Magi Edizioni: Immagini dall'inconscio
Le conferenze alla Zofingia. 1896-1899
di Carl Gustav Jung
editore: Magi Edizioni
pagine: 175
Durante l'epoca degli studi universitari, dal 1895 ai 1900, C. G. Jung appartenne all'Associazione studentesca "Zofingia". Nell'ambito delle manifestazioni settimanali tenne cinque conferenze molto schiette e franche, talvolta formulate sarcasticamente, su temi filosofici, psicologici e teologici. Esse mostrano non solo la sua visione del mondo e i suoi interessi, come pure le questioni esistenziali che allora l'occupavano, ma anche un'evidente connessione con il suo pensiero successivo. L'introduzione di Marie-Louise von Franz inquadra le conferenze nello sfondo dell'epoca e stabilisce i collegamenti con le opere di C. G. Jung.
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Il simbolismo dei colori
di Claudio Widmann
editore: Magi Edizioni
pagine: 432
Il volume spiega il linguaggio dei colori nei suoi significati simbolico-universali. I colori possono essere "segni" e in questo senso i loro significati sono individuali, consci e convenzionali. I colori possono essere "simboli" e in questo senso i loro significati sono universali, inconsci, sovradeterminanti, intrinseci e corrispondono a contenuti emozionali complessi e ambivalenti. La realtà nel quale siamo immersi è una realtà colorata e il suo aspetto cromatico esercita una precisa influenza sull'organismo umano. I colori hanno determinato effetti fisiologici, esercitano influenze sul piano psichico ed emotivo.
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Psicologia analitica. Appunti del seminario tenuto nel 1925
di Carl Gustav Jung
editore: Magi Edizioni
pagine: 264
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La dinamica dei simboli. Fondamenti della psicoterapia junghiana
di Verena Kast
editore: Magi Edizioni
pagine: 212
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Corpo reale, corpo immaginario. Per una epistemologia psicoanalitica
di Alì Sami
editore: Magi Edizioni
pagine: 172
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Il colore vissuto. Le trasformazioni del colore nel processo analitico
di Magda Di Renzo
editore: Magi Edizioni
pagine: 142
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Impronte creative. La controversa eredità di Masud R. Khan
di Andreas Giannakoulas
editore: Magi Edizioni
pagine: 260
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Lettere
editore: Magi Edizioni
pagine: 340
Le lettere raccolte nel presente volume ripercorrono la relazione epistolare, durata 15 anni, tra C.G. Jung e Padre Victor White, prete domenicano e teologo inglese. I loro scambi contribuiscono a chiarire l'evoluzione del pensiero junghiano e i collegamenti tra psicologia e religione. Jung sperava che questo dialogo lo aiutasse a reinterpretare i simboli cristiani classici, mentre padre White cercava appoggio al suo progetto di integrazione tra la psicologia analitica e la teologia cattolica. Entrambi erano pronti a impegnarsi in una collaborazione produttiva, ma in realtà le lettere testimoniano un'escalation di incomprensioni e fraintendimenti, che culminerà in un aspro disaccordo in seguito alla pubblicazione di Risposta a Giobbe da parte di Jung. È sulla natura del Diavolo, figurazione più scontata e diffusa dell'Ombra - scrivono nella prefazione all'edizione italiana M. Di Renzo e C. Widmann - che divergono e si oppongono le asserzioni di Jung e White dalle prime lettere del 1946 a quelle cruciali del 1955: Male assoluto «che c'era già quando ancora l'uomo non esisteva» o contingente Privazione di Bene (privatio boni), dovuta a mancanze e mancamenti di uomini troppo umani, al punto d'essere bestiali? Con doloroso rincrescimento e con lancinante rammarico Jung e White non evitano il confronto e non declinano l'affronto. Onestà psicologica lo vuole, convinzione condivisa lo impone: entrambi si riconoscono nell'assunto psicologico che la possibilità di evitare conflitti collettivi di proporzioni immani passa attraverso la capacità degli individui di contenere il conflitto interno dei contrari; che l'attenuazione dell'Ombra collettiva passa attraverso il confronto di singoli con l'Ombra personale. L'aver instancabilmente coltivato in sé la funzione sentimento fu il baluardo psicologico che consentì loro di farsi male senza diventare malvagi, di toccare la freddezza senza diventare estranei. A ostilità già aperte, quando padre White vive una profonda crisi spirituale, egli sa di potersi rivolgere con franchezza e fiducia a Jung. E la risposta che riceve è una delle testimonianze più alte nella letteratura dell'amicizia; è la partecipazione solida e solidale che si desidera da un amico nei passaggi bui dell'esistenza.
Fuori catalogo
Lettere
di Carl G. Jung
editore: Magi Edizioni
pagine: 1338
"L'atteggiamento di C. G. Jung nei confronti delle proprie lettere era ambivalente. Lo gravavano di un lavoro supplementare, e la massa, talvolta impressionante, di posta quotidiana lo assillava; tuttavia sentiva, in misura sempre crescente, il bisogno di corrispondere con il resto del mondo su questioni scientifiche, di rettificare malintesi nell'interpretazione dei suoi pensieri o di indicare una via a chi gli chiedeva consiglio. Venne così accumulandosi, nel corso di decenni, una grande quantità di lettere. Esse rappresentano oggi un complemento e una sorta di commento alla sua opera. Fu l'aspetto scientifico delle lettere a favorire la decisione di Jung di accordare il permesso per la loro pubblicazione. In origine aveva respinto fermamente quest'idea, non volendo presentare al pubblico ciò che era nato come espressione spontanea e come comunicazione. Il carattere frammentario del contenuto e una certa estemporaneità della forma non corrispondevano, peraltro, al suo bisogno di accuratezza. Negli anni tardi, quando il piano di pubblicazione delle lettere era già fissato, di tanto in tanto osservava che quanto appena dettato era formulato non solo come comunicazione al destinatario, ma soprattutto per "le lettere"." (dalla prefazione della curatrice)
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Su sogni e trasformazioni. Colloqui di Zurigo. Con 3 CD-ROM
di Carl G. Jung
editore: Magi Edizioni
pagine: 60
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