Sport
91° minuto. Storie, manie e nostalgie nella costruzione dell'immaginario calcistico
di Giacomo Giubilini
editore: Minimum fax
pagine: 204
Un libro sul calcio, sullo sport più bello del mondo e sui suoi eroi, ma anche un'inchiesta su cosa muove realmente quella palla che carambola tra i piedi dei calciatori. Giacomo Giubilini allarga il nostro sguardo fuori dai campi da gioco per svelarci come funziona un'industria globale che fattura miliardi. Lo spettacolo del calcio viene mostrato come lo strumento più forte di costruzione del consenso per noi che siamo, di volta in volta, tifosi, consumatori, spettatori o semplici target. Immersi in un universo in cui tutti questi piani si mescolano, possiamo restare fedeli alle nostre mitologie, da quelle romantiche dei primi campioni a quelle ipermoderne di un David Beckham che apre le Olimpiadi di Londra del 2012 negando la sua stessa esperienza sportiva.
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Se vuoi provarci, fallo fino in fondo. Claudio Ranieri, storia di un vincente
di Malcom Pagani
editore: Rizzoli
pagine: 267
Stando ai bookmaker, da quando il Leicester ha vinto il campionato inglese dovremmo essere meno sprezzanti sulla probabilità d
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Cinque cerchi. Storia degli ori olimpici italiani
di Roberto Condio
editore: Baldini & Castoldi
pagine: 465
Ne manca una sola e poi sarà cifra tonda
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Storie di sport ribelle
di Pasquale Coccia
editore: Manifestolibri
pagine: 220
Lo sport di ieri e quello di oggi legati da un filo comune: l'impegno politico per l'emancipazione sociale. Il libro, che nasce da una serie di articoli pubblicati sul manifesto, racconta storie di personaggi, associazioni sportive e organizzazioni che, un secolo fa come oggi, intendono lo sport come terreno di incontro, di rivendicazione, di denuncia e di nuovi diritti di cittadinanza. Alle storie dei campioni che sono passati dai campi di calcio ai Lager, si affiancano le denunce dei calciatori per le violenze e le minacce che subiscono ogni domenica, l'impegno di organizzazioni per l'inclusione dei migranti attraverso lo sport, le politiche per rendere le città più camminabili e consentire al corpo di muoversi in spazi più vivibili, il ricorso a energie alternative per far funzionare gli impianti sportivi, i movimenti di protesta in Brasile per le olimpiadi di Rio, il calcio vissuto dal basso, le palestre popolari come luoghi di aggregazione sociale e benessere psicofisico, raccontati attraverso le interviste ai protagonisti. Nell'anno dei campionati europei di calcio e delle olimpiadi, anonimi cittadini, campioni dello sport e studiosi parlano dell'intreccio tra sport e società.
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La mano di Dio. Messico '86. Storia della mia vittoria più grande
editore: Mondadori
pagine: 214
Il 29 giugno 1986 Diego Armando Maradona, capitano e giocatore simbolo dell'Argentina, alzava al cielo di Città del Messico la Coppa del Mondo, toccando il punto più alto della sua luminosissima carriera. E vi arrivava dopo aver scritto, in quel Mondiale, alcune delle pagine più belle della storia del calcio, tra cui l'indimenticabile "partita delle partite", il quarto di finale con l'Inghilterra, i 90 minuti in cui è condensato tutto Maradona. Dall'irriverenza del gol di mano, mai rinnegato e anzi giustificato da un intervento soprannaturale, la "mano de Dios", alla sapienza calcistica elevata alla massima potenza in quello che è unanimemente considerato il gol più bello di sempre, uno slalom a saltare giocatori come birilli, che qui viene descritto mirabilmente dal grande giornalista e scrittore Víctor Hugo Morales. Ma anche l'orgoglio patriottico del combattente che, sconfiggendo sul campo gli avversari inglesi, vendica un popolo ferito dalla sanguinosa guerra delle Malvine, il cui ricordo era ancora troppo fresco per pensare che quella fra Argentina e Inghilterra potesse essere solo una partita di calcio. Nel trentennale della fortunata spedizione messicana Diego ci racconta molto più di ciò che si vide allora sul terreno di gioco: ci porta in ritiro, sui campi d'allenamento e nelle camere d'albergo, nelle riunioni improvvisate tra i giocatori, negli spogliatoi, sui pullman e sugli aerei dove è nato e si è cementato quel gruppo da lui capitanato e condotto verso la gloria.
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Attività motoria, benessere e salute. Attività motoria preventiva, compensativa adattata e fitness
editore: Pisa university press
pagine: 241
Il testo nasce non solo per gli studenti dei Corsi di Laurea in Scienze Motorie e Scienza e Tecnica delle attività motorie preventive e adattate, ma anche per tutti coloro i quali desiderano affrontare ed approfondire i temi del movimento e dell'esercizio fisico indicato per ogni fascia di età, fornendo gli elementi necessari per una corretta valutazione e controllo dell'attività motoria in ogni suo aspetto, da quelli posturali, alle leggi dell'accrescimento, alle alterazioni morfo strutturali ed alle fasi sensibili dello sviluppo. A questo si aggiunge una parte legata all'esercizio fisico nel soggetto anziano ed ai suoi effetti sui processi di invecchiamento. Nell'ultima parte del testo, viene trattata la metodologia del fitness con le più recenti tecniche in campo di programmazione dell'allenamento e le linee guida per l'esecuzione degli esercizi in palestra, destinati non solo al raggiungimento dell'efficienza fisica ma anche al miglioramento dello stato di salute, per tutti quei soggetti con i quali il laureato in Scienze Motorie (e non solo) è chiamato a prestare la sua opera.
