Storia
Waterloo. I cento giorni della più grande battaglia moderna
di David G. Chandler
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 237
Nessuna battaglia ha attirato l'attenzione dei militari e degli storici e ha suscitato l'interesse popolare più di Waterloo. Svoltasi il 18 giugno 1815 fra le truppe napoleoniche e gli eserciti della settima coalizione (Regno Unito, Austria, Russia, Prussia, Paesi Bassi, Svezia, Regno di Sardegna e alcuni stati tedeschi), fu una lotta tra titani: il genio strategico e il carisma di Napoleone contrapposti all'abilità tattica e alla tenacia di Wellington, e alla lealtà e alla combattività di Blücher. Una battaglia campale, che portò con sé conseguenze cruciali: la consacrazione della Gran Bretagna e della Prussia come leader dell'Europa, l'eclisse militare della Francia, la stasi momentanea nel progresso del liberalismo in tutto il continente, la ricerca di nuovi equilibri con il Congresso di Vienna. David Chandler ripercorre con sapienza le fasi antecedenti, la preparazione e le strategie militari messe in atto, portandoci nel cuore di quegli straordinari e terribili eventi che determinarono la disfatta di un impero e la sconfitta del più grande condottiero della storia moderna. Il risultato è un grande affresco del più celebre campo di battaglia d'Europa, la ricostruzione momento per momento di uno scontro che, a due secoli di distanza, continua a stupire per la sua drammaticità e potenza.
Ordinabile
Il fuoco e il gelo. La grande guerra sulle montagne
di Enrico Camanni
editore: Laterza
pagine: 211
Per tre anni e tre terribili inverni la Grande Guerra scaraventa migliaia di uomini sul fronte che dallo Stelvio e dall'Ortles scende verso l'Adamello, le Dolomiti, il Pasubio e Asiago. In quegli anni di fuoco, su 640 chilometri di ghiacciai, creste, cenge, altipiani e brevi tratti di pianura cadono circa centottantamila soldati. Le Alpi diventano un immenso cimitero a cielo aperto, sfigurate da una devastante architettura di guerra che scava strade e camminamenti, costruisce città di roccia, legno e vertigine, addomestica le pareti a strapiombo e spiana le punte delle montagne. Alpini e soldati del Kaiser si affrontano divisi tra l'odio imposto dalla guerra e l'istinto umano di darsi una mano, invece di spararsi, per far fronte alla tormenta e alla neve. Si ingaggiano piccole battaglie anche a tremilaseicento metri, ma la vera sfida è sempre quella di resistere per rivedere l'alba, la primavera, la fine della guerra, prima che la morte bianca si porti via le dita di un piede, o la valanga si prenda un compagno. Intanto, l'isolamento, il freddo, i dislivelli bestiali, le frane, le valanghe, la vita da trogloditi, la coabitazione tra soli uomini producono risposte sorprendenti, insolite collaborazioni umane, geniali rimedi di sopravvivenza e adattamento. Leggendo le storie di vita e di guerra raccolte in questo libro - crude e vere perché narrate dai protagonisti in prima persona attraverso le lettere e i diari - si scopre un mondo d'insospettata complessità e ricchezza.
Ordinabile
Il giorno in cui mio padre non morì. Storia di un sopravvissuto all'eccidio di Cefalonia
di Luisa Bove
editore: In dialogo
"Alle voci di chi ha descritto e commentato gli eventi di Cefalonia aggiungo la mia: quella di una figlia che, nel rendere omaggio a un padre. Il libro ci racconta la storia militare di un giovane italiano, mezzo napoletano e mezzo milanese, quasi a sintetizzare anche in questo modo il dramma di una nazione intera. L'esperienza di Bove, ricostruita dalla figlia, è simile a quella di tanti altri nostri protagonisti della II guerra mondiale: poca voglia di parlare e di raccontare negli anni successivi, quasi a volersi tenere tutto dentro. Fortunatamente per noi, Gino continua a parlarci con le sue lettere. Sono lettere belle, le sue, e anche utili. Non solo per quello che hanno significato allora per i suoi cari e oggi per i suoi figli e nipoti, ma anche per le tante notizie che ci forniscono sulla vita quotidiana nella bella Cefalonia, ancora ignara della tempesta che si andava preparando." (dalla Prefazione di Giorgio Vecchio)
Ordinabile
Nicola II. L'ultimo zar e la tragica fine dei Romanov
di Henri Troyat
editore: Paoline editoriale libri
pagine: 400
Con grande abilità, attraverso il diario intimo di Nicola II e le memorie dei suoi contemporanei, H
Ordinabile
Storia e leggenda dei cosacchi
di D'Errico Federico
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 152
Dalle antiche comunità scite, unne e alane dalle quali si formò il nucleo originario fino alle imprese dei reparti nelle recen
Ordinabile
La sinistra sociale. Storia, testimonianze, ereditità
di Merlo Giorgio
editore: Studium
pagine: 241
La rilettura della storia politica e culturale della sinistra sociale democristiana non è un'operazione nostalgica o datata
Ordinabile
Italiani d'arme in Russia. Artigiani, ingegneri, ufficiali in un esercito straniero (1400-1800)
di Mario Corti
editore: Carocci
pagine: 199
Muovendo dai "bombardieri" che contribuirono allo sviluppo dell'artiglieria moscovita sotto Ivan III, il granduca che, oltre due secoli prima di Pietro il Grande, cercò di adeguare il suo paese agli sviluppi dell'Europa occidentale anche nel campo degli armamenti, l'autore passa in rassegna alcuni momenti della storia militare russa che ebbero italiani come protagonisti. Con una ricostruzione tanto minuziosa nell'esame delle fonti quanto appassionata nella narrazione, il volume si snoda lungo l'arco di quattro secoli: dal coinvolgimento di maestranze veneziane nella costruzione di navi e galere sotto Pietro il Grande alle battaglie contro i turchi nel mar Nero e contro gli svedesi nel Baltico, alle vicende degli ufficiali che si distinsero durante la conquista del Caucaso e nelle guerre russo-turche fino alla riscossa contro le armate napoleoniche.
