Mondadori: Piccola biblioteca oscar
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Magazzino 18. Storie di italiani esuli d'Istria, Fiume e Dalmazia
editore: Mondadori
pagine: 158
Montagne di sedie aggrovigliate come ragni di legno. Legioni di armadi desolatamente vuoti. Letti di sogni infranti. E poi lettere, fotografie, pagelle, diari, reti da pesca, pianoforti muti, martelli ammucchiati su scaffalature imbarcate dall'umidità. Questi e innumerevoli altri oggetti d'uso quotidiano riposano nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Oltre sessant'anni fa tutte queste masserizie furono consegnate al Servizio Esodo dai legittimi proprietari, gli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia, un attimo prima di trasformarsi in esuli: circa trecentocinquantamila persone costrette a evacuare le loro case e abbandonare un'intera regione in seguito al Trattato di pace del 10 febbraio 1947, che consegnò alla Jugoslavia di Tito quel pezzo d'Italia da sempre conteso che abbraccia il mare da Capodistria a Pola. Di questa immensa tragedia quasi nessuno sa nulla. Delle foibe, delle esecuzioni sommarie che non risparmiarono donne, bambini e sacerdoti, della vita nei campi profughi e del dolore profondissimo per lo sradicamento e la cancellazione della propria identità pochissimi hanno trovato il coraggio di parlare nei decenni che seguirono. Eppure è storia recente, a portata di mano e soprattutto abbondantemente documentata: basta aprire le porte del Magazzino 18. Porte che Simone Cristicchi ha spalancato.
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Elogio dell'invecchiamento. Viaggio alla scoperta dei dieci migliori vini italiani (e di tutti i trucchi dei veri sommelier)
di Andrea Scanzi
editore: Mondadori
pagine: 314
Conseguito il diploma da sommelier e l'attestato da degustatore ufficiale, Andrea Scanzi decide di partire alla scoperta dei l
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L'oceano in fondo al sentiero
di Neil Gaiman
editore: Mondadori
pagine: 191
Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l'uomo è irresistibilmente attratto dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune - Lettie Hempstock -, sua madre e sua nonna. Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno (quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino. Quarant'anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L'orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero... La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang.
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Corro perché mia mamma mi picchia
editore: Mondadori
pagine: 190
Siamo abituati a vederlo insieme agli inseparabili Aldo e Giacomo, ma in questo libro Giovanni Storti si presenta in una veste insolita, maglietta e pantaloncini, e ci parla della sua più grande passione fuori dal palco, quella per la corsa. Lo fa alla sua maniera, con la consueta ironia, con un intreccio di leggerezza e profondità. Alternandosi nel racconto con Franz Rossi, compagno di avventure e di allenamenti, Giovanni, instancabile "assaggiatore di corse", pronto a sfidare il caldo come il freddo, a correre di giorno e di notte, a qualsiasi latitudine o altitudine, ci spiega come ha scoperto, o meglio riscoperto, questa vena atletica. Dalle fughe infantili per sottrarsi alle ciabattate materne a una pratica ritrovata, non tanto per motivazioni salutistiche, quanto perché la corsa ha il fascino di una vera arte. Ci addentriamo così, in compagnia dei due protagonisti, negli itinerari delle gare più coinvolgenti, sentiamo con loro la fatica ma anche il piacere di misurarsi con se stessi e con gli altri, la gioia di superare i propri limiti. E soprattutto impariamo a guardare con curiosità ed emozione i luoghi e l'umanità che si incontrano lungo il tragitto. Si aprono davanti a noi scorci di una Milano, quella dei Navigli, dei parchi e della Montagnetta di San Siro, lontana dall'affannata metropoli dell'immaginario collettivo. Prefazione di Giacomo Poretti
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È così lieve il tuo bacio sulla fronte. Storia di mio padre Rocco, giudice ucciso dalla mafia
di Caterina Chinnici
editore: Mondadori
pagine: 136
Il 29 luglio 1983 la mafia fa esplodere un'autobomba in via Pipitone Federico a Palermo: muoiono il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere dello stabile dove il magistrato viveva insieme alla moglie e ai figli. Rocco Chinnici era da tempo nel mirino. Innovatore e precursore dei tempi, aveva intuito che, per contrastare efficacemente il fenomeno mafioso, era necessario riunire differenti filoni di indagine, comporre tutte le informazioni e le conoscenze che ne derivavano. Per farlo, riunì sotto la sua guida un gruppo di giudici istruttori: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Giuseppe Di Lello. L'anno dopo la sua morte, questo gruppo prenderà il nome di "pool antimafia". La storia ci tramanda come e perché Rocco Chinnici sia stato ucciso. Ci tramanda un eroe. A lui però non sarebbe piaciuto essere chiamato così. Era prima di tutto un uomo, un padre, cui è toccata in sorte una vita straordinaria, o forse un destino, che lui ha scelto di assecondare fino alle estreme conseguenze. Dopo decenni di silenzio, Caterina Chinnici, la figlia primogenita - a sua volta giudice, a sua volta impegnata nella lotta alla mafia, a sua volta sotto scorta - sceglie di raccontare la loro vita "di prima", serena nonostante le difficoltà, e la loro vita "dopo". Sceglie di raccontare come lei, i suoi fratelli e la madre abbiano imparato nuovamente a vivere e siano riusciti a decidere di perdonare: l'unico modo per sentirsi degni del messaggio altissimo di un padre e un marito molto amato...
