Sport
Il minuto di silenzio. La storia del calcio attraverso i suoi eroi
di Gigi Garanzini
editore: Mondadori
pagine: 281
"Dove sono Mumo, Lev, Helenio, George e Omar, l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso? Tutti, tutti, dormon
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I dannati del pedale. Da Coppi a Pantani i ciclisti più inquieti, romantici e faustiani
di Paolo Viberti
editore: Ediciclo
pagine: 155
Le epopee di Coppi e Bartali, le follie amorose di Anquetil, le astinenze sessuali di Adorni, i drammi di Fignon e di Gaul, le
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Le mete dell'allenatore. Prospettive di psicologia dello sport per l'allenatore di rugby
di Flavia Sferragatta
editore: Franco Angeli
pagine: 128
In questo volume la psicologia dello sport scende in campo e si propone come strumento pratico e concreto per il lavoro dell'a
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1976, storia di un trionfo. L'ltalia del tennis, Santiago e la Coppa Davis
editore: Ultra
pagine: 191
Santiago del Cile, 19 dicembre 1976. L'Italia del tennis vince per la prima volta, dopo 76 anni, la mitica Coppa Davis. Questo libro, scritto dai giornalisti Lucio Biancatelli (già coautore con Paolo Bertolucci di Pasta Kid Ultra, 2015) e Alessandro Nizegorodcew, ripercorre gli avvenimenti di quell'anno storico per il nostro tennis, facendo parlare i protagonisti -tecnici, giocatori, cronisti - e recuperando cimeli, testimonianze e rassegne stampa dell'epoca. Al centro non c'è solo il fatto sportivo: nell'autunno del 1976 l'Italia si spaccò letteralmente in due sull'opportunità di andare in Cile a giocare la finale. In tv e in radio andavano in onda dibattiti accesi: "Cile Sì o No?". La sinistra italiana, con in testa il Partito Comunista di Berlinguer, premeva infatti per il boicottaggio, per protesta contro il feroce regime militare di Pinochet. Persino Domenico Modugno scese in campo, chitarra in mano, a sostegno delle ragioni del No. Alla fine i nostri eroi della racchetta andarono e vinsero, ma la partita più difficile fu proprio quella giocata in Italia.
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Valanga Azzurra. Innsbruck 1976
di Lorenzo Fabiano
editore: Mare verticale
pagine: 229
Nell'anniversario delle Olimpiadi dello sci del 1976 a Innsbruck, il racconto mozzafiato dell'era della Valanga Azzurra dello sci, quel gruppo straordinario che per anni ci fece sognare, regalandoci emozioni impagabili. I giochi della dodicesima olimpiade invernale del 1976 sono ufficialmente aperti. Lo squadrone italiano domina ormai la scena da cinque stagioni: Thoeni ha vinto quattro coppe del mondo (1971-7972-1973-1975), Piero Gros una (1974). Mario Cotelli, mitico direttore tecnico, oltre a Pierino e Gustav, mette in campo Franco Bieler, Fausto Radici, Paolo De Chiesa, Erwin Stricker, Tino Pietrogiovanna, i giovani Diego Amplatz, vincitore dell'ultima Coppa Europa, Bruno Noeckler, Arnold Senoner, e Sepp Oberfrank. Herbert Plank è la nostra punta in discesa, Claudia Giordani, negli slalom.
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L'uragano nero. Lomu, vita morte e mete di un All Black
di Marco Pastonesi
editore: 66th and 2nd
pagine: 256
Se ogni sport è una rappresentazione della guerra, il rugby è una guerra di conquista, il cui obiettivo è penetrare nel cuore della terra nemica. È anche un gioco dove l'imprevedibilità è congenita, anarchico come i rimbalzi del pallone. E uno sport animalesco ma soprattutto umano, perché il centro dell'azione è il pallone e non l'uomo. Per praticarlo ci vuole la forza del pugile e la maestria dell'orologiaio. Del rugby gli Ali Blacks incarnano lo spirito, la leggenda, la perfezione delle trame d'attacco. Tra loro un giorno spunta un ragazzone di origini tongane, un gigante che corre sfiorando l'erba come una gazzella. Si chiama Jonah Lomu, un «carro armato, ma veloce come una Ferrari». Al mondo si rivela nella Coppa in Sudafrica nel 1995. In semifinale, contro l'Inghilterra. La casa madre contro gli dèi di Ovalia. L'attesa e spezzata da un fax spedito all'albergo dei neozelandesi: «Ricordatevi che il rugby è un gioco di squadra. Perciò, tutti e quattordici passate la palla a lonah Lomu». Sembra uno scherzo, ma è una profezia. Lomu dominerà la sfida, seminando un senso d'impotenza nel campo avversario. La sua apparizione però è come la scia di una cometa: il suo fisico portentoso sarà tradito da una sindrome nefrosica, che finirà per prendersi anche la sua vita. Lomu, cresciuto tra i delinquenti di Auckland, salvato dal rugby, resterà nella storia dello sport come Senna o Jim Thorpe, atleti maledetti. O come Coppi, di cui era l'antitesi. «Coppi era un cirro bianco nel cielo azzurro. Lomu un nembo scuro che annuncia l'uragano».
