Moretti & vitali: Narrazioni della conoscenza
Alfabeto delle proprietà. Filosofia in metafore e storie
di Andrea Tagliapietra
editore: Moretti & vitali
pagine: 293
"'Alfabeto delle proprietà' si configura come un dizionario minimo di parole ricorrenti nella filosofia contemporanea. La scelta obbedisce ad un unico criterio: proporre quelle parole che nel presente continuano a caratterizzare i nostri interrogativi sull'esistenza. Sono parole che ci aiutano - attraverso metafore e storie - a comprendere qualcosa della realtà che ci attornia. Lo fanno attraverso un procedimento molto particolare: ognuna evidenziando un senso nascosto, quasi sempre inedito. A questo proposito Andrea Tagliapietra ci indica che ogni parola ha la sua 'proprietà', il suo senso più 'vero'. Misurarci con tale 'proprietà' può aiutarci ad aprire un varco sul patrimonio sotterraneo della vita del linguaggio. Attraversare questo varco vuol dire mettere tra parentesi le teorie sulle quali abbiamo edificato i nostri saperi e fare ritorno all'essere del mondo così come questo si manifesta, nel suo apparire. Vuol dire muovere un passo incontro alla poesia. 'Alfabeto delle proprietà' si costituisce sul piano filosofico come il confrontarsi, il contendere, il dibattere di una 'cosa' con 'qualcuno'. Si precisa sul piano poetico come il disporsi in ascolto del suono essenziale di ciò che si desta. Si determina in vista di un unico problema: capirci qualcosa di questa nostra vita." (dalla postfazione di Flavio Ermini)
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Il giardino conteso. L'essere e l'ingannevole apparire
di Flavio Ermini
editore: Moretti & vitali
pagine: 235
L'apparire dell'essere è sempre enigmatico, talvolta ingannevole, in ogni caso incalcolabile. Così è pure il suo celarsi. Quali sono le vie che portano l'essere ad apparire? Come si manifesta l'essere? Dove si cela? Ogni sua manifestazione è davvero illusoria? Ce ne parla Flavio Ermini in questo libro, indicandoci quali conseguenze comporta fare esperienza del mondo e del suo incessante scaturire. "Il giardino conteso" si articola in sei parti, dedicate ciascuna a un momento specifico della contesa che è sempre in atto tra essere e apparire. Quella contesa indica che a fondamento della vita sta la consapevolezza di essere al mondo. Accorgersi di vivere, infatti, è muovere un passo nell'esperienza originaria dell'esistenza. Testimoniare e custodire il senso di tale esperienza è un compito al quale non possiamo sottrarci. La coscienza di vivere chiama all'appello le insistenti e dolorose erosioni degli anni. Eppure questa consapevolezza è la condizione irrinunciabile per potersi accostare alla verità. Bisogna prendersi cura della sofferenza che ci assilla, esserne coscienti, al fine di perfezionare la conoscenza del bene congiunto di bellezza e verità. Ecco perché nelle ultime pagine de "Il giardino conteso", la parola diventa propriamente esperienza poetica.
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Europa inerme. Testo tedesco a fronte
di Robert Musil
editore: Moretti & vitali
pagine: 130
1921: all'indomani della prima guerra mondiale Robert Musil traccia un bilancio dello spirito europeo. La diagnosi è impietosa: stiamo vivendo una "bancarotta metafisica". Dopo secoli di protagonismo l'Europa appare inerme. "Ci sono mancati i concetti per interiorizzare il vissuto": la guerra ha lacerato l'esistenza e ha mostrato in un immane esperimento di massa la discrepanza tra ideologia e vita. Nel campo dello spirito manca l'analogo della funzione matematica: una forma spirituale che ponga ordine nel pullulare dei fatti. In una condizione disperata assistiamo all'indifferenza reciproca tra anima e intelletto. "È come nuotare sott'acqua in un mare di realismo, trattenendo il respiro, ostinatamente, ancora un po' più a lungo: semplicemente con il pericolo che il nuotatore non riemerga più".
