Moretti & vitali: Narrazioni della conoscenza
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L'autobiografia della vita malata
Benjamin, Blanchot, Dostojevskij, Leopardi, Nietzsche
di Moroncini Bruno
editore: Moretti & vitali
pagine: 147
L'autobiografia della vita malata ci parla del rapporto sempre più stretto che nella cultura novecentesca viene a istituirsi f
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Viaggio attraverso la gioventù
Secondo un itinerario recente
di Montano Lorenzo
editore: Moretti & vitali
pagine: 192
Il protagonista di questo romanzo descrive l'adolescenza come un "breve tumulto d'ombre cose passioni, incoerenti", fatte di "
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Ludus mundi. Idea della filosofia. Con un poemetto di Pasquale Panella
di Saviani Lucio
editore: Moretti & vitali
pagine: 219
Il gioco: il più eversivo dei pensieri
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L'opera oltre l'oggetto. Sull'esperienza simbolica dell'evento artistico
di Romano Gasparotti
editore: Moretti & vitali
pagine: 198
L'arte ormai è dappertutto, pronta ad attirare la curiosità di un pubblico che desidera fare esperienza in un mondo che, più si globalizza, più vede crescere il deserto esperienziale. Ma sembra anche sistematicamente oltrepassare qualsiasi linea di demarcazione volta a definire che cosa è propriamente artistico rispetto a ciò che non lo è. Proponendosi, dunque, come un autentico problema per la filosofia, le cui risposte, tuttavia, rischiano di essere poco pertinenti, nel loro rimanere saldamente arroccate attorno ai poteri "forti" e "visibili" dell'oggetto, del significato e del concetto. La stessa critica d'arte si limita perlopiù a fornire parafrasi verbali dell'opera. Perché non provare, allora, a confrontarsi profondamente con l'arte all'opera, senza volerla addomesticare e senza ricondurla totalmente alle macchinazioni dei poteri visibili? Un esperimento filosofico, che non solo potrebbe riconciliarci con l'evento, ma anche disostruire i blocchi e i condizionamenti, che precludono le possibilità di un autentico esperire. Contribuendo, infine, a restituire alla filosofia stessa il suo originario carattere di arte delle Muse, le quali, notoriamente, non parlavano, bensì cantavano e danzavano... I saggi qui raccolti muovono dal tentativo di interpretare l'arte all'opera secondo il modello della danza, intesa come ciò che può scaturire solo dall'ineffabile contatto con quanto non si può pensare.
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La nostalgia. Quando dunque si è a casa? Ulisse, Enea, Arendt
di Barbara Cassin
editore: Moretti & vitali
pagine: 93
"Questo libro interroga, con la 'nostalgia', il rapporto tra patria, esilio e lingua materna. L'Odissea, che racconta le peripezie di Ulisse e del suo ritorno incessantemente differito, è il poema per eccellenza della nostalgia. Il segno, squisitamente simbolico, che Ulisse è finalmente tornato 'a casa', nella sua patria, è il letto radicato, scavato con le sue mani in una pianta d'ulivo intorno a cui ha edificato la sua dimora, un segreto che condivide con la sua sposa. Radicamento e sradicamento: ecco la nostalgia. La patria, Enea la porta con sé quando fugge da Troia in fiamme con il padre Anchise e gli dèi lari sulle spalle. Va errando di luogo in luogo finché Giunone, il cui odio lo insegue, concede di lasciargli fondare quella che diventerà Roma, ma a una condizione: che dimentichi il greco e parli, dice Virgilio, 'con una sola bocca' insieme e come i Latini. L'epopea fondatrice è anche, in questo caso, fondatrice di lingua. Avere per patria la propria lingua, per unica patria addirittura. Così, nei tempi bui in cui vive, Hannah Arendt, 'naturalizzata' nel suo esilio americano, sceglie di definirsi non rispetto a un paese o a un popolo, ma soltanto rispetto a una lingua, la lingua tedesca. È questa lingua che le manca e che vuole udire." (Dal testo introduttivo di Barbara Cassin)
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Meditazioni sul poetico
di Antonio Prete
editore: Moretti & vitali
pagine: 187
"Nel paese della poesia. Nella terra dove l'invisibile si affaccia con i suoi riverberi, l'impossibile con le sue trasparenze, il non accaduto con le sue fantasmagorie. Sostarvi - per ascoltare la musica del pensiero, per scorgere il sorriso del pensiero - vuol dire fare esperienza del confine dove sapere e ritmo si congiungono nella parola, e nell'immagine. Dialogare con i poeti, con le loro voci, e le loro lingue, con la sapienza e il tremore e il fulgore dei loro versi, non è solo un esercizio di passione intellettuale e di interpretazione. E un gesto corporeo, in cui tutti i sensi sono in azione, tesi a sporgersi su quell'estremo che la lingua può accogliere, o sfiorare, intenti a percepire i lampi di quell'altra vita, di quel baudelairiano "autre monde", che l'energia della parola, e i silenzi che la abitano, possono mostrarci, nel cuore della nostra finitudine. La poesia, come il sorriso, "aggiunge un filo alla tela brevissima della nostra vita": l'immagine leopardiana ci accompagna nel cammino mentre viaggiamo nelle terre della poesia. Anche laddove quel cammino incontra, proprio con la lingua e nella lingua poetica, l'asperità del dolore, la ferita del vivente, il tragico della storia, il cielo chiuso di una felicità negata." Dalla premessa dell'autore
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Il satiro e la luna blu
di Carla Stroppa
editore: Moretti & vitali
pagine: 274
Dopo il precedente "La luce oltre la porta", l'autrice, con questo suo nuovo libro, propone un viaggio verso la ricomposizione poetica dell'identità frammentata. La vita può essere intesa nei suoi aspetti fondanti se lo sguardo sa spingersi sin dove lumeggia quella visione originaria che, offrendosi come specifica modalità dell'intuizione immaginativa, fa assistere l'Io alla manifestazione primaria del suo esserci nel mondo. A partire da questa visione, portata a coscienza nelle sue implicazioni esistenziali, ciascuno sceglierà e deciderà l'orientamento del suo pensiero e delle sue azioni. Tuttavia tracciare un percorso tra pensiero ed esperienza è cosa difficile in un tempo in cui l'essere umano ha persino dimenticato di sognare. Il satiro e la luna blu si precisa come un vero e proprio viaggio a ritroso: dalla razionalità astratta, che mira a depurare il linguaggio da ogni sovraccarico simbolico, al "cuore visionario dell'immaginazione", che, al contrario, dalle immagini si lascia volutamente trascinare, le assimila e le rivive per offrirsi alla "reverenza poetica" nei confronti dell'esistenza. Nel corso di questo viaggio "lungo e solitario" si è indotti a riflettere sulla natura delle illusioni e dei "travestimenti" a cui l'Io è ricorso nel tentativo di adattarsi al mondo. Alla fine, tali illusioni verranno comprese nel loro ambivalente significato e gli occhi si apriranno su scenari immaginativi e conoscitivi imprevedibili.
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Labirinto veneziano
di Gasparini Lagrange Marina
editore: Moretti & vitali
pagine: 119
Con "Labirinto veneziano", Marina Gasparini Lagrange ci induce a meditare su ciò che noi effettivamente siamo; sul "mistero" c
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Cittàteatro
La città a venire
di Finazzer Flory Massimiliano
editore: Moretti & vitali
pagine: 118
Attraverso 100 domande in 100 micro-saggi Massimiliano Finazzer Flory riflette sulla città e sulle suggestioni ad essa correla
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