Storia
Portico d'Ottavia n. 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del '43
editore: Laterza
Un'antica casa medioevale ormai degradata, un vasto cortile rinascimentale
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La Cina dal 1949 a oggi
editore: Il mulino
pagine: 223
Lo spettacolare emergere della Cina come potenza economica mondiale è indubbiamente uno degli eventi più notevoli degli anni c
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La resistenza silenziosa. Leggi razziali e occupazione nazista nella memoria degli ebrei di Roma
editore: Guerini e associati
pagine: 168
Roma, 1943
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Come si vincono le elezioni. Elementi di comunicazione politica
editore: Carocci
pagine: 391
Le elezioni si vincono o si perdono mesi, se non anni, prima del voto
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Nessuna notte è infinita. Riflessioni e strategie per educare dopo Auschwitz
di Raffaele Mantegazza
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Auschwitz ci parla ancora? Ne intendiamo ancora il messaggio? Riusciamo a capirlo, o ci limitiamo a celebrarlo? Al di là della
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Roma, il Papa, il Re. L'unità d'Italia e il crollo dello Stato Pontificio
di Stefano Tomassini
editore: Il saggiatore
pagine: 485
Roma, 11 luglio 1855. Antonio De Felici, cappellaio, reo di avere attentato alla vita del segretario di Stato cardinale Giacomo Antonelli, viene giustiziato. Roma, 21 settembre 1861. Cesare Lucatelli, facchino, accusato dell'omicidio di un gendarme durante gli scontri fra i pontifici e la folla il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, viene giustiziato. Fra le due esecuzioni, fra un popolo e un governo che non ha più autorità su questa terra, il disfacimento dello Stato Pontificio, la fine del potere temporale del papa, l'Unità d'Italia e una città che attende di conoscere il suo destino. Messa troppo spesso in ombra da vicende che già allora occuparono le prime pagine dei giornali italiani ed europei - una su tutte, l'impresa dei Mille di Garibaldi - la storia romana, della città e dello Stato Romano, alla metà dell'Ottocento, dopo la gloriosa quanto breve avventura della Repubblica mazziniana, è poco conosciuta dal grande pubblico. "Roma, il papa, il re" è la cronaca dettagliata, quasi accanita di tutto quel che accadde dentro e attorno a Roma negli anni che portarono alla proclamazione del Regno d'Italia. Ancora una volta, come già in "Storia avventurosa della Rivoluzione romana", Stefano Tomassini incrocia i pensieri e le azioni di Vittorio Emanuele II e Pio IX, Cavour e Napoleone III, Garibaldi e Mazzini, le osservazioni dei forestieri più o meno affezionati, i pregiudizi o le intuizioni dei diplomatici, i vizi e le virtù del clero, gli entusiasmi, le accidie e le ire del popolo.
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L'anno che cambiò il mondo. La storia non detta della caduta del Muro di Berlino
di Michael Meyer
editore: Il saggiatore
pagine: 286
"Mr Gorbacëv, abbatta quel muro!" Questa la provocazione lanciata da Reagan all'Urss della glasnost' e riecheggiata per le vie di Berlino il 12 giugno 1987. Fu davvero la fermezza degli Stati Uniti a imprimere la spinta decisiva per la caduta del Muro e la fine della Guerra fredda? L'autore dell'"Anno che cambiò il mondo" ne dubita. In un quadro in presa diretta tra strade, palazzi e salotti del potere, con interviste e ricordi raccolti durante i suoi reportage, Michael Meyer, allora capo della redazione di Newsweek per la Germania e l'Europa orientale, ricostruisce il 1989, anno di sconvolgimenti grandiosi e insondabili. Meyer fu testimone oculare dei mutamenti storici di quel periodo: in Polonia assistette alla rinascita di Solidarnosc, a Praga era al fianco di Václav Havel mentre preparava la Rivoluzione di velluto. Fu l'ultimo giornalista americano a intervistare Nicolae Ceausescu e ad avere libertà di movimento nella Romania soggetta alla sua tirannide; volò a Bucarest con la Luftwaffe tedesca durante i combattimenti che portarono alla deposizione del dittatore e assistette alla sua esecuzione. Il 9 novembre era sul lato orientale della frontiera quando cadde il Muro. Abbattuto a colpi di piccone, grattato con le mani, spinto con i pugni fasciati di stracci. Sparì il Muro, apparve la gente. La Guerra fredda era finita. L'America aveva vinto. La democrazia trionfava. Ma fu un trionfo insidioso, creò il mito dell'onnipotenza americana.