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Rimbaud. Poetica, mito, filosofia, religione, psicoanalisi
editore: Moretti & vitali
pagine: 290
"Come scrivere oggi, su Rimbaud, a quasi un secolo e mezzo dalle sue prime poesie, davanti ad una bibliografia imponente e che cresce giorno dopo giorno? René Char, infastidito dai "volumi definitivi d'archivio" della critica, e in particolare dai lavori di Étiemble, lo aveva ben detto: l'esegesi non aggiunge "due gocce di pioggia all'acquazzone, due scorze d'arancia in più al raggio di sole" che governano le nostre letture. Questa raccolta di studi, nonostante il sottotitolo aperto, non intende porsi come una sorta di zibaldone critico. Essa vuole dar conto in primis di alcuni aspetti della poetica rimbaldiana, in riferimento alle esperienze letterarie che l'hanno ispirata - Rimbaud non è un fiore nato nel deserto, un puro miracolo poetico - e poi alle mille suggestioni che la sua poesia ha offerto alla filosofia, alla letteratura e alla psicoanalisi, nel Novecento. Pur prendendo le proprie mosse dai margini e da discipline diverse, questa raccolta ha l'ambizione di dire qualcosa sui fondamenti poetici di Rimbaud." (Dalla presentazione)
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Parole sonanti. Filosofia e forme dell'immaginazione
di Donà Massimo
editore: Moretti & vitali
pagine: 296
Si tratta di un percorso lungo il quale vorremmo provare a ripensare i diversi linguaggi dell'umano alla luce di una fondament
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Sophón. Aforismi per l'anima
di Italo Valent
editore: Moretti & vitali
pagine: 152
"'Il vero signore della filosofia, la sua causa e il suo fine, non è il filosofo, che pure è al maschile, bensì qualcosa di neutro: ciò che è saggio senza qualifiche limitative perché è saputo oggettivamente e non soggettivamente. Il sophón, come diceva Socrate'. Con queste parole Italo Valent apre lo spazio della filosofia alla trama dialettica di un pensiero trasfigurato, 'neutro', alla sincerità enigmatica di un discorso che si fa riflesso - speculazione - della realtà con i suoi eterni enigmi. Psiche, Relazione, Senso e Nonsenso, Nulla, Sogno, Destino, Desiderio, Dolore, Morte, Follia... Toccare queste categorie universali dell'umano, tratteggiarne la figura e scoprirne l'intima essenza, significa parlare dell'anima e all'anima. La costruzione di questo libro di aforismi è l'esito di un procedimento di astrazioni, grazie al quale alcune parti del testo sono state 'tratte via', separate e poi ricomposte, seguendo un ordine dato dagli argomenti di cui esse "danno un segno". Sophón mostra il corpo della scrittura filosofica di Italo Valent con un taglio di luce che dà risalto alla intrinseca potenzialità del linguaggio, dove il frammento è specchio dell'intero: in ogni aforisma si annuncia l'eternità dell'anima, in ogni soffio dell'anima si esprime la circolarità inesauribile della vita". (Graziano Valent)
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Prendere la parola
editore: Moretti & vitali
pagine: 248
Il giardino edenico è perduto e non c'è ritorno
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Un'amicizia disvelata. Carteggio (1883-1896)
editore: Moretti & vitali
pagine: 239
È preziosa questa edizione italiana del carteggio tra Alfred Nobel e Bertha von Suttner
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Un anno parlato dalla notte
di Handke Peter
editore: Moretti & vitali
pagine: 238
Un anno parlato dalla notte rappresenta un processo creatore quasi prima del suo divenire
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Filosofia delle cose ultime. Da Walter Benjamin a Wall-E
di Cuozzo Gianluca
editore: Moretti & vitali
pagine: 192
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L'angoscia del pensare
Artaud, Beckett, Blanchot, Derrida, Foucault, Levinas, Lacan
di Grossman Evelyne
editore: Moretti & vitali
pagine: 169
Annota Hölderlin: "Siamo in disaccordo con la natura e quello che un tempo era uno appare ormai come opposizione"
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Il secondo bene. Saggio sul compito terreno dei mortali
di Flavio Ermini
editore: Moretti & vitali
pagine: 207
"La nostra è una contiguità alla dispersione e all'orrore, dove dare figura alla caduta è dare figura a se stessi, scoprire la propria autentica identità. Questo incessante movimento - verso la dissipazione e verso noi stessi - è l'essenza del nostro compito terreno." E una delle frasi conclusive del libro di Ermini su cui va posta la massima attenzione. Impossibile avere esperienza della morte, che sarebbe il compimento dell'esperienza umana, che si compie appunto quando non è più possibile esperire. Forse, per averne una sorta di figura, dobbiamo cercare altrove, forse in questi frammenti di morte che sperimentiamo per esempio quando siamo esiliati sul confine tra la veglia e il sonno. I pensieri si slabbrano, sembrano uscire da noi in lembi, che scivolano in una buia palude, o in lancinanti frammenti, in schegge che feriscono la coscienza fino ad annullarla in una sorta di malattia. Ci si aggrappa a un ricordo, e il ricordo sfugge e ci si dimentica persino di aver per un attimo ricordato. Si cerca di comporre la geografia di ciò che nel buio ci sta intorno, e tutto si confonde in una sorta di agglomerato di sensazioni strane. Si invoca il sonno che sprofondi il tutto, e nello stesso tempo in cui lo si invoca sentiamo che si casca nel sonno, si sprofonda appunto in esso, come in un abisso. E proprio su questo bordo siamo trattenuti. È la condizione umana.
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