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Lindau: Universale film

Luis Buñuel

Viridiana

di Sánchez Biosca Vicente

editore: Lindau

pagine: 120

8,26

Roberto Rossellini. Roma città aperta

editore: Lindau

pagine: 176

Roma città aperta è un film la cui lavorazione resta circondata da una serie di leggende, alcune infondate, altre suffragate d
17,50

Kurosawa Akira. Rashomon

di Marco Dalla Gassa

editore: Lindau

pagine: 243

"È stato il primo film giapponese distribuito in Occidente, il primo a vincere il Leone d'Oro, il primo a...": inizia spesso così il discorso su Rashomon. un'opera da tutti riconosciuta come un capolavoro della cinematografia giapponese, idealizzata dal pubblico, in molti casi equivocata dalla critica, citata e copiata da altri film e poi da fumetti, videogiochi, serial TV e pièce teatrali. Questo volume "spoglia" la pellicola da ogni forma di esegesi troppo influenzata dalla sua "aura" e dipendente dal dovere dell'interpretazione giusta, ridando valore al quadro congiunturale e agli interventi dei soggetti che hanno concorso alla sua genesi. Inoltre, giacché la pellicola di Kurosawa parla pur sempre di un delitto irrisolto, Dalla Gassa esplora a fondo l'ambiguità all'origine dell'enigma, esaminando quegli espedienti formali e narrativi che slegano l'attività percettiva dello spettatore dalla sua attitudine ermeneutica e fanno di Rashomon un testo aperto a una pluralità quasi infinita di interpretazioni. Conducendo sul testo filmico un'analisi puntuale, filologicamente minuziosa e fondata sullo studio delle sue origini letterarie e delle circostanze economico-sociali in cui è nato, questo saggio fornisce al lettore una guida suggestiva al mistero rashomoniano.
19,00

Luchino Visconti. Rocco e i suoi fratelli

di Mauro Giori

editore: Lindau

pagine: 243

Nei suoi cinquant'anni di vita, Rocco e i suoi fratelli non ha mai perso il suo status di opera-chiave di un'epoca in cui il cinema assolveva un ruolo capitale nella cultura del nostro paese. Raccogliendo l'eredità trasgressiva di La dolce vita, il film di Visconti ha urtato sensibilità molto accese in un momento di delicata transizione politica, suscitando un aspro dibattito che ha coinvolto la censura, la politica e la magistratura. Facendo ricorso a documenti in buona parte inediti reperiti in vari archivi, e prendendo le mosse da un'analisi filologica delle carte del regista, questo volume propone nuove ipotesi sulle complesse e tormentate fasi che portano alla stesura della sceneggiatura, sulle fonti (in particolare sul ruolo svolto da Giovanni Testori), sulle vicende censorie e sulla ricezione di quella che resta una delle opere più studiate di Visconti, riletta alla luce del suo contesto culturale.
19,00

Stanley Kubrick. Shining

di Cremonini Giorgio

editore: Lindau

pagine: 128

Shining assomiglia in modo esemplare al labirinto che il protagonista Jack Torrance osserva agli inizi della sua follia, di cu
14,50

Federico Fellini. La dolce vita

di Antonio Costa

editore: Lindau

pagine: 216

Non c'è titolo di film italiano famoso quanto "La dolce vita". Lo si è usato e si continua a usare per evocare di tutto: l'Italia del boom, il mito di Roma tra nobiltà nera e Hollywood sul Tevere, stili di vita, capi di abbigliamento, (cattive) abitudini italiche e peccati, soprattutto peccati, di tutti i tipi. A cinquant'anni dalla prima proiezione pubblica (3 febbraio 1960) e dopo il diluvio di celebrazioni, testimonianze, rivelazioni, gossip, il libro di Antonio Costa lascia tutto questo sullo sfondo ed entra nel merito del film in quanto tale: ne studia la struttura, si occupa della composizione delle sequenze, analizza i personaggi, discute le tematiche e definisce la mappa delle straordinarie invenzioni di Fellini. In chiusura, una nutrita antologia di commenti, scelti per lo più tra quelli di famosi scrittori quali Pasolini, Fortini, Arbasino, Vittorini e Le Clézio.
19,00

