Storia
E tu non sei tornato
di Loridan-Ivens Marceline
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 105
1944: Marceline, 14 anni, viene deportata insieme al padre ad Auschwitz-Birkenau
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La nazione napoletana. Controstorie borboniche e identità «suddista»
di Gigi Di Fiore
editore: Utet
pagine: 351
Fino alla firma della resa con l'esercito piemontese il 13 febbraio del 1861, per più di quattro generazioni la dinastia dei Borbone aveva regnato nell'Italia meridionale, Stato autonomo e indipendente che fu per sette secoli la "Nazione napoletana". Un Paese con una propria economia, una propria industria, un proprio esercito, un proprio inno nazionale; un Paese con valori riconoscibili, condivisi dai suoi abitanti, da Gaeta in giù. Per molti di loro, l'unità d'Italia rappresentò la fine del mondo che avevano conosciuto e nel quale si identificavano. In molti reagirono all'occupazione. Eppure, mentre di Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II si sa quasi tutto, pochissimi sono i libri che raccontano le storie degli ufficiali e dei soldati che scelsero di rimanere fedeli al Regno delle Due Sicilie e si opposero ai piemontesi. Uomini che dopo la sconfitta dovettero affrontare umiliazioni, processi e prigionie. Non erano tutti aristocratici o assolutisti: in tanti erano liberali, alcuni avevano combattuto nella Prima guerra d'indipendenza nel 1848 e condividevano il sogno di un'Italia federale; ma quasi tutti furono bollati come retrogradi, reazionari, sbandati, e cancellati dalla memoria comune. Le storie qui raccolte dallo studioso meridionalista Gigi Di Fiore restituiscono un Risorgimento "al contrario", visto e vissuto dalla parte degli sconfitti... Con e-book scaricabile fino al 31-12-2015.
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Gli ultimi cavalieri di Roma 265-565 d. C.
di MacDowall Simon
editore: Leg - libreria editrice goriziana
pagine: 96
Il crepuscolo dell'impero romano assistette a una rivoluzione nel modo di condurre la guerra, il fante esperto, punto di forza
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I crimini di guerra tedeschi in Italia (1943-1945)
di Carlo Gentile
editore: Einaudi
pagine: 585
Dall'estate del 1943 alla primavera del 1945, mentre la Wehrmacht arretra dal Sud al Nord Italia e il nuovo fronte della resistenza prende corpo, il Terzo Reich scatena la violenza delle sue truppe sulla popolazione civile. Uomini, donne e bambini diventano nemici da annientare, bersagli scelti di corpi speciali. Di quelle stragi Carlo Gentile si è occupato da studioso e da perito nei processi che in alcuni casi - come Sant'Anna di Stazzema - sono ancora storia viva. Frutto di anni di ricerca nei principali archivi internazionali compreso il noto "armadio della vergogna" - il suo lavoro ripercorre la storia delle vittime e ci offre un ritratto inedito dei carnefici, spesso militari molto giovani ma fortemente ideologizzati. Già pubblicato in Germania, dove è stato accolto come un importante contributo al dibattito storiografico, lo studio di Gentile è la cronaca di un biennio che ha ferito l'Italia nel profondo, ma soprattutto è un quadro dettagliato, assai significativo, delle strategie di guerra tedesche nel nostro paese.
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I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, 1968-1978: storia di Lotta Continua
di Aldo Cazzullo
editore: Mondadori
pagine: 377
Marzo 1963: Palmiro Togliatti parla alla Normale di Pisa. Un ragazzo lo apostrofa: "Perché non avete provato a fare la rivoluzione?". "Provaci tu, se sei capace" risponde irritato il segretario. "Lo farò, lo farò." Il ragazzo si chiama Adriano Sofri. Sei anni dopo fonda Lotta continua. In questa nuova organizzazione rivoluzionaria ci sono i suoi amici pisani, gli studenti che hanno occupato le università, gli operai della Fiat, immigrati, arrabbiati, ribelli. I ragazzi di Lotta continua distribuiscono volantini alle porte delle fabbriche, si scontrano con la polizia, organizzano concerti, finiscono in carcere. Il 12 dicembre 1969 scoprono in piazza Fontana che in gioco ci sono la vita e la morte. Attraverso giornali, volantini, documenti interni al movimento, rapporti di polizia e testimonianze dirette, Aldo Cazzullo ricostruisce in questo libro, qui presentato in una nuova edizione rivista, la storia del più originale gruppo della nuova sinistra italiana, dalla scintilla del Sessantotto alla condanna del delitto Moro. Il suo è il racconto della formazione di politici e intellettuali, delle illusioni svanite nel terrorismo o nella droga, dell'avventura dell'ultima generazione che ha affidato la vita e la ricerca della felicità alla politica.
