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Mondadori: Oscar storia

Gli eroi di Montecassino

Storia dei polacchi che liberarono l'Italia

di Garibaldi Luciano

editore: Mondadori

pagine: 175

Quando, il 1° settembre 1939, la Polonia fu invasa da Hitler e in seguito smembrata tra tedeschi e russi, molti giovani polacc
11,00

Francesco d'Assisi

di Franco Cardini

editore: Mondadori

pagine: 252

Il vasto e perdurante interesse suscitato da Francesco d'Assisi - vissuto a cavallo fra il XII e il XIII secolo - scaturisce d
10,50

I figli di Marte. L'arte della guerra nell'antica Roma

di Gastone Breccia

editore: Mondadori

pagine: 425

La celebre leggenda che lega la fondazione di Roma a Marte, padre di Romolo e Remo, rispecchia l'attitudine quasi istintiva de
12,00

Alberto Sordi

L'Italia in bianco e nero

di Fofi Goffredo

editore: Mondadori

Più di ogni altro attore italiano della seconda metà del Novecento, Alberto Sordi ci ha mostrato quello che siamo e che forse
11,00

D'Annunzio

Il poeta armato

di Spinosa Antonio

editore: Mondadori

pagine: 344

Il poeta delle "Laudi", il romanziere del "Piacere" e il drammaturgo della "Figlia di Jorio"; l'audace aviatore della Grande G
11,00

Cina

di Kissinger Henry

editore: Mondadori

pagine: 514

Quando, nel luglio 1971, Henry Kissinger, all'epoca consigliere per la Sicurezza nazionale del presidente americano Nixon, si
13,00

Carthago delenda est. Ascesa e caduta di un'antica civiltà

di Richard Miles

editore: Mondadori

pagine: 476

Fondata, secondo la tradizione, nell'814 a.C. sulle coste dell'odierna Tunisia dagli abitanti fenici di Tiro, Cartagine si trasformò a poco a poco da fiorente centro commerciale in capitale di un impero con numerose e ricche colonie in ampie zone del Mediterraneo occidentale (Sardegna, Sicilia, Spagna). Quando Roma estese la propria egemonia sull'Italia meridionale, il confronto fra le due potenze degenerò in un interminabile e sanguinoso conflitto. Al termine della prima e della seconda guerra punica, fu chiaro che l'incontrastato dominio del Mediterraneo sarebbe toccato a Roma. Eppure, benché sconfitta, Cartagine era ancora "ingombrante" e minacciosa. Nel 146 a.C., al termine della terza guerra punica, le truppe romane al comando di Scipione Emiliano la raserò al suolo. Richard Miles sfida le narrazioni partigiane degli storici greci e romani, interroga criticamente le fonti, smascherandone le tendenziosità, le lacune e le manipolazioni. Il ritratto che ne emerge è quello di una città caratterizzata da una straordinaria vitalità economica, da una vocazione all'eclettismo e da una spiccata apertura verso altre culture. Nel ristabilire la verità dei fatti, Miles non solo ripara il torto storiografico subito da Cartagine, ma incrina profondamente la schematica visione di un mondo greco-romano come unico faro di civiltà in un contesto di incultura e barbarie, segnalando così la necessità di una riflessione autocritica sulle radici dell'Occidente.
13,00

Il bosco nel cuore

Lotte e amori delle brigantesse che difesero il Sud

di Guerri Giordano B.

editore: Mondadori

pagine: 223

Nella storia del brigantaggio e della durissima repressione scatenata dall'esercito sabaudo per il controllo del Sud, finora è
11,00

Quelli che dissero no. 8 settembre 1943: la scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani

di Arrigo Petacco

editore: Mondadori

pagine: 172

L'8 settembre 1943, quando dopo 1201 giorni di guerra il maresciallo Pietro Badoglio annunciò la firma dell'armistizio con gli
10,00

Le battaglie dei cavalieri. L'arte della guerra nell'Italia medievale

di Marco Scardigli

editore: Mondadori

pagine: 485

La storia militare è fatta di strategie, logistica, tecniche e tecnologie. Ma è soprattutto una storia di uomini. Ed è questo il volto delle vicende belliche che racconta Marco Scardigli analizzando le battaglie avvenute sul suolo italiano dall'invasione longobarda, nel VI secolo, al Trecento. Con il risultato di sgombrare il campo da luoghi comuni e falsi miti, a cominciare dall'icona del cavaliere senza macchia e senza paura, rivestito di una sfolgorante armatura quanto di un alone di leggenda non sempre giustificato. Scorrono, pagina dopo pagina, i piccoli conflitti, tra feudatari o tra città, e le grandi guerre con gli episodi resi immortali dalla letteratura: dalla battaglia di Legnano, attorno a cui si è costruita l'epica dei comuni italiani, a Montaperti, "lo strazio e 'l grande scempio / che fece l'Arbia colorata in rosso", fino a Campaldino, nella quale combatté l'Alighieri stesso. I protagonisti hanno talvolta nomi famosi, come Carlo Magno, Barbarossa e Federico II, ma sono soprattutto i signori e le città italiane e i tanti popoli, dalle tribù germaniche ai bizantini, dai normanni agli arabi, che nel corso di otto secoli hanno vissuto e combattuto sui territori della penisola.
13,00

Gli ultimi boss. Ascesa e caduta della più importante famiglia mafiosa

di John Follain

editore: Mondadori

pagine: 372

Negli ultimi quarant'anni, i volti della mafia siciliana sono stati per tutti quelli di Salvatore Riina e di Bernardo Provenza
11,50

La battaglia di Canne. Il trionfo di Annibale

editore: Mondadori

pagine: 288

Il 2 agosto 216 a.C. è la data più funesta nella storia della Roma repubblicana. L'esercito romano, guidato dai due consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, si scontrò con quello cartaginese, comandato da Annibale, nella sanguinosa battaglia di Canne, uno dei fatti d'armi più famosi nella storia. Fu una catastrofe militare senza precedenti, le cui dimensioni, dopo ventidue secoli, non finiscono di stupire e sgomentare: secondo molti il numero delle vittime fu pari a quello provocato dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, ma alcuni studiosi sostengono che fu molto più alto. Eppure a Canne non c'erano armi da fuoco, nessun grosso calibro di artiglieria e, naturalmente, non c'erano gli aerei. Si combattè con dardi, pietre e giavellotti, armi bianche e primitive, zoccoli di cavalli, calci e morsi. L'esercito di Annibale riuscì a neutralizzare e ad annientare la potente macchina militare romana, dando ai suoi avversari uno scacco matto in tre mosse: sgominando la cavalleria, facendo flettere al centro le proprie fanterie, accerchiando il nemico. Quella di Canne è la battaglia più studiata dai generali e dagli esperti di storia militare perché rappresenta lo scontro campale per eccellenza, l'apoteosi della scaltrezza e della duttilità di manovra di un esercito in guerra e il suo fascino grandioso e sinistro continua ancora oggi a suscitare interesse nei lettori.
10,50

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