Storia
L'Italiaccia senza pace. Misteri, amori e delitti del dopoguerra
di Giampaolo Pansa
editore: Rizzoli
pagine: 339
Delitti politici rimasti senza colpevoli
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Venezia tradita. All'origine della «questione veneta»
di Lorenzo Del Boca
editore: Utet
pagine: 169
La "questione veneta" costituisce una delle controverse eredità del Risorgimento. Un lascito che ancora oggi è vivo e che si riflette nella battaglia sostenuta da un numero sempre crescente di veneti per ottenere, attraverso un referendum, l'indipendenza. Ma quali sono le ragioni che animano questi "italiani riluttanti"? Quali sono le cause del loro impulso secessionista? Lorenzo Del Boca, lo studioso che da anni va scrivendo la "controstoria" del nostro Paese, ripercorre le tappe del grande tradimento subito da Venezia a partire dall 'Ottocento, quando, nel giro di poco più di cinquant'anni, i liberi cittadini della ricca e fiorente Serenissima si ritrovarono sudditi, maltrattati e depredati, dapprima degli Austriaci e quindi dei Piemontesi. Se il primo tradimento fu compiuto nel 1797 da Napoleone con lo sciagurato trattato di Campoformio, l'apice fu raggiunto col plebiscito-truffa del 1866, in cui la percentuale di chi votò "pel sì" all'annessione fu del 99,99% una cifra inverosimile e senza eguali nella storia, mai raggiunta nemmeno nei kolchoz di Stalin. Tra questi avvenimenti si trovano l'insuccesso delle rivolte del 1848 di Daniele Manin e Nicolò Tommaseo, mosse, per la verità, più dal desiderio di affrancarsi dal dominio asburgico che dalla volontà di aderire alla causa nazionale, e le azioni, non prive di ombre, di Garibaldi, La Marmora, Cialdini e Vittorio Emanuele II durante la Terza guerra d'indipendenza.
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I contadini a scuola. La scuola rurale in Italia dall'Unità alla caduta del fascismo
di Montecchi Luca
editore: eum
pagine: 359
Tra Otto e Novecento, le battagliere riviste magistrali lanciano la loro quotidiana campagna di denuncia dei mali del sistema
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Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato
di Gasparri Stefano
editore: Laterza
pagine: XII-193
Nel 700 d
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Crimini di guerra. Storia e memoria del caso italiano
di Alberto Stramaccioni
editore: Laterza
pagine: 194
Crimini di guerra sono stati perpetrati in Italia fin dall'Unità con la repressione del brigantaggio e altri sono stati commes
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Pietro Ingrao, mio fratello
di Zucca Giovanni
editore: L'Asino d'oro
pagine: 296
Un ritratto di famiglia, un album di fotografie in bianco e nero che si tingono gradualmente di colori
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La Sicilia musulmana
di Alessandro Vanoli
editore: Il mulino
pagine: 229
L'unicità soprattutto geografica della Sicilia molto ci fa capire degli eventi che condussero all'occupazione islamica dell'isola. Per due secoli, infatti, dal nono all'undicesimo, essa fu retta dai musulmani, che l'avevano strappata all'impero bizantino. Un lungo dominio destinato a finire con la conquista da parte dei normanni. Una presenza cruciale, che ha lasciato tracce incancellabili sul piano storico, archeologico, architettonico, culturale.
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La cavalleria medievale
di Jean Flori
editore: Il mulino
pagine: 166
In origine un corpo d'elite costituito da combattenti a cavallo, la cavalleria ha finito per essere progressivamente identificata con la nobiltà: nobiltà di sangue e nobiltà di spirito. Il libro traccia la storia della cavalleria nelle sue diverse identità, illustrando aspetti come l'investitura, le armi, i metodi di combattimento, i tornei e le giostre. Fa luce poi sul rapporto della cavalleria con la nobiltà e la chiesa, sullo sviluppo dell'ideologia amorosa cavalleresca e sulla letteratura di argomento cavalleresco, fiorente nel Medioevo e dopo.
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Le crociate del Nord. Il Baltico e la frontiera cattolica (1100-1525)
di Eric Christiansen
editore: Il mulino
pagine: 346
A differenza di quelle condotte in Terrasanta, le crociate del Nord-Europa, intraprese tra il XII e il XVI secolo per convertire i territori dell'area baltica, non sono molto note. I Cavalieri Teutonici che ne furono protagonisti spinsero avanti la frontiera cattolica conquistando e cristianizzando vaste regioni, dalla Finlandia all'Estonia, alla Prussia, alla Lituania, alla Russia. Una espansione che, sotto il pretesto della conversione delle popolazioni pagane o ortodosse, mascherò aggressive mire colonialistiche.
