti, "i desideri e il loro esatto contrario" - e che non sa più immaginare un altrove. Arcaico come una necropoli e dispersivo come un ipermercato, questo mondo ha digerito l'ingiustizia e l'ha completamente assimilata, portandola dalla sfera pubblica al cuore stesso di tutti i rapporti umani: "Esseri che mangiano ed esseri che chiedono di essere mangiati"". (Gianluigi Simonetti)
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Marciapiede con vista
di Filippo Strumia
editore: Einaudi
pagine: 155
La prima poesia della nuova raccolta di Strumia è una precisa dichiarazione d'intenti: "Flesso appena in un inchino / si congeda dai lampioni / anche l'ultimo passante. / E là dove non siamo / la parola cede al sasso, / il luogo torna ciò che è". L'intento di Strumia è proprio quello di raccontare quel sasso quando l'uomo non lo guarda più, quando le categorie umane per percepirlo si sono dissolte. È un paradosso, perché ovviamente - Kant insegna - la realtà che possiamo descrivere è conformata alle nostre categorie di pensiero, ma alla poesia si chiede proprio, attraverso paradossi e metafore, di operare qualche miracolo, se no a che cosa serve? E dunque i versi di Strumia si aggirano nelle varie sezioni come in uno scenario homeless (Cartacce, Gatti, Panchine...). Una vista rasoterra, più bassa di una testa umana, per immaginare una realtà diversa, forse più vera. Strettamente intrecciato a questo percorso e incredibilmente non in contraddizione con esso, il libro è anche un resoconto esistenziale e si conclude con la sezione Tombini (che evoca tombe) in un dialogo con i propri morti e in diverse immagini di fine corsa. Il tutto versificato in un ritmo incalzante, prevalentemente ottonario, spezzato ogni tanto da un improvviso cambio di metro, da una dissonanza, da un'aritmia, forse da una sincope, un'assenza temporanea, ed è spesso li, proprio in questa pausa di coscienza, che si concentra lo scavo di Strumia, il suo sguardo alternativo sul mondo.
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