Ordinabile
Troia e i troiani
di Blegen Carl W.
editore: Pgreco
pagine: 240
Se Heinrich Schliemann deve la sua notorietà alla scoperta della leggendaria città di Troia, non deve essere neppure trascurat
Ordinabile
Palmira. Storia di un tesoro in pericolo
di Paul Veyne
editore: Garzanti Libri
pagine: 104
Dopo aver conquistato nel maggio del 2015 la città siriana di Palmira, conosciuta come la "Venezia di sabbia" per le sue straordinarie bellezze artistiche, i miliziani dell'ISIS intraprendono una imponente campagna di distruzione di una delle più preziose aree archeologiche del mondo. La notizie fa immediatamente scalpore, e la barbarie raggiunge il culmine con la decapitazione di Khaled al-Asaad, il responsabile del sito che ha eroicamente tentato di difendere quell'inestimabile patrimonio. Quasi un anno dopo, la città viene finalmente liberata da quella furia devastatrice, ma resta ancora esposta alle devastazioni di una feroce guerra tra fazioni. Ma perché l'arte è il nemico dei nuovi terroristi? E perché proprio Palmira? Nel suo racconto, Paul Veyne ripercorre la storia di questo nodo urbano dove si sono succeduti popoli e civiltà e che fu teatro della illuminata corte della mitica regina Zenobia, firmando un commovente manifesto di rivendicazione dei valori della convivenza e del multiculturalismo.
Ordinabile
Roma sull'orlo del caos. Romani, visigoti e vandali nell'ultimo secolo dell'impero (376-476 d.C.)
di Nuti Massimiliano
editore: Mattioli 1885
pagine: 107
L'impero romano visse l'ultimo secolo della sua storia sull'orlo del caos, in una zona di confine tra una possibile convivenza
Ordinabile
La Spezia. Porta della speranza
di Maria Luisa Eguez
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 138
Spezia non ha dimenticato i "suoi" ebrei. Ma neanche Israele ha dimenticato la sua Porta di Sion. A testimonianza, un solo piccolo episodio ricordato da don Gianni Botto: "Nel 1996 mi trovavo a Safed con un gruppo di altri spezzini. Mentre stavo facendo acquisti in una botteguccia, il proprietario mi chiese da dove venissi. Quando risposi: 'La Spezia', uscì dalla porta dicendo: 'Sha'ar Tzion, Sha'ar Tzion...' e chiamando a gran voce i vicini. Ne seguirono molte pacche sulle spalle e abbracci di gioia". Si calcola che dall'estate del '45 alla primavera del '48 l'emigrazione clandestina verso la Terra Promessa interessò più di 23.000 ebrei europei e la città della Spezia, con il caso della Fede e della Fenice, ne costituì il fulcro. Un avvenimento che può sembrare uno dei tanti nelle migliaia di episodi che, come accade ancora oggi, hanno portato per secoli masse di disperati in cerca di sopravvivenza da una sponda all'altra del Mediterraneo. Invece, un evento incomparabile nella sua portata storica. Protagonisti 1.014 sopravvissuti alla Shoah, partiti dal Golfo della Spezia l'8 maggio 1946 alla volta della Palestina.
Ordinabile
Racconti di confine. Nel Mezzogiorno del Settecento
di Marco Meriggi
editore: Il mulino
pagine: 145
Nel corso del Settecento In Europa l'affermazione dello Stato moderno comportò un pieno e omogeneo controllo dei governi sul territorio, con la definizione del confini statali, fino ad allora fluidi e imprecisi. È l'epoca della cartografia, ossia della formalizzazione dei confini che diventano, anche in senso militare, frontiere. Questa originale ricerca indaga l'impatto di tali dinamiche generali nelle comunità che vivevano a cavallo del confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli: abituate a regolarsi senza intromissioni del governo centrale furono oggetto di un disciplinamento peraltro non del tutto riuscito.
Ordinabile


