Politica e attualità
Imperi paralleli. Vaticano e Stati Uniti: oltre due secoli di alleanza e conflitto
di Massimo Franco
editore: Il saggiatore
pagine: 338
Da più di due secoli i destini di Stati Uniti e Vaticano si incrociano, contribuendo a plasmare la storia, la cultura e l'identità dell'intero Occidente. Da tempo lo Stato più potente del mondo e quello più piccolo e disarmato sono percepiti come le uniche due realtà dell'Ovest ad avere una proiezione planetaria, grazie rispettivamente alla forza economico-militare e all'influenza morale: due "imperi paralleli". Per analizzare le loro relazioni, Massimo Franco ha attinto a documenti esclusivi degli Archivi segreti vaticani, a fonti ufficiali statunitensi e a una conoscenza approfondita dei fatti internazionali, raccontando per la prima volta i legami tra due realtà così diverse, eppure legate da mille fili politici e religiosi. Il volume ricostruisce dinamiche geopolitiche ed episodi da sempre trascurati dalla storiografia ufficiale. In questa edizione aggiornata "Imperi paralleli" si estende fino alla contesa fra Donald Trump e Hillary Clinton per la presidenza: lo scontro di due personalità e due visioni globali agli antipodi, ma entrambe genuinamente americane, ed entrambe così marcate e divisive da sfidare i valori e gli orientamenti geopolitici del pontificato di Francesco. È proprio il primo papa venuto dalle Americhe a costringerci a misurare in modo meno scontato i rapporti Usa-Vaticano e a fornirci la prospettiva migliore per analizzare 230 anni di intese e tensioni che hanno rispecchiato il destino comune dell'Occidente.
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Bisogna saper perdere. Sconfitte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 162
Si vince e si perde ovunque, non solo in Italia. Ma in Italia, più spesso che altrove, chi è vinto non accetta la sconfitta. "Bisogna saper perdere" racconta il declino, l'uscita di scena ma anche l'horror vacui dì alcuni degli uomini più potenti del nostro Paese. Politici che sono stati alla guida di un partito, o che hanno governato l'Italia per anni. Che hanno avuto a disposizione soldi e voti. Che hanno regalato sogni e speranze, e attirato invidie e diffidenze. E che prima o poi, inevitabilmente, hanno fatto i conti con il fallimento di un progetto o la fine di una carriera. Questo libro è una storia pubblica, ma anche un diario privato. Rivela i dubbi di Umberto II e Mario Segni, il risentimento di Parri e Prodi, l'amarezza di De Gasperi, il cinismo di Togliatti, gli insuccessi di Nenni e Fini, le fughe e la pervicacia di Fanfani e De Mita, la rabbia di Craxi, l'ostinazione di Berlusconi, fino all'irruzione di Renzi. C'è chi, ieri come oggi, grida al "colpo di stato", chi invoca i "brogli", chi si scaglia contro le congiure, chi prepara rivalse e vendette, chi ostacola con ogni mezzo la sua successione e chi ostenta distacco, finge l'addio, ma prova a mantenere il controllo su poltrone e programmi. Perché, a volte, saper perdere conta molto più di vincere. E soprattutto perché la sconfitta svela meglio di qualsiasi vittoria la natura degli uomini e la maturità di una democrazia.
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Quo vadis Europa?
di Donald Sassoon
editore: Castelvecchi
pagine: 41
Quale Europa stiamo consegnando alle nuove generazioni nate nell'ultimo decennio del XX secolo? Un'Europa disunita, un'Europa ancora meno centrale per i destini del mondo di quella degli anni Sessanta, un'Europa timorosa del cambiamento, pronta a incolpare altri. Sarà anche un'Europa più povera, dove le possibilità per i giovani di trovare lavoro saranno assai inferiori a quelle esistite nell'epoca aurea degli anni Sessanta e Settanta. Ma forse, se abbastanza persone domandano "Quo vadis Europa?", una strada si troverà.
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Stato di paura
di Carlo Bordoni
editore: Castelvecchi
pagine: 189
La paura è oggi uno dei tratti più inquietanti delle società globalizzate. Carlo Bordoni, in un serrato confronto con la visione baumaniana della "società liquida", analizza la fenomenologia e gli effetti del più antico sentimento del mondo sul tessuto connettivo della contemporaneità. La dissoluzione dell'ottimismo che aveva dominato gli ultimi anni del Novecento, sull'onda della più grave crisi economica, ha lasciato spazio a molteplici forme di paura: dell'invasione, dell'esclusione, dell'alterità; a vere e proprie forme di nostalgia per le società "solide" e, addirittura, per le società autoritarie, garanti della sicurezza e della stabilità seppure al prezzo della libertà. Con una Postfazione di Zygmunt Bauman.
