Sociologia
Per una storia delle nonne e dei nonni. Dall'Ottocento ai nostri giorni
editore: Viella
pagine: 275
Nonne e nonni sono oggi protagonisti di primo piano della vita familiare. Ma qual era il loro ruolo in passato? Il grande interesse per le loro figure, dimostrato negli ultimi anni in numerose discipline (sociologia, psicologia, pedagogia...), in Italia non ha trovato finora un corrispettivo nella storiografia, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi. Questo libro, che si colloca nell'alveo di tali studi, avvia un percorso di analisi storica della "nonnità" in Italia, delineando filoni di indagine inesplorati. Analizza il rapporto nonni/e-nipoti sia all'interno delle famiglie delle nuove élites, sia dei ceti popolari; la costruzione dell'immagine della nonna rispetto a quella del nonno nelle differenti classi sociali; gli aspetti legati alla giurisprudenza dal XIX secolo ai giorni nostri; il lungo prevalere dei diritti dei nonni ("i nonni tutori") rispetto a quelli delle nonne; l'immagine dei nonni e delle nonne nei testi letterari; il loro coinvolgimento, soprattutto delle nonne, nella cura dei nipotini, fino quasi a una cura parentale a tempo pieno.
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Voglio fare l'assistente sociale. Formazione e occupazione dei laureati in servizio sociale in tempi di crisi e discontinuità
editore: Franco Angeli
pagine: 330
La crisi economica persistente - che ha avuto dei forti riverberi sul sistema e sul modello di welfare - esigenze istituzional
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Migrazioni e piccoli comuni
editore: Franco Angeli
pagine: 218
Quando si parla di immigrazione in Italia il riferimento immediato è quasi sempre quello delle città, grandi e medie, dove la visibilità del fenomeno e le tensioni che può provocare sono più evidenti. Invece al Sud, come al Centro e al Nord, la maggior parte degli immigrati vive in città di piccole dimensioni e nei piccoli comuni che spesso non superano poche migliaia di abitanti, come è abbastanza ovvio che sia data la struttura insediativa del paese, fatta di molti piccoli centri e di vivaci economie locali. Il volume presenta i risultati di una ricerca PRIN, condotta in diversi contesti territoriali - Calabria, Lazio, Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna - su come i comuni di piccola dimensione o, meglio, il contesto locale di piccola dimensione - quello demografico ma anche quello economico e soprattutto quello istituzionale - riescono a far fronte alla diversità crescente. L'interrogativo della ricerca è se la dimensione piccola della società incida, e in che modo, sulle politiche che hanno a che fare con l'immigrazione. La risposta non è semplice, perché politiche e pratiche locali per l'immigrazione ovviamente sono molto variegate, ma il testo mette in evidenza come, al di là delle risposte differenti, le questioni di fondo convergano, e quanto su queste convergenze pesino proprio la piccola dimensione, dei luoghi e delle istituzioni.
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La grande sociologia di fronte alla grande guerra
editore: Franco Angeli
pagine: 400
Sono trascorsi più di cento anni da quella che sarebbe rimasta nella storia come la "Grande Guerra"
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Fenomenologia zingara. Etnografia di una comunità rom a Palermo
di Elisabetta Di Giovanni
editore: Franco Angeli
pagine: 96
Il lavoro, esito di una ricerca etnografica, prova a fornire un quadro esaustivo della fenomenologia zingara a Palermo, come caso idiografico, con costante riferimento comparativo all'ambito nazionale, per un possibile assioma nomotetico. Il volume è corredato da un apparato iconografico, che traduce visivamente la marginalità esperita dai rom, riflettendo altresì sul possibile processo di autodeterminazione verso un lecito stato di cittadinanza.
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Ricercazione, innovazione sociale, sviluppo locale
editore: Franco Angeli
pagine: 288
Questo libro propone la ripresa della riflessione sulla ricercazione (Action Research), un modo di fare conoscenza che implica
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Come siamo cambiati. Gli italiani e la crisi
di Roberta Carlini
editore: Laterza
pagine: 167
La crisi economica che abbiamo attraversato è stata la più lunga e la più dura della storia d'Italia. E non è finita del tutto e per tutti. Le cicatrici che ci lascia segnano ogni abitudine, ogni momento della nostra vita sociale: facciamo meno figli, ci curiamo di meno e peggio, consumiamo meno ma a volte meglio, stiamo abbandonando l'università, conviviamo con l'incertezza. Mutamenti profondi, non reversibili al primo rialzo del Pil.