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La vostra salute
di Pilates Joseph H.
editore: Carocci
pagine: 102
La vostra salute è il primo libro di Joseph H
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Il mio Ju Jitsu. Programma tecnico
di Luciano Rocca
editore: La compagnia della stampa
pagine: 160
Il benessere psicofisico che si ottiene con la pratica del Ju Jitsu passa necessariamente attraverso l'esecuzione corretta di quegli esercizi che precedono e concludono una sessione di allenamento. Tali esercizi permettono al corpo di lavorare in modo appropriato e completo, rispettandone sempre i propri limiti fisiologici e sono propedeutici alla pratica del gesto atletico vero e proprio. Il Ju Jitsu è veramente adatto a tutti, non vi sono limiti di età né di sesso, ognuno può esercitarsi in base alle proprie caratteristiche fisiche, ed è per questo che anche nella fase preparatoria ognuno può eseguire un gesto atletico nel rispetto dei propri limiti, che con la pratica costante verranno man mano superati.
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Il mio basket è di chi lo gioca
editore: Add editore
pagine: 189
Meo Sacchetti è uno dei giocatori di basket più celebri in Italia. Pilastro della Nazionale che nel 1980 ha vinto la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Mosca e nel 1983 l'oro agli europei, Meo ha segnato la pallacanestro italiana giocando a Bologna, Torino e Varese. Poi, dopo un grave infortunio, la svolta e l'inizio di una straordinaria carriera da allenatore che, l'anno scorso, lo ha portato a vincere Coppa Italia, Supercoppa e Scudetto con la Dinamo Sassari. Un triplete forse irripetibile per una squadra provinciale e il primo grande trionfo del basket sardo. Ma Meo Sacchetti è molto di più: personaggio spumeggiante, diretto nei modi e capace di sorprendere tifosi e addetti ai lavori con la sua schiettezza e simpatia. Il suo è un basket frizzante, fatto di corsa, tiro, fantasia, in cui i giocatori sono chiamati a esprimere liberamente le loro qualità. Nato ad Altamura in un campo profughi, la vita di Meo non è stata sempre facile; orfano di padre, Sacchetti ha dovuto farsi largo per trovare il proprio posto nel mondo della pallacanestro nazionale. "La vita molto presto mi ha detto arrangiati" dice Sacchetti in questa sua autobiografia scritta con la collaborazione del giornalista sardo Nando Mura, nelle cui pagine emerge tutta la carica umana di un grande e amatissimo personaggio dello sport italiano.
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91° minuto. Storie, manie e nostalgie nella costruzione dell'immaginario calcistico
di Giacomo Giubilini
editore: Minimum fax
pagine: 204
Un libro sul calcio, sullo sport più bello del mondo e sui suoi eroi, ma anche un'inchiesta su cosa muove realmente quella palla che carambola tra i piedi dei calciatori. Giacomo Giubilini allarga il nostro sguardo fuori dai campi da gioco per svelarci come funziona un'industria globale che fattura miliardi. Lo spettacolo del calcio viene mostrato come lo strumento più forte di costruzione del consenso per noi che siamo, di volta in volta, tifosi, consumatori, spettatori o semplici target. Immersi in un universo in cui tutti questi piani si mescolano, possiamo restare fedeli alle nostre mitologie, da quelle romantiche dei primi campioni a quelle ipermoderne di un David Beckham che apre le Olimpiadi di Londra del 2012 negando la sua stessa esperienza sportiva.
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