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Le fogne del paradiso. Nizza 1976: la rapina del secolo
di Albert Spaggiari
editore: Oaks Editrice
pagine: 224
Racconto autobiografico della "rapina del secolo", compiuta "senza armi, senza odio, senza violenza": come fu lasciato scritto
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Sovranità. Percorsi di un'idea tra Occidente e Islam
di Giovanni Zucchelli
editore: Carocci
pagine: 286
Il volume ricostruisce la nozione di sovranità nella storia del pensiero occidentale e islamico in un'ottica comparativa. Concetto sviluppatosi in Occidente nel tardo Medioevo attraverso le guerre di religione e l'avanzata del ceto borghese fino alla promulgazione delle moderne costituzioni liberal-democratiche, ha raggiunto il mondo islamico attraverso i valori della Rivoluzione francese diffusi da Napoleone nel XVIII secolo, quando il suo esercito invase l'Egitto. Questo contatto generò una sorta di schizofrenia nell'immaginario popolare e nelle istituzioni musulmane, che tentarono di coniugare una legislazione affidata al diritto positivo con la Legge divina. Il fallimento delle politiche economiche e sociali degli anni Sessanta del Novecento ha rimesso al centro della discussione il ruolo della sovranità di Dio e la possibilità stessa dell'esistenza di uno Stato islamico.
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Dio e Cesare. Storia ed evoluzione del rapporto tra religioni e politica
editore: Baldini & Castoldi
pagine: 281
Una serie di conversazioni su politica, religioni e mondo che, nella loro diversità e varietà, presentano la politica come un
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L'autunno della repubblica
di Maurizio Viroli
editore: Laterza
pagine: 304
A settant'anni dalla nascita, la nostra Repubblica sembra vivere il tempo malinconico dell'autunno. Maurizio Viroli legge le tappe fondamentali della storia d'Italia, dalla discesa in campo di Berlusconi fino alle riforme renziane, individuando un filo conduttore rappresentato dal progressivo sfaldamento delle istituzioni repubblicane. Cosa può fare chi non vuole arrendersi? Attraverso un itinerario di storia e memoria, l'autore ci invita a riprendere la via dell'impegno e a ritrovare il vero spirito repubblicano.
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Il primato della politica nell'Italia del Novecento. Studi in onore di Emilio Gentile
editore: Laterza
pagine: 190
Il Novecento è stato il secolo del primato della politica
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È normale... lo fanno tutti. Storie dal vivo di affaristi, corrotti e corruttori
di Michele Corradino
editore: Chiarelettere
pagine: 164
Se l'illegalità diventa la regola
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La secolarizzazione debole. Violenza, religione, autorità
di Marco Rizzi
editore: Il mulino
pagine: 108
Gli attentati a sfondo religioso che con macabra cadenza irrompono nella nostra quotidianità ci obbligano a riflettere sul rapporto tra la cultura occidentale e le altre culture, sui differenti modi di pensare non solo la relazione tra stato e religioni, ma anche quella tra democrazia e autoritarismo. Oggi però le categorie e i valori della laicità e della secolarizzazione sembrano strumenti ormai insufficienti ad arginare le forme di integralismo da cui il conflitto religioso trae origine.
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Rottamare Masstricht. Questione tedesca, Brexit e crisi della democrazia in Europa
editore: DeriveApprodi
pagine: 186
Rottamare Maastricht? Oggi l'unificazione monetaria significa anzitutto la fine dello sviluppo economico e la nascita dello Stato debitore, "disciplinato" dai mercati finanziari che rendono impossibile qualunque politica di occupazione e protezione sociale. Significa poi l'instaurazione di un sistema vincolante di regole, che approfondisce le distanze tra i paesi e conferisce alla Germania un potere di comando in aperto contrasto con gli interessi delle altre economie europee. Da un quarto di secolo il sogno dell'unità europea legittima un ordine oligarchico di attacco frontale alla democrazia che rianima lo spettro del fascismo e del razzismo. Come riaprire un processo di integrazione federale che riconnetta moneta e politiche di sviluppo, crescita e eguaglianza? Quali spazi possono diventare luoghi di rilancio di una politica democratica che superi l'agonia sempre più pericolosa di Maastricht?
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