fbevnts Storia - tutti i libri per gli amanti del genere Storia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 999
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Storia

La sfida di Amalia

La lotta per la giustizia di una donna nella Bologna dell'Ottocento

di Kertzer david i.

editore: Rizzoli

pagine: 285

Bologna 1886
Fuori catalogo
19,00

L'arte di uccidere. Come si combatté la guerra civile spagnola. Una storia militare

di Jorge M. Reverte

editore: Mondadori

pagine: 305

La guerra civile che ha dilaniato la Spagna nel triennio 1936-1939 è stata uno dei conflitti più sanguinosi e devastanti del ventesimo secolo. Scatenata dal golpe delle forze nazionaliste guidate da Francisco Franco e teatro di episodi di violenza inaudita è stata il primo scontro armato fra un regime democratico e il nazifascismo, tragico preludio della tempesta che di lì a poco si sarebbe abbattuta sull'intero pianeta. In un libro dal titolo volutamente provocatorio, Jorge M. Reverte affronta un aspetto della guerra civile spagnola finora trascurato, o trattato solo in termini agiografici dalla storiografia sia di matrice franchista sia di orientamento filorepubblicano: la strategia militare adottata dai due schieramenti, ossia il modo in cui le migliori qualità dello spirito umano furono messe, con totale consapevolezza, al servizio di un piano di annientamento fisico del nemico. Senza indulgere in complicate spiegazioni tecniche e senza trascurare l'esame delle implicazioni politiche e sociali, né del ruolo che ebbero altre potenze. In tale contesto, particolare rilievo assume la ricostruzione delle tensioni interne agli stati maggiori, delle rivalità, dei tradimenti, delle defezioni, ma soprattutto delle motivazioni dei soldati che, su fronti opposti, hanno concretamente combattuto e si sono trovati a dover compiere sul campo le scelte che avrebbero portato a una schiacciante vittoria o a un'infamante sconfitta.
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21,00

Luoghi e voci del pensiero medievale

Con contenuti multimediali

 

editore: Encyclomedia Publishers

pagine: 287

La polifonia del pensiero medievale passa attraverso i monasteri, le biblioteche, le università, la struttura della lectio e d
Fuori catalogo
19,00

Italia unita. Il Risorgimento e le sue storie

di Formichi Gianluca

editore: Giunti Editore

pagine: 192

La vicenda dell'Italia Unita è una storia politica ma anche sociale e culturale, il cui risultato sarà il farsi dell'Italia co
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8,90

Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato

di Luca Marcolivio

editore: Vallecchi

pagine: 209

Da più di un secolo la figura di Giuseppe Garibaldi è un marchio di fabbrica dell'italianità. Strade, piazze e monumenti a lui dedicati, ritratti ed effigi fanno da cornice alla nostra vita quotidiana. Sin dalla scuola elementare gli italiani, vengono indottrinati al culto laico di un uomo che, secondo la vulgata ideologica risorgimentale, rappresenta l'incarnazione dell'eroe e del patriota, colui che lottò in modo disinteressato per la libertà e l'unità del nostro paese. In prossimità dei 150 anni dall'unità d'Italia, il mito di Garibaldi è però più che mai appannato. Quest'opera ha voluto indagare sulla vera vita e sulla vera personalità dell'eroe dei due mondi. Ne è emerso un profilo molto lontano dall'iconografia risorgimentale. Temperamento lunatico e insopportabile, dal narcisismo quasi infantile, Garibaldi è un astuto opportunista, rivoluzionario di indole ma quasi sempre disposto a scendere a compromessi con i poteri forti della sua epoca. Repubblicano e mazziniano in origine, non esiterà a schierarsi al fianco di quei Savoia che per tanti anni l'avrebbero voluto morto. Paladino della libertà di tutti i popoli, non ebbe scrupolo di fare commercio di schiavi. Dal punto di vista storico il suo ruolo è immensamente sopravvalutato, frutto più di un mito costruito a tavolino che non di un effettivo valore militare o di un inarrivabile fiuto politico.
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12,00

L'illuminismo dei Rosa-Croce

di Frances A. Yates

editore: Mimesis

pagine: 352

Sui Rosa-Croce si discetta da secoli, da altrettanti secoli si pone l'accento sulla loro straordinaria influenza, nessuno, però, è mai venuto a capo della loro esistenza. Anche se molti la danno per scontata. Anche se molti se ne proclamano a vario titolo successori: senza peraltro poter attribuire a questa "mistica società" né certi nominativi di aderenti, né luoghi di attività, né comprovate discendenze. Come si può notare, il mondo rosa-crociano si presenta come un terreno insidioso intersecato da mille sentieri: dove è facile perdersi e dove è altrettanto facile precipitare nelle "sabbie mobili" del pressappochismo e della faciloneria. Il saggio della Yates è diventato presto un classico, un'imprescindibile opera di riferimento a riguardo, per la sua capacità di ritrarre l'ermetismo-esoterismo dei Rosa-Croce come un sapere niente affatto in contrasto con i fermenti che daranno origine alla rivoluzione scientifica, ma che pone l'uomo quale centro propulsore. Da qui l'urgente attualità dei misteriosi Rosa-Croce in cui la nomea di scienziati e ricercatori si fonde con l'allure del mago rinascimentale: il dotto speculatore dei nessi segreti della natura, della Philosophia Naturalis di cui sono stati maestri Agrippa e Paracelso. Ma di cui sono maestri anche Dee, Fludd, Ruggero Bacone ed altri ancora che la voce popolare indicava come adepti dell'introvabile Societas Rosa-Cruciana. Introduzione di Claudio Bonvecchio.
Fuori catalogo
28,00

