fbevnts Poesia - tutti i libri per gli amanti del genere Poesia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 162
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Poesia

Canti orfici. Con Quaderno (rist. anast. 1914)

di Dino Campana

editore: Cronopio

pagine: 173

I "Canti orfici" non sono solo un libro, sono "il" libro unico di Dino Campana (Marradi, 1885 - Castelpulci, 1932). Questa ristampa anastatica dei Cantisi propone come un'edizione di cui d'ora in poi tener conto nella bibliografia campaniana: per la fedeltà all'edizione del 1914, l'accuratezza della composizione e della stampa (sono stati esaminati e comparati diversi esemplari dell'edizione originale); per l'esaustiva Introduzione e Nota bio-bibliografica, corredata da immagini, di Gabriel Cacho Millet, lo studioso argentino che negli ultimi quarant'anni ha portato alla luce preziosi documenti di e su Dino Campana; per la voce e i suoni di Claudio Morganti che, in prima assoluta, "dice" i "Canti orfici" in versione integrale.
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20,00

Parole dritte al cuore

di Rossato Maurizio

editore: Mondadori

pagine: 159

Questo libro raccoglie poesie, prose, lettere e monologhi scelti per la loro capacità di parlare, con forza, al cuore tutti
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14,90

Jucci

di Buffoni Franco

editore: Mondadori

pagine: 120

Jucci è il nome di una donna la cui memoria, attraverso il tempo, attraverso i decenni, è rimasta intatta nella mente del poet
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17,00

Nei giorni dell'infanzia

di Rainer Maria Rilke

editore: Passigli

pagine: 119

Gli appassionati lettori di Rainer Maria Rilke ben sanno quanto il tema dell'infanzia sia presente nelle opere del grande poet
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12,50

Guardami. Sono nuda

di Antonia Pozzi

editore: Clichy

pagine: 160

Ho paura, e non so di che: non di quello che mi viene incontro, no, perché in quello spero e confido
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8,00

Solstizio

di Deidier Roberto

editore: Mondadori

pagine: 170

Nella pacata ed elegante compostezza della sua dizione, nella chiarezza della sua pronuncia, Roberto Deidier riesce a dare un'
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16,00

Yahya Hassan

di Yahya Hassan

editore: Rizzoli Controtempo

pagine: 173

Paragonato a Eminem e a Walt Whitman, Yahya Hassan, con più di centomila copie vendute in Danimarca in pochi mesi, è ora al centro della scena letteraria e mediatica mondiale. Aggredito e minacciato di morte, vive oggi sotto scorta. E tutto per colpa dei suoi versi, rigorosamente in stampatello maiuscolo, che con la violenza di un pugno allo stomaco demoliscono ogni tabù nel descrivere la realtà di un giovane immigrato musulmano di seconda generazione tradito tanto dalla patria d'adozione quanto dalla famiglia d'origine. Hassan racconta la sua storia: quella di un bambino la cui famiglia palestinese si trasferisce in Danimarca da un campo profughi libanese. Con un padre violento e bigotto, un padre che picchia i figli e la moglie, e che quando viene lasciato si fa mandare una nuova donna direttamente dalla Tunisia. La storia di un ragazzo che passa da una comunità di recupero all'altra, che viene cresciuto a suon di calci e cinghiate, circondato da "stupidi che fanno jogging e pregano, poi rubano, bevono e vanno a letto con le ragazze danesi, in prigione si redimono leggendo il Corano e ricominciano da capo". La storia di un giovane che diventa un delinquente perché è l'unica cosa che può diventare. Yahya Hassan è l'urlo disperato di un'intera generazione, ingannata e abbandonata da tutti.
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16,00

Mancanze

di Alessandro Fo

editore: Einaudi

pagine: 124

Dopo la pluriennale immersione nella poesia virgiliana che ha dato come esito la recente, apprezzatissima traduzione dell'Eneide, Alessandro Fo torna con questo libro a proporsi come poeta in proprio. La poesia di questa raccolta è estremamente contigua, per forma e ispirazione, ai meccanismi della preghiera. Dunque una sequenza di tentativi di accostarsi al divino, ma nello stesso tempo un acuto scrutare nell'esistenza di cose e persone; una inesausta ricerca delle particelle infinitesimali di quella sostanza angelica che abita nelle contingenze terrene e umane meno canoniche. Le poesie di questo libro sono trame, filamenti che in modi anche eccentrici collegano punti disposti chissà dove, oltre la nostra percezione, e giorni e luoghi scolpiti nelle nostre reali esistenze, senza trascurare le musiche: da Chopin alle comuni battute rubate ai dialoghi quotidiani. E se di questi fili possiamo osservare solo uno dei capi, il più vicino, l'altro può forse essere intuito, riconosciuto in alcune tracce disseminate fra le pieghe dell'esperienza di ogni giorno.
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11,00