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Olimpiche. Storie immortali in cinque cerchi
di Luca Pelosi
editore: Edizioni della sera
Le Olimpiadi hanno tanti volti, personaggi e storie che le rendono speciali. Uniche, perché le Olimpiadi hanno qualcosa di diverso. Lo spiega bene Gelindo Bordin, campione olimpico di maratona nel 1988, che firma la prefazione. Sono il posto dove puoi trovare storie che emozionano, appassionano, insegnano. Storie dove la rivalità diventa amicizia, la debolezza diventa forza, la morte diventa vita. Dagli astisti giapponesi che fecero fondere le loro medaglie perché non accettavano di non essere arrivati pari a Lis Hartel, l'amazzone che si salvò dalla paralisi grazie all'ippoterapia, da Billy Mills, l'indiano sioux che lasciò il villaggio a dodici anni e fu proclamato guerriero dopo aver vinto l'oro, a Lawrence Lemieux, il velista che perde l'oro per salvare la vita a due concorrenti che rischiavano di affogare. Storie in cinque cerchi, quelli del paradiso: si passa dal cerchio dell'amicizia a quello dell'amore, da quello del coraggio a quello della giustizia fino a quello della saggezza. Perché le Olimpiadi sono la cosa più bella mai creata dall'uomo.
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Game set match. Borg, Edberg, Wilander e la Svezia del grande tennis
editore: Add editore
pagine: 384
Tra gli anni Settanta e Novanta il grande tennis parla svedese
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Una storia europea. La coppa Delaunay dalle origini a oggi
editore: Ultra
pagine: 190
In occasione degli Europei 2016, un libro che racconta le storie e i personaggi della kermesse calcistica più importante del Vecchio continente. Ma non solo, perché molto spesso la storia del calcio si intreccia ed evolve di pari passo con le vicende della società che la esprime. In particolare, in un secolo denso e travagliato come è stato il Novecento. Chi è stato l'inventore degli Europei? In che modo la politica di quegli anni, la società e la cultura hanno influenzato l'evento calcistico? Chi sono stati i maggiori protagonisti delle passate edizioni? Gli autori si concentrano principalmente sulla relazione che esiste tra la Storia e le storie di sport, fatte non solo di risultati, classifiche e vittorie, ma di uomini che, in alcuni casi, hanno contribuito a scrivere pagine fondamentali anche della nostra Storia recente. Una Storia europea, appunto.
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I diavoli di Bartali. Ginettaccio raccontato da chi correva insieme, contro e soprattutto dietro
di Marco Pastonesi
editore: Ediciclo
pagine: 237
Sono in tanti, e non solo nel ciclismo, ad avere un loro Gino Bartali personale, privato, segreto: un giorno, una notte, un viaggio, una salita, un fiasco, una profezia, una pietra miliare, uno striscione, una fontana, un tubolare, una scusa per ritrovare altre storie e avventure, quelle di capitani e, soprattutto, gregari, mai conosciuti fino in fondo, ma confinati soltanto in un nome e cognome che affollavano ordini d'arrivo o classifiche generali: da Fiorenzo Magni ad Alfredo Martini, da Ferdy Kübler a Raphael Geminiani, da Giovannino Corrieri a Renzo Zanazzi, fino ai quasi anonimi faticatori del pedale, come Secondo Barisone, Lino Ciocchetta, Romano Pontisso, Ubaldo Pugnaloni e tanti altri. I diavoli di Bartali arrivano al traguardo 17 anni dopo Gli angeli di Coppi. In questi anni Marco Pastonesi, richiesto dalla urgenza delle cronache, si è perso fra vialoni e tornanti, fra maglie rosa e gialle, fra fughe e inseguimenti. Però ha accumulato confidenze, sfoghi, memorie, dettagli, sentimenti, resoconti, particolari che nel tempo, come il vino buono, si sono arricchiti di significato, importanza, valore.
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Sei chiodi storti. Santiago, 1976, la Davis italiana
di Dario Cresto-Dina
editore: 66th and 2nd
pagine: 147
"Vincere è una breve felicità" e questa è la storia di un pugno di uomini che la conquistarono e se la videro svanire tra le mani. Quarant'anni dopo, tocca alla letteratura quel che la cronaca evitò: raccontare la finale di Davis del 1976 nella Santiago del regime di Pinochet, il trionfo oscurato della squadra italiana. Non c'erano telecamere Rai al seguito, pochi gli inviati dei giornali, i filmati cileni sono bruciati, restano appena 26 minuti e 42 secondi di pellicola tremolante. "Silencio, por favor" intima il giudice di sedia, poi Adriano Panatta va al servizio indossando una maglietta rosso-sfida e un destino inatteso, senza precedenti né seguiti, si compie: vincono. Dario Cresto-Dina ha ricercato quegli uomini e quell'atmosfera. Ci restituisce un'Italia come sempre divisa e sei personaggi che altrettanto furono e restano. Sei chiodi storti, come quelli che Panatta portava con sé per scaramanzia. Lui, il figlio del custode del circolo che batté tutti i maestri. Paolo Bertolucci, il gregario pigro come un panda. Corrado Barazzutti, cuore di ussaro. Tonino Zugarelli, il talento di riserva. Capitanati da Nicola Pietrangeli, che voleva la coppa per dimenticarla. Più il "padre paziente" Mario Belardinelli che profetizzò: "Tra dieci anni qualcuno si stupirà nel guardare la fotografia di questi quattro strani giocatori stretti a una grossa insalatiera d'argento".
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