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Il popolo e gli dei. Così la Grande Crisi ha separato gli italiani
editore: Laterza
pagine: 103
Il popolo e gli dei si sono allontanati irrimediabilmente. La Grande Crisi ha separato con un abisso i diversi gironi della società e si è spezzata la catena di connessioni tra il popolo e l'élite. Abbiamo ceduto sovranità a sfere sovranazionali e a oscuri poteri finanziari, coperti dall'impunità e inquinati dai conflitti di interesse. Siamo diventati sudditi di regni lontani. La politica e gli italiani non hanno più molto da dirsi. Il rapporto si è deteriorato e si è spento nella reciproca separatezza. Siamo un popolo vitale, dobbiamo però riprendere la strada dello sviluppo e recuperare sovranità. E soprattutto dobbiamo ridurre le distanze tra sempre più ricchi e sempre più poveri. Non si riaccende la fiamma dei desideri senza interpretarli, senza individuare un orizzonte condiviso, senza riscoprire il fascino di un sogno collettivo.
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Il pianeta stretto
di Massimo Livi Bacci
editore: Il mulino
pagine: 163
Fra una sola generazione la Terra conterà due miliardi e mezzo di persone in più. Il problema è che si tratterà di una crescita assai disuguale: mentre la popolazione dei paesi ricchi rimarrà quasi stazionaria e invecchierà, quella dei paesi poveri raddoppierà o triplicherà addirittura nelle aree più deprivate, come quelle dell'Africa subsahariana, con una forte prevalenza delle generazioni più giovani. In questo quadro Livi Bacci riflette sul cammino del mondo nel XXI secolo, analizzando le implicazioni che uno sviluppo demografico così squilibrato avrà per la stabilità sociale interna ai vari paesi, per le migrazioni internazionali e i rapporti di forza tra le nazioni oltre che, naturalmente, per l'ambiente.
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Tempo di cambiare. Rapporto 2015 sulle migrazioni interne in Italia
editore: Donzelli
pagine: 186
Pendolari, italiani, stranieri, meridionali, settentrionali, donne, uomini, giovani, anziani: le migrazioni interne riguardano oggi persone molto diverse tra loro. Partenze e arrivi si susseguono nelle grandi città come nei piccoli comuni, nelle campagne e nelle aree industriali. Cosa significa muoversi dentro i confini di uno Stato nazionale? Quali nessi e quali differenze ci sono con il passato? Come si misurano e come si interpretano gli spostamenti all'interno dell'Italia? Quali sono le categorie e i territori maggiormente coinvolti? Per analizzare tali questioni, il Rapporto 2015 prosegue lo scavo avviato nel 2014, allargando ulteriormente il ventaglio disciplinare e offrendo così nuovi approcci allo studio della mobilità. Oltre ai consueti contributi demografici, sociologici e storiografici, quindi, il libro propone anche saggi che si rifanno ad altri filoni disciplinari come la sociolinguistica e le scienze computazionali. A completare quest'"orchestra" di voci differenti è una lunga intervista allo scrittore Marco Balzano.
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La prigione della fede. Scientology a Hollywood
di Lawrence Wright
editore: Adelphi
pagine: 531
Acquistando per due dollari un libro, offertogli per strada da un giovane entusiasta un giorno del 1975, Paul Haggis ancora no
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La parte cattiva dell'Italia. Sud, media e immaginario collettivo
editore: Mimesis
pagine: 402
Cos'è il Sud Italia nella comunicazione di massa? Come viene narrato? Queste domande hanno rappresentato il punto di partenza dell'indagine proposta in questo libro. "La parte cattiva dell'Italia" analizza con gli strumenti della sociologia della comunicazione gli elementi di un racconto meridionale che si sbriciola in una perenne altalena tra stereotipi e occasioni di innovazione. Il quadro che ne scaturisce registra una consistente rimozione dell'antica questione meridionale e un suo slittamento ideologico e semantico verso un apparentemente più tranquillizzante "Fattore M", cioè un viluppo di problematiche e di atteggiamenti interpretativi che si fanno via via più chiari indagando telegiornali e testate nazionali, siti internet e opinioni di protagonisti dell'industria culturale. Oggi che tutti gli indicatori confermano la drammatica condizione del Sud all'interno di una crisi profonda e perdurante, occorre ammettere che la rimozione di un terzo dell'Italia dal dibattito nazionale non aiuta né il Sud né l'Italia.
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