Rizzoli: Saggi stranieri
Tanta gioia nessun piacere
di Senior Jennifer
editore: Rizzoli
pagine: 297
Diamo per scontato che avere figli ci renderà più felici, ma è da alcuni anni che tutti gli studi dimostrano che è esattamente
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Resilienza. La scienza di adattarsi ai cambiamenti
editore: Rizzoli
pagine: 371
Per gli ingegneri è la capacità di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi; per gli psicologi è la risorsa che con
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In poche parole, la felicità
di Françoise Heritier
editore: Rizzoli
pagine: 121
Siamo circondati da una foresta di parole, ciascuna delle quali mormora, si agita per attirare la nostra attenzione e spuntarla sulle altre. Quali scegliere allora? Di quali appropriarsi per arrivare al cuore delle nostre emozioni, delle nostre storie? Françoise Héritier torna a interrogarsi sulla materia di cui è fatto il gusto della vita, invitandoci questa volta a riscoprire colori, significati e valori che in segreto associamo alle parole. Perché quando si trovano investite di un sovrappiù di potere, quando le riconfiguriamo a nostro personale uso e consumo, quando si caricano di una parte di mistero, le parole ci trascinano per mano nel vortice sorprendente e imprevedibile della fantasia primordiale: la Libellula diventa allora "una damina altezzosa vestita di organza bianca", lo Scarponcino "un ometto autoritario" e Rossellini "un piatto a base di filetto"... È un gioco che ci conviene prendere molto sul serio: a chi saprà riscoprire il gusto delle parole l'autrice promette un rimedio contro la noia della realtà.
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Il mondo che viene. Sei sfide per il nostro futuro
editore: Rizzoli
pagine: 644
Dopo aver percorso una lunga strada, la civiltà umana è giunta a un bivio
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Gesù il ribelle. Vita di un uomo nella Palestina dell'anno zero
editore: Rizzoli
pagine: 342
Nella Palestina del I secolo, un predicatore ebreo venuto dalla Galilea lanciò un movimento rivoluzionario che proclamava la v
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Perché proviamo ciò che proviamo. Una teoria delle emozioni
di Giovanni Frazzetto
editore: Rizzoli
pagine: 352
Restiamo svegli con gli occhi sbarrati dopo la telefonata di un amico preoccupato? Facciamo strani sogni se non teniamo fede a un impegno? Perdiamo le staffe per un ingorgo? E quando ci innamoriamo, non è forse un'estasi quella di cui cadiamo prede? Le emozioni pervadono la nostra vita. Alcune ci inseguono, altre ci sfuggono. A volte ci feriscono o addirittura ci consumano, altre volte invece ci consentono di librarci al di sopra di tutto e di tutti. Ma cos'è un'emozione? Le neuroscienze ci hanno spiegato cosa succede nel nostro cervello quando proviamo paura, amore, odio, rabbia; eppure, dopo decenni di ricerche e molte teorie, non esiste ancora una definizione di emozione che ne contempli tutti gli aspetti. Non solo: siamo davvero sicuri che il copione neurale del cervello possa dirci tutto su ciò che proviamo? Ognuno di noi, per essere consapevole di un'emozione, deve poterla riconoscere come parte integrante del proprio repertorio psicologico e culturale; definire una teoria delle emozioni significa allora decifrare anche il codice della realtà complessiva in cui viviamo, le sue pratiche e i suoi significati. Partendo dalla propria esperienza professionale e personale, l'autore ci illumina sui molti nodi ancora da districare quando si tratta di emozioni, e lo fa prendendo le mosse dalla scienza, ma attingendo a piene mani anche alla letteratura, all'arte, al teatro, alla filosofia e alla psicoanalisi.
