Politica e attualità
Perché non possiamo aspettare
di Martin Luther King
editore: Piano B
pagine: 166
"Perché non possiamo aspettare" è un vivido documento su una stagione chiave della storia americana e mondiale, capace di illu
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A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico
di Umberto Eco
editore: La nave di teseo
pagine: 368
Gli scritti di questo libro sono apparsi tra inizio 2000 e fine 2005, negli anni dell'11 settembre, delle guerre in Afghanistan e in Iraq, dell'instaurazione in Italia di un regime di populismo mediatico. Leggendoli ci si accorge che sin dalla fine dello scorso millennio si sono verificati drammatici passi all'indietro. Dopo la caduta del Muro di Berlino si erano dovuti riesumare gli atlanti del 1914, e da tempo le nostre famiglie ospitavano di nuovo servi di colore, come in "Via col vento". A poco a poco col videoregistratore si è passati dalla televisione al cinematografo, con Internet e le pay-tv Meucci l'ha avuta vinta su Marconi (telegrafia con i fili) e ora l'i-Pod ha reinventato la radio. Terminata la Guerra Fredda, abbiamo avuto con Afghanistan e Iraq il ritorno della Guerra Calda; riesumando il Grande Gioco kiplinghiano, si è tornati allo scontro tra Islam e Cristianità, compresi gli Assassini suicidi del Veglio della Montagna, e al grido di "mamma li turchi!" È risorto il fantasma del Pericolo Giallo, è stata riaperta la polemica antidarwiniana del XIX secolo, abbiamo di nuovo l'antisemitismo e i fascisti (per quanto molto post, ma alcuni sono ancora gli stessi) al governo, si è riaperto il contenzioso post-cavouriano tra Chiesa e Stato. Sembra quasi che la Storia, affannata per i balzi fatti nei due millenni precedenti, si riavvoltoli su se stessa, marciando velocemente a passo di gambero!
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«L'Islam è una minaccia» (Falso!)
di Cardini Franco
editore: Laterza
pagine: 216
I musulmani stanno invadendo l'Occidente, "Il Corano è un libro di guerra", "Europa e Islam sono nemici da sempre", "I musulma
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Nawal. L'angelo dei profughi
di Daniele Biella
editore: Paoline editoriale libri
pagine: 152
Nawal è l'angelo dei siriani in fuga dalla guerra. Ha 27 anni, di origini marocchine, è arrivata a Catania da piccola: da lì aiuta in modo volontario migliaia di migranti a sopravvivere al viaggio della disperazione nel Mediterraneo e a non cedere al racket degli "scafisti di terra". Vive con il cellulare sempre all'orecchio. Anche per le autorità e per Mare nostrum è un punto di riferimento, anche se non l'hanno mai incontrata ufficialmente. Ha cambiato anche l'atteggiamento della città in cui vive: tutti l'aiutano ad aiutare. Se le persone che viaggiano con i barconi della morte nel Mediterraneo hanno un angelo, il suo nome è Nawal. Se i funzionari dell'Operazione Mare nostrum e le Capitanerie di porto di tutto il Sud Italia devono ringraziare qualcuno per facilitare il loro compito, ovvero il salvare più vite possibili, devono dire grazie a Nawal. Se i giornalisti possono fare il loro mestiere raccontando per filo e per segno quello che accade, superando anche i silenzi e le attese delle risposte istituzionali, lo si deve a persone come Nawal.
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Isis. Lo stato del terrore. L'attacco all'Europa e la nuova strategia del Califfato
di Loretta Napoleoni
editore: Feltrinelli
pagine: 155
Dopo il sangue sparso il 13 novembre a Parigi, tutta l'Europa si sente sotto attacco
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Piersanti Mattarella. Il sogno infranto di una nuova Sicilia
editore: Mattioli 1885
pagine: 91
"Piersanti era una persona serena, che amava la vita, sempre attenta a non sacrificare alla politica gli spazi di vita familiare. Era, in definitiva, una persona normale che amava la vita, il futuro, con un forte senso della dignità e del ruolo che rivestiva, che non voleva piegarsi alla sopraffazione, alla prepotenza mafiosa, alla minaccia della violenza." (Sergio Mattarella) Prefazione di Rosy Bindi. Introduzione di Matteo Truffelli.
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La nostra cruda logica. Testimonianze di soldati israeliani dai Territori occupati
editore: Donzelli
pagine: XIX-363
Comprendere la logica interna di un conflitto, come quello arabo-israeliano, che ha attraversato il Novecento e che tuttora si
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Al cuore delle cose. Scritti politici (1967-1989)
di Fachinelli Elvio
editore: DeriveApprodi
pagine: 250
Una psicanalisi della domanda invece che della risposta: questo fu in sintesi l'indirizzo che perseguì Elvio Fachinelli nella
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La sicurezza e la sua ombra. Terrorismo, panico, costruzione della minaccia
di Battistelli Fabrizio
editore: Donzelli
pagine: XIV-285
Si discute se la sicurezza sia o meno un diritto
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Capitale infetta. Si può liberare Roma da mafie e corruzione?
editore: Rizzoli
pagine: 260
"Sapevo che mi sarei dovuto confrontare con sepolcri imbiancati e farisei, con lecchini di corte e adulatori falsi come i soldi del Monopoli, con criminali in giacca e cravatta e con i loro pavidi servi, con funzionari corrotti e dirigenti ignavi o con dirigenti corrotti e funzionari ignavi. Però credo sempre che valga la pena di provare a cambiare questo Paese." Così suona il bilancio di Alfonso Sabella, il giudice che nel dicembre del 2014, pochi giorni dopo la prima serie di arresti legati all'inchiesta Mafia Capitale, Ignazio Marino nomina assessore alla Legalità. In questo diario di viaggio Sabella descrive la città che ha incontrato: da una parte la malavita che tratta alla pari e spesso controlla la politica e la burocrazia e, dall'altra, le difficoltà dei rappresentanti dell'amministrazione che, anche quando non sono corrotti, mancano degli strumenti necessari a cambiare. Un libro che, con un linguaggio schietto e appassionato, è allo stesso tempo una dichiarazione d'amore per la capitale e un racconto della miscela esplosiva che da decenni alimenta il malaffare: dalla mafia del litorale alle truffe sui beni confiscati, dalle mani sull'ambiente agli affari sulle commesse pubbliche. E sembra che la fragilità della politica sia incapace persino di comprendere le proporzioni di questo verminaio.
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Maffia e Co. Riflessioni sul capitalismo criminale
di Andrea Leccese
editore: Armando editore
pagine: 96
Mafia è la parola italiana più famosa al mondo. Si pronunciava Maffia, era un antico vocabolo toscano che indicava boria. Un termine toscano, non siciliano. E la prima falsa credenza da confutare è quella che vuole la mafia come un fenomeno esclusivamente meridionale. Mafia Capitale ci aiuta su questo fronte. La delinquenza organizzata può attecchire ovunque, il mafioso altro non è che uno spregiudicato imprenditore dotato di potere economico e politico. Lumeggiare la dimensione del fenomeno mafioso serve ad individuare concretamente le soluzioni più efficaci per arginarlo.
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