Magi Edizioni: Immagini dall'inconscio
Il gioco della sabbia. La terapia delle meraviglie
di Joël Ryce-Menuhin
editore: Magi Edizioni
pagine: 154
Il gioco della sabbia, tecnica psicoterapeutica basata sui concetti della psicologia junghiana, è attualmente utilizzato su larga scala dagli analisti junghiani di tutto il mondo. L'autore di questo libro, esponente di rilievo della terapia del gioco della sabbia in Gran Bretagna, traccia la storia della sua ventennale esperienza nell'utilizzo di questo metodo mostrando come nella costruzione delle "sabbie" emergono, "al di là delle parole e prima delle parole", le immagini archetipiche e sottolineando come la loro rappresentazione sia determinante per il percorso terapeutico.
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Le terapie immaginative
di Claudio Widmann
editore: Magi Edizioni
pagine: 637
Questo volume, che costituisce un'ampia e documentata rassegna delle psicoterapie immaginative, ricostruisce la storia e l'evoluzione delle diverse correnti, impostazioni e applicazioni, partendo dai tempi antichi e arrivando a quelli recenti, in cui sono entrate negli ospedali, negli ambulatori medici e nelle stanze della psicoterapia.
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Le conferenze alla Zofingia. 1896-1899
di Carl Gustav Jung
editore: Magi Edizioni
pagine: 175
Durante l'epoca degli studi universitari, dal 1895 ai 1900, C. G. Jung appartenne all'Associazione studentesca "Zofingia". Nell'ambito delle manifestazioni settimanali tenne cinque conferenze molto schiette e franche, talvolta formulate sarcasticamente, su temi filosofici, psicologici e teologici. Esse mostrano non solo la sua visione del mondo e i suoi interessi, come pure le questioni esistenziali che allora l'occupavano, ma anche un'evidente connessione con il suo pensiero successivo. L'introduzione di Marie-Louise von Franz inquadra le conferenze nello sfondo dell'epoca e stabilisce i collegamenti con le opere di C. G. Jung.
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Il simbolismo dei colori
di Claudio Widmann
editore: Magi Edizioni
pagine: 432
Il volume spiega il linguaggio dei colori nei suoi significati simbolico-universali. I colori possono essere "segni" e in questo senso i loro significati sono individuali, consci e convenzionali. I colori possono essere "simboli" e in questo senso i loro significati sono universali, inconsci, sovradeterminanti, intrinseci e corrispondono a contenuti emozionali complessi e ambivalenti. La realtà nel quale siamo immersi è una realtà colorata e il suo aspetto cromatico esercita una precisa influenza sull'organismo umano. I colori hanno determinato effetti fisiologici, esercitano influenze sul piano psichico ed emotivo.
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Psicologia analitica. Appunti del seminario tenuto nel 1925
di Carl Gustav Jung
editore: Magi Edizioni
pagine: 264
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La dinamica dei simboli. Fondamenti della psicoterapia junghiana
di Verena Kast
editore: Magi Edizioni
pagine: 212
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Corpo reale, corpo immaginario. Per una epistemologia psicoanalitica
di Alì Sami
editore: Magi Edizioni
pagine: 172
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Il colore vissuto. Le trasformazioni del colore nel processo analitico
di Magda Di Renzo
editore: Magi Edizioni
pagine: 142
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Impronte creative. La controversa eredità di Masud R. Khan
di Andreas Giannakoulas
editore: Magi Edizioni
pagine: 260
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Lettere
di Carl G. Jung
editore: Magi Edizioni
pagine: 1338
"L'atteggiamento di C. G. Jung nei confronti delle proprie lettere era ambivalente. Lo gravavano di un lavoro supplementare, e la massa, talvolta impressionante, di posta quotidiana lo assillava; tuttavia sentiva, in misura sempre crescente, il bisogno di corrispondere con il resto del mondo su questioni scientifiche, di rettificare malintesi nell'interpretazione dei suoi pensieri o di indicare una via a chi gli chiedeva consiglio. Venne così accumulandosi, nel corso di decenni, una grande quantità di lettere. Esse rappresentano oggi un complemento e una sorta di commento alla sua opera. Fu l'aspetto scientifico delle lettere a favorire la decisione di Jung di accordare il permesso per la loro pubblicazione. In origine aveva respinto fermamente quest'idea, non volendo presentare al pubblico ciò che era nato come espressione spontanea e come comunicazione. Il carattere frammentario del contenuto e una certa estemporaneità della forma non corrispondevano, peraltro, al suo bisogno di accuratezza. Negli anni tardi, quando il piano di pubblicazione delle lettere era già fissato, di tanto in tanto osservava che quanto appena dettato era formulato non solo come comunicazione al destinatario, ma soprattutto per "le lettere"." (dalla prefazione della curatrice)
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