Storia
La grande guerra nelle prime pagine del Corriere della Sera (1914-1918)
editore: Rizzoli
pagine: 357
Tra l'estate del 1914 e la fine del 1918 si svolse il primo grande conflitto che coinvolse quasi tutte le più influenti potenz
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Il diavolo zoppo e il suo compare. Talleyrand e Fouché o la politica del tradimento
di Alessandra Necci
editore: Marsilio
pagine: 662
Due celebri uomini politici, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e Joseph Fouché, vissuti a cavallo fra il '700 e '800 in F
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Il sangue di Lepanto
di Maria Grazia Siliato
editore: Rizzoli
pagine: 409
1569, Cipro. Quando prende terra a Famagusta, città di mercanti nota per i suoi bordelli, Marcantonio Bragadin trova un'estate torrida ma un'accoglienza glaciale da parte della popolazione. Perché il nuovo governatore militare preceduto da una fama durissima - è stato inviato da Venezia per gestire con pugno di ferro l'imminente guerra con i Turchi, ma la città si ostina a vivere nell'illusione della pace. Nessuno però può immaginare, nemmeno Bragadin, che Famagusta sta per subire uno dei più feroci assedi della Storia. È convinto che i Nuovi Armamenti segreti progettati all'Arsenale della Serenissima terranno Cipro al sicuro, e così, mentre la fortezza della città è circondata dal Serdar turco, ogni giorno lui scruta il mare: le galee dalla madrepatria non si vedono all'orizzonte, ma lui resiste, 7.000 uomini contro 240.000 Turchi, per quasi un anno. Il tempo che impiegano Pio V e il Rey Felipe II di Spagna a formare la Lega Santa e a muovere contro l'Impero Ottomano la loro Armada invincibile. Ma non c'è più nulla da fare: Famagusta ormai è capitolata e Bragadin affronterà con coraggio sovrumano il suo atroce destino. Prima che le acque del Golfo di Lepanto si tingano di rosso in una battaglia epocale tra Oriente e Occidente, destinata a cambiare il volto del Mediterraneo.
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Anatomia di un assassinio. Storia segreta dell'omicidio Kennedy
di Shenon Philip
editore: Mondadori
pagine: 664
Gli spari che il 22 novembre 1963 assassinarono a Dallas John F
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Tutti gli uomini di Mussolini. I gerarchi alla corte del Duce
di Festorazzi Roberto
editore: Cairo Publishing
pagine: 216
La corte che Benito Mussolini riunì attorno a sé, nella parabola ventennale del suo potere, fu come una gabbia di belve feroci
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Tiberio. L'imperatore che non amava Roma
di Spinosa Antonio
editore: Mondadori
pagine: 177
Indelebilmente segnato, nei secoli, dai giudizi negativi e dalle descrizioni infamanti che fecero di lui scrittori e storici r
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Manuale della fine del mondo. Il travaglio dell'Europa medievale
di Glauco Maria Cantarella
editore: Einaudi
pagine: 359
È un grande falso storiografico quello della paura della fine del mondo in prossimità dell'avvento dell'anno Mille. Ma è indubbio che gli uomini di mille anni fa hanno dovuto vivere in mezzo alla fine del loro mondo: cambiamenti incessanti che hanno tarlato quel mondo, con aggiustamenti continui, che hanno inseguito la stabilizzazione ottenendola solo in apparenza. E alla fine hanno fatto esplodere il mondo e sono stati all'origine di mutamenti epocali, di lunghissimo periodo: la lotta fra Impero e Papato, la centralità dell'esperienza monastica, i primi germi dei regni d'Inghilterra e di Spagna, il movimento dei Comuni in Italia. Con l'allargamento progressivo dei confini del vecchio spazio europeo e con l'estensione delle aree di conoscenza, ad esempio l'"invenzione" della filosofia. Nel secolo XII sarebbe ormai molto difficile riconoscere le tracce del mondo di partenza, quello che si proponeva come la forma definitiva del mondo, e in realtà si cercava disperatamente di regolare perché garantisse la pace. Una crisi continua, popolata di soggetti nuovi, per cerniere successive da un passaggio all'altro che ha portato alle origini della modernità. Il tutto entro un'unica, grande cerniera: quella del passaggio dal mondo tardo-antico e primo-medievale a quello tardo-medievale e moderno, in cui i protagonisti cambiano o si moltiplicano. Tra Ottone III (1001) e Innocenzo III (1199) due secoli in cui quel mondo è finito, definitivamente relegato nel passato.
