Mondadori: Oscar scrittori moderni
Il terzo uomo
di Graham Greene
editore: Mondadori
pagine: 192
Graham Greene ha lavorato tantissimo per il cinema; il suo capolavoro in questo campo è la sceneggiatura per "Il terzo uomo", diretto nel 1949 da Carol Reed con Orson Welles e Alida Valli. Parallelamente alla sceneggiatura, Greene scrisse l'omonimo romanzo, pubblicato nel 1950. Nella versione narrata, la celebre vicenda dello scrittore Rollo Martins - che approda nella Vienna occupata dell'immediato dopoguerra e si trova invischiato nei loschi traffici del suo amico d'infanzia Harry Lime - non viene raccontata dal punto di vista del protagonista, come sullo schermo, ma da quello, più disincantato e ironico, del colonnello Calloway, l'ufficiale dei servizi segreti britannici sulle tracce di Lime. È in lui, più che nella disperata e sconvolta figura di Martins, che si ritrova quella capacità di non prendersi troppo sul serio, quel dono di saper cogliere l'aspetto ridicolo delle circostanze drammatiche che accompagnano le figure più riuscite del repertorio "spionistico" greeniano.
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Il mare è mio fratello
di Kerouac Jack
editore: Mondadori
pagine: 389
Il mare è mio fratello è l'opera prima di Kerouac ventenne, un romanzo scritto nel 1943 che finora si credeva perduto
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La tela del ragno. Tre delitti a teatro
editore: Mondadori
pagine: 368
Quando, nel 1928, Agatha Christie assistette alla prima rappresentazione di un testo teatrale tratto da un suo romanzo, "L'assassinio di Roger Ackroyd", non apprezzò né il testo né l'interpretazione. Decise quindi di scrivere lei stessa una pièce con Hercule Poirot come protagonista. Il risultato fu "Caffè nero" (1930), nel quale il celebre investigatore belga è alle prese con un tentativo di rubare una formula segreta trasformatosi in omicidio. In seguito la scrittrice tornò a scrivere per il teatro, a volte adattando trame di propri romanzi, altre volte componendo testi originali: come "La tela del ragno" (1954), pensato per la brillante diva cinematografica Margaret Lockwood, con una divertente rivisitazione del vecchio cliché del passaggio segreto; o ancora come "L'ospite inatteso" (1958), considerato una delle sue opere più riuscite grazie al dialogo teso ed efficace e all'intrigo lineare. Con operazione inversa rispetto a quanto era solita fare la Christie stessa, dai tre testi teatrali il critico letterario Charles Osborne profondo conoscitore dell'opera della Christie oltre che interprete di "Caffè nero" in giovane età - ha tratto questi tre romanzi nei quali brilla tutta l'inventività narrativa e verbale della grande giallista.
