Lindau: Universale film
Pier Paolo Pasolini. Accattone
di Stefania Parigi
editore: Lindau
pagine: 233
A distanza di quasi cinquant'anni dall'uscita, "Accattone" sembra non aver perso nulla della sua carica eversiva. Lo si può guardare come un'aspra denuncia delle condizioni di vita dei sottoproletari romani o come lo straordinario documento antropologico di un passato che ancora si proietta nel presente. Lo scenario della periferia, infatti, accoglie continuamente nuove figure di emarginati. Ma al di là della dimensione politica e sociologica, la forza del film risiede soprattutto nella sua prospettiva estetica. "Accattone" è la folgorante invenzione di uno stile che infrange le regole della bella scrittura cinematografica e i consueti canoni neorealisti di rappresentazione della povertà. I suoi delinquenti pieni di innocenza non hanno speranze di redenzione sociale o religiosa, sono tragici eroi dell'impotenza e del nichilismo. Il loro unico riscatto è affidato alla trasfigurazione mitica dello sguardo pasoliano.
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Jean Renoir. La regola del gioco
di Francis Vanoye
editore: Lindau
pagine: 154
«"La regola del gioco", dopo essere stato un film maledetto, è diventato un classico. È un film pessimista, ma il mistero, il paradosso, risiede nel fatto che ogni visione tonifica. Sono forse la comicità, l'ironia, la crudeltà, l'umanità del film che agiscono? O forse la forza bruta delle immagini e dei suoni?» (Francis Vanoye).
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Stanley Kubrick. Barry Lyndon
di Philippe Pilard
editore: Lindau
pagine: 155
Stanley Kubrick realizza, con "Barry Lyndon", uno tra i più affascinanti viaggi all'interno della civiltà britannica
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Pier Paolo Pasolini
Salò o le 120 giornate di Sodoma
di Murri Serafino
editore: Lindau
pagine: 172
Salò o le 120 giornate di Sodoma, ultimo film di Pasolini, è un "film in forma di enigma": la lucida visione di una società in
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Jean-Luc Godard. Fino all'ultimo respiro
di Jacopo Chessa
editore: Lindau
pagine: 176
"Fino all'ultimo respiro" è uno di quei film in grado di offrire nuovi stimoli a ogni visione
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Stanley Kubrick. Barry Lyndon
di Philippe Pilard
editore: Lindau
pagine: 192
Stanley Kubrick realizza, con "Barry Lyndon", uno tra i più affascinanti viaggi all'interno della civiltà britannica. Da cineasta abituato a sorprendere e innovare, adatta il romanzo di Thackeray per riflettere, attraverso le peripezie del protagonista, sulle sorti della civiltà e dell'uomo, sul concetto di Storia al cinema e sulle diverse forme di violenza che segnano il nostro vivere quotidiano. Ambizione notevole, non priva di rischi, come dimostrano le esitazioni, l'incomprensione di una certa critica, l'insuccesso commerciale del film. A distanza di tempo, tuttavia, "Barry Lyndon" s'impone come un "classico" del cinema moderno.
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Alfred Hitchcock. La donna che visse due volte
di Maurizio Del Ministro
editore: Lindau
pagine: 192
In "La donna che visse due volte", nell'odissea dello spazio e del tempo, miseri amanti, immersi nella spirale di una città, San Francisco, vivono nel desiderio sempre umiliato di un paradiso terrestre impossibile. Questa fiaba cinematografica ci invita a una riflessione sui legami precari della coppia e sulla falsa rispettabilità della famiglia, sul pregiudizio razziale e sull'ambiguità delle leggi, sul silenzio di Dio e sull'enigma della nostra identità. Privo di un perno in cui consistere, l'uomo vive in uno stato di solitudine incosciente. Nella sua analisi Del Ministro attinge, fra varie fonti culturali, ad alcune immaginose coordinate create da Joyce in "Il ritratto dell'artista da giovane": John Scottie Ferguson.
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Stanley Kubrick
Full Metal Jacket
editore: Lindau
pagine: 128
Full Metal Jacket è un film sulla modernità, sociale e cinematografica
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