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Cronache mediorientali. Il grande inviato di guerra inglese racconta cent'anni di invasioni, tragedie e tradimenti
di Robert Fisk
editore: Il saggiatore
pagine: 1184
Robert Fisk ha passato gli ultimi trent'anni sul fronte di un'unica, interminabile guerra di cui ha visto sfilare i protagonisti, cambiare vincitori e vinti, buoni e cattivi. Per Fisk, non si può raccontare il Medio Oriente senza parlare di orrore, ingiustizia e dolore, senza smascherare le bugie che da quasi un secolo hanno mandato a morire soldati e massacrato decine di migliaia di civili. Perché essere corrispondente di guerra non significa solo raccontare il chi, il dove, il come e il quando, ma indagare anche i perché. "Cronache mediorientali" è tutto questo. Non una cronologia dei conflitti, ma la narrazione di un'unica Storia scandita in diverse storie, una testimonianza di prima mano di una guerra moderna.
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La seconda guerra mondiale. Immagini dal fronte, dalla Maginot a Hiroshima
di Marco Gasparini
editore: Edizioni del capricorno
pagine: 144
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Il «circo volante» Richthofen. L'aviazione da caccia tedesca sul fronte occidentale 1916-1918
di Greg Van Wyngarden
editore: LEG Edizioni
pagine: 222
Senza dubbio la più famosa unità aerea della Prima guerra mondiale, il leggendario Jagdgeschwader Nr
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Storia d'Italia (1861-2011)
di Giuseppe Vottari
editore: Alpha test
pagine: 191
Una sintesi chiara e accessibile della nostra storia nazionale: dall'Unità agli anni Dieci del XXI secolo. Dopo un breve riepilogo che riassume le tappe delle lotte risorgimentali, il volume tratta: il conseguimento dell'Unità sotto casa Savoia, la storia del Regno d'Italia (1861-1947), la stagione della prima Repubblica (1948-1992), gli anni della cosiddetta seconda Repubblica (1992-2011). Argomenti trattati: ogni capitolo riguarda un periodo circoscritto, di cui riporta: politica interna, estera, economia e contesto socioculturale; a completamento le appendici (capi di Stato e di Governo, informazioni demografiche).
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Alpi di guerra, Alpi di pace. Luoghi, volti e storie della grande guerra sulle Alpi
di Stefano Ardito
editore: Corbaccio
pagine: 240
Allo scoppio della prima guerra mondiale gli eserciti italiano e austro-ungarico hanno scavato trincee, tunnel, strade di arroccamento e caverne artificiali, hanno costruito caserme e altri edifici, hanno installato reticolati e teleferiche e portato cannoni e mitragliatrici sulle vette più impervie. Nel 1917, dopo Caporetto, la maggior parte delle postazioni è stata abbandonata e dopo la fine della guerra le popolazioni di montagna sono sopravvissute recuperando ferro e cimeli. Un mestiere pericoloso, che a causa delle migliaia di ordigni inesplosi ha causato altre mutilazioni e altre morti. Oggi camminare sulle Alpi orientali significa rivivere la storia di cento anni fa. Una storia intessuta delle singole storie degli uomini, come le racconta Stefano Ardito, e dei luoghi che queste storie hanno ospitato e di cui conservano indelebile memoria.
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