fbevnts Oscar storia - tutti i libri della collana Oscar storia, Mondadori - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 10
Vai al contenuto della pagina

Mondadori: Oscar storia

U-Boot

Storie di uomini e di sommergibili nella seconda guerra mondiale

di Valzania Sergio

editore: Mondadori

pagine: 262

Dal 1940 al 1943 le acque dell'Atlantico furono il teatro di una delle battaglie più lunghe e sanguinose della Seconda guerra
Fuori catalogo
11,00

Carthago delenda est. Ascesa e caduta di un'antica civiltà

di Richard Miles

editore: Mondadori

pagine: 476

Fondata, secondo la tradizione, nell'814 a.C. sulle coste dell'odierna Tunisia dagli abitanti fenici di Tiro, Cartagine si trasformò a poco a poco da fiorente centro commerciale in capitale di un impero con numerose e ricche colonie in ampie zone del Mediterraneo occidentale (Sardegna, Sicilia, Spagna). Quando Roma estese la propria egemonia sull'Italia meridionale, il confronto fra le due potenze degenerò in un interminabile e sanguinoso conflitto. Al termine della prima e della seconda guerra punica, fu chiaro che l'incontrastato dominio del Mediterraneo sarebbe toccato a Roma. Eppure, benché sconfitta, Cartagine era ancora "ingombrante" e minacciosa. Nel 146 a.C., al termine della terza guerra punica, le truppe romane al comando di Scipione Emiliano la raserò al suolo. Richard Miles sfida le narrazioni partigiane degli storici greci e romani, interroga criticamente le fonti, smascherandone le tendenziosità, le lacune e le manipolazioni. Il ritratto che ne emerge è quello di una città caratterizzata da una straordinaria vitalità economica, da una vocazione all'eclettismo e da una spiccata apertura verso altre culture. Nel ristabilire la verità dei fatti, Miles non solo ripara il torto storiografico subito da Cartagine, ma incrina profondamente la schematica visione di un mondo greco-romano come unico faro di civiltà in un contesto di incultura e barbarie, segnalando così la necessità di una riflessione autocritica sulle radici dell'Occidente.
Contattaci
13,00

Il bosco nel cuore

Lotte e amori delle brigantesse che difesero il Sud

di Guerri Giordano B.

editore: Mondadori

pagine: 223

Nella storia del brigantaggio e della durissima repressione scatenata dall'esercito sabaudo per il controllo del Sud, finora è
Fuori catalogo
11,00

Quelli che dissero no. 8 settembre 1943: la scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani

di Arrigo Petacco

editore: Mondadori

pagine: 172

L'8 settembre 1943, quando dopo 1201 giorni di guerra il maresciallo Pietro Badoglio annunciò la firma dell'armistizio con gli
Fuori catalogo
10,00

Gli ultimi boss. Ascesa e caduta della più importante famiglia mafiosa

di John Follain

editore: Mondadori

pagine: 372

Negli ultimi quarant'anni, i volti della mafia siciliana sono stati per tutti quelli di Salvatore Riina e di Bernardo Provenza
Fuori catalogo
11,50

La battaglia di Canne. Il trionfo di Annibale

editore: Mondadori

pagine: 288

Il 2 agosto 216 a.C. è la data più funesta nella storia della Roma repubblicana. L'esercito romano, guidato dai due consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, si scontrò con quello cartaginese, comandato da Annibale, nella sanguinosa battaglia di Canne, uno dei fatti d'armi più famosi nella storia. Fu una catastrofe militare senza precedenti, le cui dimensioni, dopo ventidue secoli, non finiscono di stupire e sgomentare: secondo molti il numero delle vittime fu pari a quello provocato dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, ma alcuni studiosi sostengono che fu molto più alto. Eppure a Canne non c'erano armi da fuoco, nessun grosso calibro di artiglieria e, naturalmente, non c'erano gli aerei. Si combattè con dardi, pietre e giavellotti, armi bianche e primitive, zoccoli di cavalli, calci e morsi. L'esercito di Annibale riuscì a neutralizzare e ad annientare la potente macchina militare romana, dando ai suoi avversari uno scacco matto in tre mosse: sgominando la cavalleria, facendo flettere al centro le proprie fanterie, accerchiando il nemico. Quella di Canne è la battaglia più studiata dai generali e dagli esperti di storia militare perché rappresenta lo scontro campale per eccellenza, l'apoteosi della scaltrezza e della duttilità di manovra di un esercito in guerra e il suo fascino grandioso e sinistro continua ancora oggi a suscitare interesse nei lettori.
Contattaci
10,50