L'invenzione del popolo ebraico

di Sand Shlomo

editore: Rizzoli

pagine: 536

Che cos'è il popolo ebraico? Secondo Shlomo Sand, la risposta si trova nella storia
Fuori catalogo
21,50

Dux. Benito Mussolini: una biografia per immagini

di Pasquale Chessa

editore: Mondadori

pagine: 396

Il fascismo fu vera dittatura, ma anche, se non una farsa, certamente un grande spettacolo. E Mussolini ne fu il regista unico: regista di se stesso e del suo pubblico. Molto più del cinema, dell'arte figurativa o dell'architettura, la fotografia, al pari della parola, è stata il principale veicolo del consumo totalitario. Con essa l'immagine del duce diventa personale, portatile, trasferibile, riproducibile e collezionabile. Questo primato della fotografia, però, non è stato finora rappresentato in maniera adeguata negli studi sul fenomeno fascista, cosicché sappiamo tutto del cinema, della radio, dell'architettura, ma è ancora difficile trovare il bandolo dell'immagine che il Ventennio ha lasciato impressa su migliaia di vetrini, fatta stampare su milioni di cartoline, pubblicata sui giornali e diffusa all'estero, regalata alle madri dei caduti come ai bambini. Piano piano, al principio in maniera spontanea e naturale, l'immagine del duce si è radicata nel paesaggio urbano e nelle campagne, funzionando come un messaggio pubblicitario, prima di diventare propaganda prodotta in serie dalla macchina del consenso. Anche quando l'esito disastroso della seconda guerra mondiale minò il carisma di Mussolini, la fotografia sembrò rimanere l'unico suo contatto diretto con l'esperienza della realtà. Fino all'adunata di piazzale Loreto, quando egli partecipò per l'ultima volta da protagonista, sotto gli obiettivi dei fotografi accorsi in gran numero.
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15,00

Millennium. La fine del mondo e la nascita della cristianità

di Tom Holland

editore: Il Saggiatore

pagine: 448

Di tutte le civiltà che esistevano nell'anno Mille, quella dell'Europa occidentale sembrava la peggior candidata per un futuro
Fuori catalogo
24,00

Lepanto 1571. La Lega santa contro l'impero ottomano

di Niccolò Capponi

editore: Il saggiatore

pagine: 358

Il 7 ottobre 1571 le acque del Golfo di Patrasso si tinsero di sangue: le galee di una fragile alleanza cattolica, capitanata
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11,00

Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo. Avvenimenti inspiegabili, civiltà oscure, scienze arcane, enigmi, miti e leggende

di Mayorca Stefano

editore: De Vecchi

pagine: 288

Un tentativo di dare una risposta a domande che da tempo immemorabile agitano la mente dell'uomo
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14,90

1861. La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia

editore: Sperling & kupfer

pagine: 273

L'Italia non è cambiata. È diventata quello che oggi è perché è nata così ed è stata raccontata in un certo modo. La retorica risorgimentale, piena di nobili intenti, eroi senza macchia, politici geniali e lungimiranti, è stata il tappeto sotto cui abbiamo nascosto la polvere della nostra storia per centocinquant'anni. E così, se oggi si vuole capire questo Paese "malato", affetto da vizi endemici che paiono inestirpabili, forse sarebbe bene ripercorrere i primi giorni della sua vita. E ciò che fa questo libro, andando a riannodare un filo rosso fatto di intrighi, malavita e malaffare che ha il suo capo proprio nel modo in cui l'Unità fu prima realizzata e poi gestita. Il trasformismo in politica, la corruzione, la tendenza a scendere a patti con i poteri forti, a utilizzare agenti segreti per scopi non istituzionali, a servirsi della criminalità, a sfruttare per ragioni di Stato l'opera di terroristi e rivoluzionari: tutto questo, nei libri di scuola su cui intere generazioni si sono formate, semplicemente non c'è. Anche la storiografia successiva ha peccato di reticenza, e di tale processo di rimozione oggi è irrimediabilmente colpevole. Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, dopo aver illuminato nei loro lavori precedenti le zone d'ombra del nostro dopoguerra, con quest'opera sono ripartiti dall'inizio e hanno raccontato ciò che per troppo tempo è stato indicibile.
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18,50

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