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Odessa. Splendore e tragedia di una città di sogno
editore: Einaudi
A partire dalla sua fondazione, nel 1794, fino a oggi, Odessa ha lottato per sopravvivere tra i due opposti poli del successo
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Economia antica e storiografia moderna. Interpreti e problemi (1893-1938)
di Mazza Mario
editore: Storia e Letteratura
pagine: 444
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L'ambiguo malanno. La donna nell'antichità greca e romana
di Eva Cantarella
editore: Feltrinelli
"Ripercorrere la storia delle donne nell'antichità greca e romana non è semplice curiosità erudita. I radicali mutamenti intervenuti nelle condizioni della vita femminile, il riconoscimento della piena capacità delle donne di essere titolari di diritti soggettivi e di esercitarli, la conquista della parità formale con gli uomini non hanno ancora interamente cancellato il retaggio di una plurimillenaria ideologia discriminatoria, di cui solo la storia può aiutare a comprendere le matrici e individuare le cause. Osservare la vita e seguire le vicende di organizzazioni sociali come quella greca e quella romana aiuta a svelare, se non il momento nel quale nacque la divisione dei ruoli sociali, il momento nel quale questa divisione venne codificata e teorizzata: e cominciò quindi a essere vista, invece che come un fatto culturale, come la conseguenza di una differenza biologica, automaticamente tradotta in inferiorità delle donne". (Dall'introduzione)
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Senza tregua. La guerra dei GAP
di Giovanni Pesce
editore: Feltrinelli
Diventato ormai un classico della memorialistica partigiana, nonché uno dei rari documenti sul ruolo svolto dai Gruppi di Azione Patriottica (i GAP) nella Resistenza, "Senza tregua" (pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nel 1967) si presenta oggi come insostituibile antidoto contro quella perdita della memoria storica che si profila come uno dei guasti della coscienza civile contemporanea. Il volume, che ha gli scatti e il ritmo della scrittura narrativa, restituisce i dettagli più drammatici della guerriglia urbana, il fitto calendario delle azioni isolate, la tensione degli agguati, la lotta contro il nemico armato e, al contempo, quella contro spie, delatori, reggicoda del franante regime fascista. Uno stile scarno, senza retorica; un racconto senza compiacimenti. Per una riflessione sulla violenza e sulla Storia. Per una Storia liberata dalla violenza.
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8 settembre 1943. Le immagini della storia
di Marco Gasparini
editore: Edizioni del capricorno
pagine: 144
8 settembre 1943. L'Italia annuncia l'armistizio con gli Alleati. La guerra è finita. Anni di sofferenze, lutti e distruzioni sono infine dietro le spalle. Gli italiani festeggiano nelle piazze. E invece no. Gli eventi precipitano subito. L'esercito, abbandonato a se stesso, si sfalda. Il re fugge a Brindisi. I tedeschi occupano Roma e il Centro-Nord. Comincia una repressione durissima, contro i militari (la strage di Cefalonia), i civili (l'eccidio di Boves, i fratelli Cervi) e gli italiani di religione ebraica (deportazione del Ghetto di Roma). Si formano i primi nuclei partigiani e ha inizio la Resistenza. Mussolini viene liberato dai tedeschi sul Gran Sasso e nel Nord occupato dai nazisti nasce la Repubblica Sociale Italiana. Dopo sarà la guerra civile, e poi il nuovo Stato democratico che sorgerà dalle macerie della guerra. Attraverso una selezione di fotografie, spesso inedite e provenienti dagli archivi ANSA, l'incalzante cronaca per immagini di quei giorni e dei mesi che precedono l'armistizio: la fine della guerra d'Africa, i bombardamenti delle città, lo sbarco in Sicilia, il 25 luglio e il crollo del fascismo.
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