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Una poltrona sulla Senna. Quattro secoli di storia di Francia
di Amin Maalouf
editore: La nave di teseo
pagine: 358
Raccontando la vita e le avventure delle diciotto personalità che si sono succedute sulla 29° poltrona dell'Académie française a partire dal 1634, Amin Maalouf ci fa rivivere quattro secoli di storia francese ed europea. L'Accademia ha sede lungo la Senna, in uno spazio compreso tra il Louvre e il Quai Conti; è da qui che si snoda il caleidoscopio di una storia che ancora continua: il potere dei re e dei cardinali, uomini di spada e di commercio; e ancora filosofi e uomini di scienza, poeti, librettisti, drammaturghi, romanzieri più o meno influenti nella vita pubblica. I conflitti di idee, gli scontri, gli intrighi, le storie d'amore tessono la trama di questa storia non solo della Francia, ma dell'Europa intera. Maalouf ricostruisce la querelle sul Cid, ci riporta all'editto di Nantes, alla questione del Giansenismo, all'espulsione dei Gesuiti, all'emergenza della massoneria, alla Rivoluzione francese, al colpo di Stato del 18 Brumaio, alla guerra con la Prussia del 1870, alla Comune di Parigi, alla scoperta dell'anestesia, all'istituzione dei funerali nazionali, sino all'Affaire Dreyfus e alle grandi guerre del XX secolo. A partire da una semplice poltrona, emblema della fragilità della nostra memoria, posto ai bordi della Senna, Amin Maalouf ci fa rivivere tutta la ricchezza di una cultura straordinaria come quella francese ed europea.
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L'altroNovecento. Comunismo eretico e pensiero critico
editore: Jaca Book
pagine: 789
La rivoluzione politica non è più al centro dell'immaginario collettivo, i movimenti sociali latinoamericani degli ultimi decenni sono calati nel locale, nelle singole situazioni, e contemporaneamente aperti al mondo, universalistici. Quello contadino lancia lo slogan "Una campagna mondiale di mutuo appoggio tra i popoli rurali", ma ciò avviene ponendo attenzione a non proporsi come modello, guida, centro, direzione etc., per consapevolezza dei propri limiti ma ancor più perché si è consumato del tutto il ciclo storico della sinistra novecentesca focalizzato sulla conquista e l'occupazione dello Stato. La meta a cui si aspira non è un tutto unico, difeso dall'armatura statale, ma un pluriverso, un mondo di molti mondi, una pluralità di identità, di modi di vivere, una molteplicità impegnata nella creazione di un mondo nuovo, che abbia al centro la liberazione della Terra e l'inaugurazione di un'era ecozoica, ponendo fine all'antropocentrismo prima che la sua definitiva affermazione segni la condanna a morte del pianeta. L'assoluta sproporzione delle forze in campo parrebbe rendere vana e velleitaria la proposta che sintetizzando le istanze del pensiero critico latinoamericano viene formulata in questo volume da vari interventi, in particolare nei due conclusivi di Arturo Escobar e Gustavo Esteva. È però possibile trovare uno spiraglio, un passaggio, ripensando il concetto di capitalismo e di capitale, come essi invitano a fare, prendendo le distanze dalle concezioni totalizzanti.
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Il caso Beccaria. A 250 anni dalla pubblicazione del «Dei delitti e delle pene»
editore: Il Mulino
pagine: 426
Cesare Beccaria ha cambiato il nostro modo di pensare il diritto di punire e la stessa idea di giustizia, ponendo al centro del suo ragionamento la difesa dell'uomo dall'uomo stesso. Il suo pensiero è sempre attuale e in occasione dei 250 anni dalla pubblicazione del Dei delitti e delle pene l'attenzione internazionale verso l'illuminista milanese è stata altissima. Perché tanto clamore e coinvolgimento emotivo? Nel Settecento Beccaria era stato osannato come una celebrità internazionale, ma aveva al tempo stesso suscitato critiche velenose. Ancora oggi, nonostante i molti riconoscimenti, le sue pagine riescono a causare profonda irritazione fra i giuristi. Cosa racchiude di speciale e di perennemente attuale quel pamphlet ancora capace di scuotere le coscienze e di porre interrogativi sulla pena di morte, sulla pratica umanitaria della giustizia e più in generale sulla natura profonda e la legittimità del diritto di punire? Questo volume offre una ricognizione dei più recenti studi storici internazionali su Beccaria e una verifica dell'attualità del suo pensiero.
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