George Romero. La notte dei morti viventi

di Dario Buzzolan

editore: Lindau

pagine: 126

"Si ha l'impressione che "La notte dei morti viventi" sia a lungo rimasto vittima di un equivoco: l'idea che il film fosse non
14,00

Pier Paolo Pasolini. La ricotta

di Tomaso Subini

editore: Lindau

pagine: 221

Il nodo centrale che ogni analisi testuale del film di Pasolini si trova a dover sciogliere è il funzionamento della sua struttura portante in mise en abîme. "La ricotta" è infatti una rappresentazione che duplica se stessa al suo interno, adottando il procedimento tipicamente manierista della citazione. Così facendo, Pasolini elabora una complessa, per quanto spettacolare, riflessione di natura metalinguistica, sullo sfondo di una provocatoria e scandalosa rappresentazione del religioso, costatagli una condanna per vilipendio alla religione di Stato. Ma ciò che all'uscita del film fu giudicato irriverente - in particolare l'aver suggerito un'equivalenza tra la vicenda di Gesù e quella di Stracci, comparsa sottoproletaria che percorre le tappe di un calvario moderno fino alla morte in croce - si impone con forza alla sensibilità odierna quale emblematica espressione di un inquieto e autentico percorso religioso.
18,00

Alfred Hitchcock

Psyco

di Giori Mauro

editore: Lindau

pagine: 233

Proprio quando la sua fortuna critica si trovava a un punto di svolta, Hitchcock sorprese il pubblico e i recensori allontanan
19,50

Ingmar Bergman. Il posto delle fragole

di Alberto Scandola

editore: Lindau

pagine: 219

L'anziano luminare della medicina Isak Borg si reca insieme alla nuora a ritirare un prestigioso premio accademico: il viaggio è l'occasione per un ripensamento della sua esistenza e per un pellegrinaggio a tappe nei luoghi veri e immaginari dei suoi fallimenti. Se la giovinezza è il superamento della "linea d'ombra" conradiana, la vecchiaia è l'arrivo al "posto delle fragole". ("Il Mereghetti 2005")
17,50

Pier Paolo Pasolini. Accattone

di Stefania Parigi

editore: Lindau

pagine: 233

A distanza di quasi cinquant'anni dall'uscita, "Accattone" sembra non aver perso nulla della sua carica eversiva. Lo si può guardare come un'aspra denuncia delle condizioni di vita dei sottoproletari romani o come lo straordinario documento antropologico di un passato che ancora si proietta nel presente. Lo scenario della periferia, infatti, accoglie continuamente nuove figure di emarginati. Ma al di là della dimensione politica e sociologica, la forza del film risiede soprattutto nella sua prospettiva estetica. "Accattone" è la folgorante invenzione di uno stile che infrange le regole della bella scrittura cinematografica e i consueti canoni neorealisti di rappresentazione della povertà. I suoi delinquenti pieni di innocenza non hanno speranze di redenzione sociale o religiosa, sono tragici eroi dell'impotenza e del nichilismo. Il loro unico riscatto è affidato alla trasfigurazione mitica dello sguardo pasoliano.
18,50

David Lynch. Mulholland drive

di Luca Malavasi

editore: Lindau

pagine: 228

Tra i film più importanti del cinema contemporaneo, "Mulholland Drive", per la sua particolare struttura narrativa, ha sollecitato fin da subito un'infinita serie di ipotesi di lettura, quasi tutte consacrate a sciogliere il mistero della sua natura "doppia". Sottraendosi al gioco "enigmistico" che ha segnato il destino analitico del film, il volume propone una lettura originale, interessata a comprendere come il particolare arrangiamento del racconto metta in scena una sola storia, quella di un movimento di caduta e di sconfitta di cui Lynch non descrive semplicemente l'itinerario, ma i continui processi di trasformazione figurativa. Muovendosi sul crinale sottile e sempre più indecifrabile che separa la realtà dalle dimensioni che la anticipano e la doppiano, "Mulholland Drive" compone un requiem laico per la realtà e le illusioni del mondo contemporaneo, proponendo al tempo stesso una filosofia dell'incertezza e della continua riapertura delle forme capace di testimoniare ciò che è e, al tempo stesso, ciò che non è.
18,50

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