J. Edgard Hoover. La vita e i segreti del primo capo dell'FBI

di Curt Gentry

editore: Mondadori

pagine: 569

Per quasi cinquant'anni J. Edgar Hoover detenne negli Stati Uniti un potere pressoché illimitato, condizionando tutti i presidenti, da Roosvelt a Nixon. Si ergeva a campione della legalità e si proclamava strenuo difensore della giustizia, ma fece spesso uso di mezzi illegali per liquidare chiunque intendesse opporglisi. Ipocondriaco divenuto eroe nazionale, scapolo ossessionato dalle maldicenze sulle sue abitudini sessuali, con i suoi famigerati schedari Hoover cambiò letteralmente il corso della storia americana e mondiale. Appoggiò il maccartismo, ricattò i fratelli Kennedy, influenzò la corte suprema, ostacolò il movimento dei diritti civili... Come ci riuscì? Aveva connessioni con la malavita? Perché furono seriamente compromesse le indagini sui delitti Kennedy e Martin Luther King? A tutte queste domande risponde la biografia di Curt Gentry, con un approfondito lavoro di ricerca, una consistente mole documentaria e basandosi su testimonianze dirette.
Contattaci
13,00

Il mestiere delle armi. Le forze armate dell'antica Roma

di Federica Guidi

editore: Mondadori

pagine: 373

"Fanno il deserto e lo chiamano pace
Fuori catalogo
12,00

Tutankhamon. Il ragazzo dietro la maschera

di Charlotte Booth

editore: Mondadori

pagine: 159

Il nome di Tutankhamon riporta alla mente immagini di tesori favolosi, tombe nascoste, tremende maledizioni. Ma la vita di questo leggendario faraone rimane per lo più avvolta dal mistero. Cosa ne ha causato la morte, oltre tremilatrecento anni fa? Perché la sua tomba è stata chiusa così accuratamente, tanto da rimanere quasi intatta fino al 1922? E quali rapporti aveva con la famiglia, la moglie, gli alleati? Insieme ai ricchi oggetti rinvenuti da Howard Carter, nella tomba ci sono cibo e molti effetti personali (abiti, giochi). Tali ritrovamenti, qui mostrati al vasto pubblico, gettano nuova luce su questo sovrano e sul mondo in cui è vissuto. Si scopre così che, unico sopravvissuto a un morbo che colpì la sua famiglia, salì al trono poco più che fanciullo regnando in un momento particolarmente turbolento della storia dell'Egitto antico, cercando di garantire, per il breve periodo del suo regno, unità interna e pacificazione con i popoli vicini. E lasciando in eredità agli studiosi contemporanei una serie di interrogativi che solo ora iniziano a trovare risposta.
Contattaci
11,00

Le frasi celebri nella storia d'Italia

Da Vittorio Emanuele II a Silvio Berlusconi

di Capurso Antonello

editore: Mondadori

Bixio, qui si fa l'Italia o si muore! disse Garibaldi al suo generale che proponeva la ritirata durante la difficile battaglia
Fuori catalogo
11,50

Il Terzo Reich al potere

1933-1939

di Evans Richard J.

editore: Mondadori

pagine: 846

Per la sua rovinosa e devastante incidenza sul corso del XX secolo, la Germania nazista ha posto e continua a porre agli stori
Fuori catalogo
17,00

Dux. Benito Mussolini: una biografia per immagini

di Pasquale Chessa

editore: Mondadori

pagine: 396

Il fascismo fu vera dittatura, ma anche, se non una farsa, certamente un grande spettacolo. E Mussolini ne fu il regista unico: regista di se stesso e del suo pubblico. Molto più del cinema, dell'arte figurativa o dell'architettura, la fotografia, al pari della parola, è stata il principale veicolo del consumo totalitario. Con essa l'immagine del duce diventa personale, portatile, trasferibile, riproducibile e collezionabile. Questo primato della fotografia, però, non è stato finora rappresentato in maniera adeguata negli studi sul fenomeno fascista, cosicché sappiamo tutto del cinema, della radio, dell'architettura, ma è ancora difficile trovare il bandolo dell'immagine che il Ventennio ha lasciato impressa su migliaia di vetrini, fatta stampare su milioni di cartoline, pubblicata sui giornali e diffusa all'estero, regalata alle madri dei caduti come ai bambini. Piano piano, al principio in maniera spontanea e naturale, l'immagine del duce si è radicata nel paesaggio urbano e nelle campagne, funzionando come un messaggio pubblicitario, prima di diventare propaganda prodotta in serie dalla macchina del consenso. Anche quando l'esito disastroso della seconda guerra mondiale minò il carisma di Mussolini, la fotografia sembrò rimanere l'unico suo contatto diretto con l'esperienza della realtà. Fino all'adunata di piazzale Loreto, quando egli partecipò per l'ultima volta da protagonista, sotto gli obiettivi dei fotografi accorsi in gran numero.
Contattaci
15,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.