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È caduta una stella
di Josephine Tey
editore: Mondadori
pagine: 220
"Una giovane stella del cinema viene ritrovata priva di vita, probabilmente annegata, sulla spiaggia vicino al cottage che aveva affittato. A un primo sguardo parrebbe una disgrazia, ma le unghie spezzate e il bottone impigliato tra i capelli sembrano suggerire che non si tratti né di un incidente né di suicidio. È omicidio. Alan Grant è chiamato a indagare. E se fin dal principio trova il caso interessante, man mano che si scoprono nuovi dettagli sulla vita della vittima e si disvela la fitta rete di personaggi a lei vicini che avrebbero potuto avere un movente per assassinarla, l'interesse lascia il posto allo sgomento. Ma il vero mistero è una donna, una nota astrologa, che ha predetto con precisione la morte violenta dell'attrice, e a teatro annuncia che l'assassino si trova tra il pubblico. Una storia intricata in cui la tensione non si allenta neanche per un attimo, con personaggi efficaci e vividi, come nella migliore tradizione di Josephine Tey." (P. D. James)
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La figlia del tempo
di Josephine Tey
editore: Mondadori
pagine: 179
"La figlia del tempo" (1951), l'ultimo libro di Josephine Tev, è probabilmente il romanzo più famoso della serie di Alan Grant. Definito da un noto critico "non soltanto una delle più grandi detective story dell'anno, ma di tutta la storia del romanzo giallo", è uno dei primi esempi di "armchair mystery", il "giallo in poltrona": l'investigatore, impossibilitato a muoversi, deve indagare rimanendo chiuso nella propria stanza, e dunque basandosi sulle prove che gli torniscono i colleghi. Alan Grant è confinato in un letto d'ospedale con una gamba rotta, quando una stampa di Riccardo III regalatagli da un'amica cattura la sua attenzione. Il re è passato alla storia per aver fatto rinchiudere nella Torre di Londra, e successivamente assassinare, i due giovani nipoti. Ma il nostro investigatore, osservando il volto e l'espressione di Riccardo III, non riesce a convincersi che si tratti di uno spietato assassino. Esaminando documenti e resoconti storici reperiti da un ricercatore americano, Alan Grant arriva alla conclusione che il crimine imputato a Riccardo III non è che una montatura orchestrata dai Tudor. Le indagini lo porteranno ad altre interessanti conclusioni sui grandi miti della Storia e su come gli uomini di potere riescano a imporre la propria versione dei fatti. Introduzione di P. D. James.
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Il ritorno dell'erede
di Josephine Tey
editore: Mondadori
pagine: 264
"L'ambientazione è la splendida tenuta di Latchetts, nella campagna inglese sul canale della Manica, con un fiorente allevamento di cavalli. L'erede di Latchetts, il tredicenne Patrick Ashby, è scomparso in mare otto anni prima. Un suicidio, sembrerebbe, in base alla scarna lettera d'addio ritrovata insieme ai suoi vestiti. Ma ecco che, proprio alla vigilia del suo ventunesimo compleanno, momento in cui Patrick avrebbe ereditato la proprietà, un giovanotto, identico agli Ashby e in possesso di informazioni che solo un membro della famiglia potrebbe sapere, rivendica di essere il ragazzo scomparso. Non si è trattato di un suicidio - racconta - ma di una fuga per mare. Per otto anni è vissuto in incognito all'estero. Conosce a menadito la casa, la scuderia, e ogni particolare della vita di Patrick. Tanto da convincere tutti. L'intera famiglia lo accoglie con gioia, a eccezione di Simon, il suo gemello, che il colpo di scena ha privato dell'eredità. Ma questo ragazzo è davvero Patrick? E se non è lui, chi è? E perché Simon è così spaventato all'idea che possa essere davvero lui? Un romanzo che mette in luce tutte le doti di Josephine Tey: descrizioni vivide, una trama intrigante, passione e mistero, personaggi che restano scolpiti nel cuore. E una lingua elegante, da assaporare pagina dopo pagina." (P. D. James)
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La strana scomparsa di Leslie
di Josephine Tey
editore: Mondadori
pagine: 213