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Io lo chiamo cinematografo
editore: Mondadori
pagine: 469
"Il cinema, allora, era una grande famiglia, è vero. C'era un rapporto di comprensione, anche di affetto. Poi ci sentivamo tutti parte di una grande avventura, far rivivere sullo schermo la vita." Proprio di "grande avventura" è il caso di parlare a proposito di Francesco Rosi, classe 1922, che in questo libro ha deciso di raccontare la propria vita e i segreti del suo mestiere a un altro regista, il suo amico Giuseppe Tornatore. È in famiglia, nella Napoli degli anni Trenta, "legata a doppio filo con il suo mare", che tutto comincia: papà Sebastiano, appassionato di cinematografo, gli scatta magnifici fotoritratti, ispirandosi anche a Jackie Coogan, il protagonista del Monello di Charlie Chaplin. Poi ci sono zio Pasqualino, "capo-claque" nei teatri di rivista, e zia Margherita, che lo accompagna ogni giovedì al cinema, dove il piccolo Francesco scopre la magia dei primi film muti. Nell'immediato dopoguerra Rosi si trasferisce a Roma dove, insieme a una spiccata passione per il teatro e per la letteratura, porta con sé lo stupore per quelle sagome di ombre e luci che si agitano su uno schermo bianco. E capisce che il cinema diventerà il suo mestiere. In questo libro-intervista che è insieme autobiografia e saggio critico, Rosi ci svela una miniera di informazioni e aneddoti che riguardano i suoi film e la sua carriera di regista, senza lasciare "fuori campo" gli aspetti più intimi e privati di una vita intensa e coraggiosa.
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Prigione con piscina
di Luigi Carletti
editore: Mondadori
pagine: 220
Appartamenti lussuosi, giardini curati, ampia piscina scintillante: Villa Magnolia è un angolo di paradiso ritagliato nel cuore di Roma. Per Filippo Ermini, giovane professore universitario esperto di "new media", Villa Magnolia tuttavia non è altro che una prigione, anche se dorata e senza sbarre. Costretto su una sedia a rotelle da un incidente motociclistico, Filippo trascorre le sue giornate con Isidro, l'insostituibile domestico peruviano da sempre al servizio della sua famiglia. Ma inaspettatamente, nel mezzo di pensieri sempre più tetri, la deprimente routine quotidiana di Filippo viene sconvolta da un nuovo arrivato. Un uomo misterioso, il sorriso sicuro ma la schiena martoriata da spaventose cicatrici... Chi è Rodolfo Raschiani, detto Rudy? Cosa ci fa a Villa Magnolia? Non esce mai dal suo appartamento, se non per nuotare a lungo: ogni giorno alla stessa ora, e per sedurre con la sua conversazione affascinante la piccola folla a bordo piscina. E mentre instaura con l'ineffabile Isidro un inspiegabile sodalizio, Rudy inizia con Filippo un gioco di avvicinamenti, dubbi e rivelazioni che li porterà a scavare uno nella vita dell'altro... Luigi Carletti dà vita a un giallo dal ritmo serrato, in cui la violenza e la meschinità della vita divampano fuori campo e sulla superficie della piscina affiorano una per una, seducenti e pericolosissime, passioni a lungo sopite, misteri troppo a lungo celati, conti che chiedono di essere saldati.
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Acqua santissima. La Chiesa e la 'ndrangheta: storia di potere, silenzi e assoluzioni
editore: Mondadori
pagine: 194
La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paes
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Galveston
di Nic Pizzolatto
editore: Mondadori
pagine: 266
Roy Cady, pregiudicato, lavora come "persuasore" per un mafioso di New Orleans
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Il salmone del dubbio
di Adams Douglas
editore: Mondadori
Il materiale che compone questo libro è stato recuperato dai quattro computer e dagli archivi dell'autore, stroncato da un inf
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I randagi
di Antonio Moresco
editore: Mondadori
pagine: 146
Tutto nasce dalla foto segnaletica di un sovversivo di nome Moresco - per di più maledettamente somigliante all'autore di questo libro - ritrovata da un amico al Casellario Politico Centrale di Roma. Questa casuale scoperta è la miccia che accende la curiosità dello scrittore, lo spinge a esplorare il difficile passato della propria famiglia, a scoprire memorie scritte e vecchie fotografie, a svuotare scatole impolverate, a esaminare incartamenti dimenticati con ritrovamenti inattesi, a compiere un lungo viaggio per incontrare parenti finiti dall'altra parte del mondo. Ne viene fuori un romanzo per parole e immagini che, partendo da una piccola storia, si allarga sempre più fino a raccontare non solo la diaspora della propria famiglia, i destini di nonni, zii, genitori e cugini, di figli abbandonati alla nascita, di fratelli finiti in due campi opposti, di vagabondi e reduci di guerre e di rivoluzioni perdute, ma anche la diaspora di un intero mondo. "Brandelli dolorosi e ancora sanguinanti di vita che mi sono arrivati in mano all'improvviso, conservati nonostante tutto e passati di mano in mano attraverso il tempo e lo spazio dai membri di questa povera e tormentata famiglia come se fossero le memorie di una casata reale." Un viaggio dentro il pozzo segreto della propria famiglia che diventa a poco a poco anche un viaggio dell'autore dentro se stesso.
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