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In punta di forchetta. Storie di invenzione in cucina
di Wilson Bee
editore: Rizzoli
pagine: 355
Da qualche anno chef osannati come rockstar, libri di ricette e programmi televisivi hanno conquistato un pubblico sempre più
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Io penso diverso
editore: Rizzoli
pagine: 240
Per quelli che mi incontrano la prima volta, sono stupido
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Come ho smesso di essere ebreo
editore: Rizzoli
pagine: 149
In gioventù, Shlomo Sand aveva fatto proprio l'impegno di Ilya Ehrenburg: avrebbe continuato a professarsi ebreo finché al mon
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La biblioteca alla fine del mondo
di Will Schwalbe
editore: Rizzoli
pagine: 320
Ogni settimana, per due anni, Will accompagna sua madre Mary Anne alle sedute di chemioterapia. Nella sala d'attesa parlano un po' di tutto: delle cose insignificanti come il caffè della macchinetta e la malattia e di quelle che, per loro, contano davvero: la vita e i libri. Quei due anni di chiacchiere e sofferenze, che hanno purtroppo una fine già scritta, diventano così un momento di profonda confidenza, di commossa quanto improvvisa intimità. Ma anche una corsa sulle montagne russe: "Con giornate buone che si alternano a giornate meno buone e viceversa, perché a ogni visita medica si scopre quando sarà il controllo successivo, e un libro lascia il posto all'altro". Saltando fra classici e romanzi popolari, fra gialli e poesie, madre e figlio chiedono ai libri le risposte alle grandi domande dell'esistenza - "A volte sembrava che parlassimo solo della morte, ma l'unica di cui non avevamo discusso era la sua" - e insieme ripercorrono la vita coraggiosa di Mary Anne, in carriera negli anni Sessanta, poi volontaria nei Paesi in guerra e infine organizzatrice di una biblioteca ambulante in Afghanistan. Il risultato è un canto d'amore ispirato, toccante e pieno di un irresistibile spirito vitale, una testimonianza del fatto che leggere è anche un atto di libertà dal dolore e dalla paura della morte.
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Stronzi. Un saggio filosofico
di Aaron James
editore: Rizzoli
pagine: 320
"L'inferno sono gli altri" scriveva Sartre. Ed è ancora più vero in un'epoca come la nostra, dove la sfera privata si assottiglia in continuazione e cede il passo alla pubblica piazza, il palcoscenico quotidiano dei nostri scontri con una categoria umana tra le più sgradevoli: gli stronzi. Tutti ne abbiamo almeno un paio nelle nostre cerchie e conosciamo fin troppo bene il loro senso di superiorità, quell'illusoria sensazione di meritare di più che li spinge a bistrattare noi comuni mortali e a ignorare le norme basilari della convivenza civile. Partendo da una nutrita serie di esempi concreti della storia e dell'attualità, il filosofo Aaron James si lancia in queste pagine nell'ardua impresa ontologica di classificare la categoria umana più ricca e diffusa, perché solo capire lo stronzo che ci è toccato in sorte ci consente di gestire le dinamiche perverse delle sue azioni. Battere i pugni sul tavolo, infatti, non è sempre una buona idea: il rischio è che l'aggredito si creda vittima di un'ingiustizia, e rivendichi con ancora maggiore ottusità i suoi supposti privilegi. Per spezzare il circolo vizioso dobbiamo imparare a controllare la tentazione di "picchiarli a sangue", e in questo la filosofia ci è di grande aiuto. A essere animali sociali siamo buoni tutti. È ora di diventare animali socievoli.
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Prima di dirti addio. L'anno in cui ho imparato a vivere
editore: Rizzoli
pagine: 355
"Sollevai la mano. Era scarna e pallida. Nel palmo erano visibili le linee dei tendini e le protuberanze delle ossa." Comincia così, nell'estate del 2009, l'odissea di Susan Spencer-Wendel, giornalista, madre di tre figli; un anno di visite mediche e di esami fino alla diagnosi più crudele: Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Come può sentirsi una donna ancora giovane quando scopre di avere una malattia che lentamente la paralizzerà fino a ucciderla nel giro di qualche anno? Pensa ai figli che cresceranno senza di lei, a tutto quello che perderà... Susan però non si abbandona alla disperazione e decide di trascorrere il tempo che le rimane divertendosi il più possibile con le persone che ama. Inizia col fare tutti i viaggi che non può più rimandare: con la migliore amica nello Yukon a vedere le aurore boreali; con il marito in Ungheria, perché è lì che hanno vissuto i primi splendidi anni del matrimonio; in California per conoscere la madre naturale e a Cipro per incontrare i parenti del suo padre biologico, che non ha mai saputo della sua esistenza; a New York con la figlia adolescente Marina per provare il vestito da sposa che non le vedrà indosso sull'altare... Un anno alla scoperta degli affetti più veri, dei momenti di felicità da afferrare finché il cuore e il corpo ce la fanno, a "seminare un giardino di ricordi" per chi resterà a conservare la memoria di ciò che Susan è stata.
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