"Un giovane e aitante fotografo americano, Leslie Searle, grazie a un fortuito incontro a una festa viene invitato a soggiornare in un paese di campagna in cui risiede un gruppo di artisti. Da lì Searle, insieme a un giornalista radiofonico, parte per una gita in canoa sul fiume, ma a metà del percorso sparisce senza lasciare traccia. Non è un territorio sconosciuto per l'ispettore Alan Grant, che ha già incontrato Searle, e ha un'amica, l'attrice Marta Hallard, con una casa proprio nello stesso villaggio. Che fine ha fatto il fotografo? Ha avuto un incidente? È stato rapito? Ha inscenato volutamente la sua sparizione? È stato ucciso? Certo, in caso di omicidio i sospettati sarebbero tanti, e Grant si trova ad affrontare un'indagine complicata, che risolve brillantemente grazie al suo intuito e alle sue doti investigative. Come in tutte le opere di Josephine Tey, i personaggi e l'ambientazione sono tanto vivi da sembrare veri, la scrittura è impeccabile e il finale davvero inaspettato." (P. D. James)
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La musica del mondo. Pensieri e letture
di Hermann Hesse
editore: Mondadori
pagine: 334
In occasione del settantacinquesimo compleanno, nel 1952, Hermann Hesse pubblicò una plaquette che raccoglieva trentanove "let
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La vittima
di Saul Bellow
editore: Mondadori
pagine: 288
Pubblicato nel 1947, a soli due anni dalla fine della guerra e nel paranoico clima del maccartismo, "La vittima" racconta di Asa Leventhal, quarantenne borghese ebreo di New York che, in un'estate dalla calura opprimente e in un momento delicato della propria vita familiare, incontra per caso un vecchio conoscente, Kirby Allbee. Costui lo accusa di essere la causa delle proprie disgrazie e inizia a molestarlo, fino a perseguitarlo in maniera ossessiva. In un crescendo di tensione, e in un dramma dell'identità nel quale i due personaggi incarnano alternativamente il ruolo del persecutore e della vittima, Leventhal esamina a fondo la propria responsabilità e il proprio senso di colpa (che è poi il sentimento degli ebrei americani rimasti indenni - a differenza di quelli europei - dallo sterminio), con un passaggio dal piano contingente e privato a quello storico-sociale e mistico-esistenziale. Introduzione di Alessandra Calanchi.
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La tragedia di Y
di Ellery Queen
editore: Mondadori
pagine: 289
Gli Hatter di Washington Square non sono molto amati; sono "gente cattiva" mormora il vicinato, viziosi e malati, nessuno escl
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I sotterranei
di Jack Kerouac
editore: Mondadori
pagine: 173
Alla radice di questo romanzo, pubblicato nel 1958 e subito processato per oscenità, c'è una vicenda reale, la storia d'amore vissuta dall'autore con una ragazza di colore, che in queste pagine rivive come in una confessione tanto difficile quanto liberatoria. Al centro, la figura di Mardou, sensuale, fascinosa, una creatura della notte attorno alla quale gira vorticosamente, ossessivamente, la vita dell'amante, e la città stessa (New York nella realtà, San Francisco nella finzione letteraria): una città onirica, cupa, frenetica, piena di alcol, di droghe, di sesso, di arte e di vita. Ma soprattutto, ciò che emerge dalla lettura dei "Sotterranei", è la rivoluzionaria lingua di Kerouac, che così descriveva la propria scrittura: "Ho inventato una nuova prosa, la prosa moderna, ondate spontanee e prive di revisioni, rapide, mozzafiato, come il jazz". Postfazione di Fernanda Pivano.
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I miracoli di Val Morel
di Dino Buzzati
editore: Mondadori
pagine: 110
A quarant'anni dalla sua scomparsa, gli Oscar Mondadori rendono omaggio a Dino Buzzati, una delle voci più nobili della letteratura e del giornalismo italiano, riproponendo "I miracoli di Val Morel", un libro pubblicato nel 1971 e mai più ristampato. Un'opera singolare, espressione dell'infinita fantasia dell'autore, corredata da bellissime immagini a colori e con prefazione di Intro Montanelli e postfazione di Lorenzo Viganò. Ultimo libro pubblicato da Buzzati in vita, "I miracoli di Val Morel" coniuga le due passioni di Buzzati, la scrittura e la pittura, ed è una sorta di repertorio immaginario di ex-voto dedicati a santa Rita da Cascia nella località di Val Morel, in provincia di Belluno, tutti dipinti dall'autore stesso e raccolti nel volume insieme al racconto delle peripezie dell'autore per trovare il fantomatico santuario di santa Rita che si rivelerà infine essere un semplice masso, sul quale i devoti affiggono gli ex-voto.
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