fbevnts Universale film - tutti i libri della collana Universale film, Lindau - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 3
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Lindau: Universale film

Jean-Luc Godard. Fino all'ultimo respiro

di Jacopo Chessa

editore: Lindau

pagine: 139

Fino all'ultimo respiro è uno di quei film in grado di offrire nuovi stimoli a ogni visione. Jacopo Chessa sottilinea quindi che quest'opera di Godard è l'unico film in grado di mettere d'accordo i detrattori e gli ammiratori dell'autore francese.
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Ingmar Bergman

Il settimo sigillo

di Marini Fabrizio

editore: Lindau

pagine: 149

Il settimo sigillo, a dispetto della sua estetica medievale, si impone ancora oggi come efficace esempio di prodotto storico-c
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Robert Wiene. Il gabinetto del dottor Caligari

editore: Lindau

pagine: 173

"Das Cabinet des Dr. Calidari" è stato a lungo al centro di discussioni, leggende e testimonianze contrastanti. Questa babele di voci ha prodotto due vittime: da un lato il film, con la sua complessità e il suo stile singolare, è stato a lungo escluso dall'interpretazione critica e considerato come il pretesto per una querelle; dall'altro Wiene è stato generalmente reputato come un regista di routine capitato per caso all'interno di una grande invenzione, dovuta principalmente agli sceneggiatori e agli scenografi. Lo studio di "Das Cabinet des Dr. Calidari" permette, invece, di rivelare una struttura filmica di alto livello formale, caratterizzata da una complessità di elementi compositivi, coordinati in un progetto registico forte. In particolare le componenti molteplici della messa in scena e i meccanismi sofisticati di produzione del senso attestano la rilevanza del progetto, che è in fondo la prima interrogazione cinematografica sulla verità del visibile e sulla sua ambiguità.
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Sam Peckinpah

Il mucchio selvaggio

di Mosca Umberto

editore: Lindau

pagine: 126

Il mucchio selvaggio è un film storico e insieme un film di personaggi che vivono, amano, pensano e muoiono con naturalezza, s
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John Ford. Sfida infernale

di Francesco Ballo

editore: Lindau

pagine: 180

Attraverso la fantasia cinematografica di John Ford rivive l'epica sfida all'OK Corral. Come in un diario leggendario si dipanano gli incontri tra personaggi quotidiani e miti ormai divenuti patrimonio comune. Il ritmo da sinfonia costruito dal regista in "Sfida infernale" rende sublime una vita da ultima frontiera, ancora disperata e violenta. Il testo di Francesco Ballo indaga i modi e i metodi della messa in scena fordiana, il suo montaggio classico, la direzione degli attori: elementi che rendono "Sfida infernale" un capitolo unico nella filmografia di Ford e in quella del cinema in generale.
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Marco Bellocchio

I pugni in tasca

di Costa Antonio

editore: Lindau

pagine: 166

Marco Bellochhio aveva 25 anni nel 1965 quando girò I pugni in tasca e più o meno la stessa età avevano i suoi principali coll
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Roman Polanski. Chinatown

di Silvio Alovisio

editore: Lindau

pagine: 146

"Chinatown - ha scritto Polanski - è un film sugli anni '30, ma visto con gli occhi dei '70". Le forme del cinema classico incontrano le inquietudini della modernità, in un equilibrio forse insuperato. Chinatown è un film d'autore e un film di genere, un film europeo e americano, un film sull'America e contro l'America, un noir oscuro esposto alla luce abbagliante della California. Un film polanskiano, sostenuto tuttavia da una sceneggiatura perfetta di Robert Towne (premio oscar 1974) e da due attori (Jack Nicholson e Faye Dunaway) eccezionalmente ispirati. Nel fascino retrò di un giallo alla Chandler, nella fitta tessitura degli sguardi che si scontrano e si confrontano, nell'ordito suggestivo dei simboli Chinatown invita a un viaggio dentro un inferno laico, governato dalla violenza e dalla colpa e percorso dal mistero insolubile di una verità sempre in fuga.
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Dino Risi. Il sorpasso

di M. Pia Comand

editore: Lindau

pagine: 101

È difficile parlare del "Sorpasso" senza fargli torto. Raccontare dello spessore della leggerezza di Risi senza cadere nella declamatoria che tanto accuratamente il regista ha sempre evitato. Descrivere i sentimenti contraddittori e potenti che si muovono dietro il cinismo goliardico di superficie, occultati dal gusto salace, genuinamente infantile, irresistibile, dello sberleffo. Rintracciare la presenza di un cineasta il cui timor di retorica e sguardo mai compiaciuto di sé tende istintivamente a occultare. Parlare del "Sorpasso" vuol dire produrre una teoria inarrestabile di ossimori. Perché Dino Risi ama i suoi personaggi anche quando sono imperfetti o addirittura sgradevoli e comunque non propriamente politically correct. Così come ama il tempo in cui vive anche se ha intuito, prima di altri, l'imbarbarimento dei costumi e delle emozioni, senza però mai giudicarli, anzi esaltandone paradossalmente i colori vitali. E ama il cinema senza complessi, rifuggendo con ironia la spocchia d'autore. Eppure Risi è autore, inequivocabilmente, nella capacità del suo "dire per immagini", nella felice ambiguità del suo guardare alle cose. Ed è con la stessa libertà di pensiero (anche critico) che "lI sorpasso" va rivisto, senza pregiudizi teorici né pregiudiziali analitiche.
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John Ford. Sentieri selvaggi

di Alberto Morsiani

editore: Lindau

pagine: 132

Attraverso il personaggio di Ethan Edwards - un soldato sudista che rientra a casa dopo la dolorosa esperienza della Guerra Civile - John Ford narra la storia dell'"eroe americano", coraggioso, solitario e intransigente. Ford realizza un western complesso, a suo modo misterioso, in un ambiente che ricorda la tragedia antica e in cui risuonano i mille significati del mito del West e insieme gli archetipi culturali americani: il rapporto tra le legge e l'etica, la necessità della violenza, la libertà dell'individuo sacrificata alle esigenze della collettività, il confronto tra l'adolescenza e l'età adulta, il viaggio e la scoperta dell'altro, il rapporto con una natura aperta e selvaggia.
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Ridley Scott. Blade Runner

di Roy Menarini

editore: Lindau

pagine: 110

All'epoca della sua uscita pochi potevano prevedere che Blade Runner sarebbe diventato il più celebre cult movie contemporaneo. Le ragioni di questo successo sono tuttora motivo di discussione: è l'ipotesi di un futuro credibile a conquistare gli spettatori o è piuttosto l'antica storia del detective e della sua caccia che rimane nella memoria per tanto tempo? Qualunque sia la spiegazione. Blade Runner offre poche certezze e molte suggestioni. Indicato da numerosi critici come l'atto di nascita di un cinema nuovo, citazionista, emozionante e patinato, in una parola postmoderno, oggi il capolavoro di Ridley Scott tradisce i suoi legami con i sogni della modernità. Blade Runner è il film che ha parlato la lingua segreta di ogni singolo spettatore.
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Tutti i film di Alfred Hitchcock

di Duncan Paul

editore: Lindau

pagine: 199

Una scheda analitica - e molto cinefila nel suo spirito classificatorio - per ogni film di Alfred Hitchcock, da "The Pleasure
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Howard Hawks

Scarface

di Gandini Leonardo

editore: Lindau

pagine: 100

Ispirato alle vere gesta di Al Capone, il film narra la scalata al potere di Tony Camonte (Paul Muni) nella Chicago violenta d
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