Canti orfici e Il più lungo giorno

di Dino Campana

editore: Alboversorio

pagine: 145

Travagliata è la vicenda editoriale all'origine dei "Canti Orfici". La prima versione manoscritta dell'opera, con significative varianti, vede la luce nel 1913 con il nome "Il più lungo giorno" e viene presentata a Papini e Soffici, figure di spicco nel panorama culturale del tempo. Il manoscritto viene perduto e tale rimane fino al 1971 - quando Campana non poteva più interessarsene. Qui la storia ufficiale si confonde alla leggenda del libro "scritto a memoria" e del "poeta pazzo", che tende a oscurare la fama dell'opera stessa. Eppure, gli "Orfici" sono stati riscritti sulla base delle numerose stesure preparatorie de "II più lungo giorno", a testimonianza di una vena assai meno istintiva e "inconscia" di quanto il mito faccia supporre. Questo volume, che per la prima volta riunisce le due redazioni del testo, permette di accostarsi senza pregiudizi a una personalità poetica originale ma non isolata, in grado di declinare le principali correnti del suo tempo secondo una cifra stilistica personale, in una sorta di allucinato "diario di viaggio" insieme onirico e vivido, frammentario e narrativo.
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10,00

Felicità senza soggetto

di Mario Santagostini

editore: Mondadori

pagine: 95

Vivendo nel tempo presente come coinvolto in una sorta di sinistra mutazione antropologica, il poeta fa i conti con il passato: con quello vissuto in prima persona e con l'ampio territorio d'un Novecento quanto mai remoto, dal quale affiorano le residuali tracce mnestiche di una realtà perduta, immersa nell'ideologia, nell'utopia di certezze ormai irreversibilmente dissolte. Mario Santagostini ripercorre, liberamente e per frammenti, il tempo della sua formazione, rispetto alla quale continua insistente ad agire la misteriosa forza della materia che lo attrae, il suo amore inquieto per la vita e per gli stessi forse squallidi dettagli di una periferia urbana, milanese, rappresentata come in un sogno di Sironi. Una periferia rivissuta, metaforicamente, sempre "oltre il capolinea", tra odori d'acqua oleosa di benzina, o girovagando tra fossi, cortili, sottopassi. In un tempo di illusioni perdute e già consegnato alla storia, un tempo in cui volavano "sassi, molotov, sampietrini". Ma l'idea del passato va ben oltre la storia stessa e in questa strana, vibrante "Felicità senza soggetto", Santagostini mescola, nell'impeccabile eleganza della sua scrittura, nella sensibile sottigliezza della sua testimonianza lirica, numerose grandi figure della poesia e dell'arte, come Petrarca, Manzoni, Pascoli, Sereni, Van Gogh (con i suoi mangiatori di patate senza volto, con l'urlo e la presenza mimetica dei fiori). Sironi, appunto, e Hopper...
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17,00

Le poesie

di Bertolt Brecht

editore: Einaudi

pagine: 344

"Io che nulla amo più dello scontento per le cose mutabili, così nulla odio più del profondo scontento per le cose che non pos
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13,00

Non perdere per strada

di Feliciano Paoli

editore: Archinto

pagine: 91

"L'immagine della strada nella raccolta poetica di Feliciano Paoli riafferma la fiducia in un percorso di conoscenza aperto ai dati della realtà, all'incontro con essi mediante la scoperta del viaggio, del movimento nella dimensione umana dello spazio e del tempo; è tuttavia inevitabile che ogni autentica, concreta conoscenza non possa che passare attraverso la percezione della morte, la cui vertigine costantemente sovrasta ogni esperienza. Paoli ci ricorda nei suoi versi che la nostra identità è stata scolpita una volta per sempre in un dolore remoto e originario che continua a proiettare la sua ombra. Il suo libro, dove versi e prosa si avvicendano, suggerisce anche la similitudine dell'albero le cui radici affondano nel terreno per nutrire il tronco e i rami fioriti; ed è forse per ricordarci che la bellezza delle parole può sfuggire alla nostra reale comprensione se dimentichiamo il suo radicamento terrestre." Perefazione di Yves Bonnefoy.
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12,50

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