Politica e attualità
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Operai e capitale
di Mario Tronti
editore: DeriveApprodi
pagine: 320
"Operai e capitale" è unanimemente riconosciuto come il testo fondamentale dell'operaismo italiano, un filone di pensiero poli
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La mangiatoia. Perché la sanità è diventata il più grande affare d'Italia
editore: Mondadori
pagine: 167
Vi siete chiesti perché esiste la giornata nazionale della stipsi? O quella dedicata alla timidezza? Ci fanno sentire costante
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Germania anni dieci. Faccia a faccia con il mondo del lavoro
editore: L'orma
pagine: 194
Cosa c'è dietro questo caffè? E dietro questo panino precotto? E dietro il pacco ordinato ieri in rete e oggi già recapitato?
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La guerra delle sinistre. Socialisti e comunisti dal '68 a Tangentopoli
editore: Marsilio
pagine: 204
Perché nell'Italia repubblicana la sinistra non ha - se non rarissimamente espresso una premiership di governo? Perché è appar
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Annali della Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco (2010-2012). Tempo di beni comuni. Studi multidisciplinari
editore: Ediesse
pagine: 552
Ogni idea importante è come un nucleo: attraete irradia, cattura e influenza, concentra e mette in circolo. Il caso dei beni comuni non fa eccezione. Da tempo, il dibattito che li riguarda offre un panorama che colpisce per l'ampiezza e la varietà dei motivi che in esso vengono a convergere. E testimonia anche che le linee di forza che partono dal nucleo di ogni idea importante abbracciano campi diversi, è impossibile tenerle confinate all'interno di una singola materia. Questo libro intende restituire il senso di una discussione aperta, a più voci, interdisciplinare. La nozione di beni comuni cattura "cose" assai diverse, per quanto collegate, a partire dalle problematiche ambientali. Ma il raggio d'azione del concetto include molto altro, con una potenzialità critica che, risalendo ai fondamenti filosofici dell'individualismo proprietario e privatistico neoliberista ed interrogandosi sul significato attuale della "comunanza", giunge ad attraversare il campo dei fatti legati alla cultura e al sapere. La presenza in questo libro di vari assi può aiutare il lettore a costruirsi una "fenomenologia" dei beni che attualmente si dicono "comuni". E a cogliere, nella molteplicità dei loro contenuti e dei modi nei quali si presentano, un duplice motivo di interesse. I beni comuni come emergenze storiche. I beni comuni come opportunità, non meno che problemi, in quanto la riflessione intorno ad essi fa emergere inediti obiettivi di sviluppo umano.
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La guerra spiegata a...
di Fabio Mini
editore: Einaudi
pagine: 171
Ci sono categorie di persone che dicono di sapere cos'è la guerra e, per quello, la sostengono: i capi militari che la fanno per motivi ideologici, i soldati che si arruolano per soldi, i tecnocrati che la "consigliano" come stimolo per la modernità e per la scienza. E poi ci sono quelli che non possono capirla, come le famiglie delle vittime che si vedono riconsegnare un figlio in una bara o i ragazzi che osservano il deflagrare delle bombe in tv, come fossero scene di un film o di un videogioco. In questo saggio Fabio Mini usa l'attualità come trampolino per un discorso che diventa universale e riesce a parlare a tutti: a chi dice che la guerra sia fatta in nome della pace e a chi la odia, a chi la fa per mestiere e a chi soprattutto, come la maggior parte di noi, la osserva dalle pagine dei giornali, pensando che è così che debbano andare le cose, e non sia nostro compito provare a cambiarle.
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Ricominciare dall'uomo. I cattolici e la politica. Nuove ipotesi
editore: Armando editore
pagine: 21
Con questo volume l'autore propone una sintesi delle conoscenze sullo sviluppo psicomotorio del bambino dalla nascita a 6 anni
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Pensiero antifascista
di Luigi Sturzo
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 320
"Pensiero antifascista", pubblicato da Gobetti nel marzo 1925, poco prima di "La libertà in Italia" dello stesso autore, racco
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Popolarismo e fascismo
di Luigi Sturzo
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 432
La raccolta di articoli e scritti "Popolarismo e fascismo" fu ultimata da Luigi Sturzo nel dicembre 1923; nel gennaio 1924 Gob
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Corruzione. La tassa più iniqua
editore: Donzelli
È stata approvata recentemente una norma anticorruzione dopo tre anni di discussione in Parlamento. La norma avvicina l'Italia al resto del mondo, ma la tiene ancora lontana dalle reali esigenze del paese: l'attenzione è concentrata sulla corruzione amministrativa e si trascura quella politica, non si prendono in considerazione i reati a essa collegati. La norma per la prima volta tiene conto delle esigenze di prevenzione oltre che della repressione: per la prevenzione è prevista l'adozione di una serie di strumenti per i quali esiste però un deficit culturale sia della società civile che del management delle aziende soprattutto pubbliche. L'attività di repressione, invece, rimane ancora molto inefficace; l'arsenale penale è di fatto spuntato per effetto dei termini della prescrizione che hanno fatto sì che nessuno sia mai andato in galera per corruzione nel passato e nessuno ci andrà nel futuro. L'analisi costi benefici di chi corrompe o è corrotto è ancora molto vantaggiosa a favore di entrambi: non c'è di fatto pena e non c'è condanna morale da parte della società civile che legge la corruzione come un "male necessario" per combattere la burocrazia imperante. La corruzione è una "tassa iniqua" e ingiusta di 1500 euro a persona che ruba il futuro alle generazioni future, cancella la meritocrazia, tiene lontani gli investimenti esteri, fa migrare le aziende italiane.
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