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I carnefici
di Biacchessi Daniele
editore: Sperling & kupfer
pagine: VII-190
In una tiepida sera di fine estate, nel cortile di una cascina a Monte Sole, un vecchio mostra al nipote un tesoro fatto di fo
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Tito e i suoi compagni
di Pirjevec Joze
editore: Einaudi
pagine: XIII-620
Despota o ribelle? Nonostante trentacinque anni di dittatura, non si può considerare Tito come un tiranno alla stregua di Stal
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L'imperatore della Cina
di Bouvet Joachim
editore: Guanda
pagine: 174
Il Portrait historique de l'empereur de la Chine, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1697, è la biografia dell'imperat
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Gas in Etiopia. I crimini rimossi dell'Italia coloniale
di Simone Belladonna
editore: Neri Pozza
pagine: 286
"La guerra d'Etiopia non è stata soltanto la più grande campagna coloniale della Storia contemporanea, ma anche, probabilmente, la miccia che ha fatto scoppiare la seconda guerra mondiale. Mussolini cominciò a prepararla sin dal 1925 e volle che fosse una guerra rapida, micidiale, assolutamente distruttiva. Per questa ragione mandò in Africa orientale mezzo milione di uomini armati alla perfezione, tanti aeroplani da oscurare il cielo, carri armati e cannoni in numero tale da sguarnire le riserve della madrepatria. E per essere sicuro della vittoria, autorizzò anche l'uso di un'arma proibita, l'arma chimica, sulla quale l'autore in questo libro ha raccolto con grande perizia tutte le informazioni possibili. Per cominciare, ha esplorato, per primo, gli archivi americani del FRUS, dove sono raccolti i dispacci degli alti funzionari degli Stati Uniti sulla preparazione della campagna fascista contro l'Etiopia. Si tratta di documenti di estrema importanza, perché rivelano le mosse del fascismo in armi e ne analizzano, giorno dopo giorno, la pericolosità per la pace nel mondo. Poiché il libro costituisce, in primis, la denuncia dell'impiego dei gas velenosi e mortali e di tutti gli inganni perpetrati negli anni per nascondere quei crimini, l'autore non ha trascurato dati accurati che offrissero un quadro completo dei diversi gas utilizzati, dei sistemi per utilizzarli, dei risultati ottenuti." (dall'introduzione di Angelo Del Boca)
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I pretoriani. Storia delle forze d'élite dell'antica Roma
di Bingham Sandra
editore: Leg - libreria editrice goriziana
pagine: 185
Concepita come l'esercito personale dell'Imperatore, la Guardia Pretoriana assunse ben presto un ruolo più ampio per rivestire
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Giappone 1945. Dall'operazione Downfall a Hiroshima e Nagasaki
di Clayton K. S. Chun
editore: LEG Edizioni
pagine: 171
In questo volume l'autore esamina la fase finale della Seconda guerra mondiale focalizzando la sua attenzione sul dibattito ch
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La Resistenza perfetta
di Giovanni De Luna
editore: Feltrinelli
pagine: 254
Sono decenni, ormai, che la Resistenza è sottoposta a uno scrutinio costante da parte di storici, ma anche di giornalisti e opinionisti. E se una volta poteva essere provocatorio fare le pulci al mito dei partigiani e parlare di guerra civile mettendo sullo stesso piano le fazioni in lotta, oggi molta di questa vulgata è diventata un sottofondo dato quasi per scontato. Il rischio è che ci dimentichiamo, e le giovani generazioni non sappiano mai, quanto di nobile, puro e davvero all'altezza del suo mito c'è stato nella lotta partigiana. Nel settantesimo anniversario della Liberazione, Giovanni De Luna ha voluto mettere di nuovo a punto un'immagine della Resistenza che si stava offuscando. Con grande efficacia, De Luna ha scelto una storia, un luogo, alcuni personaggi: un castello in Piemonte, una famiglia nobile che decide di aiutare i partigiani, la figlia più giovane, Leletta d'Isola, che annota sul suo diario quei mesi terribili ma anche meravigliosi in cui comunisti e monarchici, aristocratici e contadini, ragazzi alle prime armi e ufficiali dell'ex esercito regio lottarono, morirono, uccisero per salvare la loro patria, la loro libertà, il futuro di una nazione intera. Mesi in cui, tra il cortile della sua villa di famiglia e le montagne tutt'attorno, si formò veramente quell'unità che diede origine al mito della Resistenza.
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