I media digitali sono spesso descritti come il futuro obbligato, il cui successo è dato per scontato. Ma c'è un altro lato della digitalizzazione che viene poco considerato e che una puntuale analisi storica aiuta a mostrare: anche le tecnologie digitali a volte non funzionano o vengono abbandonate dagli utenti, i processi d'innovazione che sembrano inevitabili s'interrompono, alcuni mezzi che saranno nelle case di tutti domani diventano presto obsoleti. In poche parole i media digitali possono fallire. Questo è il tema di "Fallimenti digitali", un libro che raccoglie contributi originali dedicati a differenti settori mediali (dalla fotografia alle reti, dalla TV alla radio, dalla stampa alla realtà virtuale, dal cinema ai videogiochi) al fine di esplorare e decostruire la categoria di fallimento nell'universo digitale. Il risultato è un lavoro "archeologico" di riscoperta e scavo nella storia recente di quelli che (spesso in maniera impropria) vengono definiti nuovi media.
Fallimenti digitali. Un'archeologia dei «nuovi» media
| Titolo | Fallimenti digitali. Un'archeologia dei «nuovi» media |
| Curatori | P. Magaudda, G. Balbi |
| Argomento | Scienze Umane Comunicazione |
| Collana | Mediascapes |
| Editore | Unicopli |
| Formato |
|
| Pagine | 186 |
| Pubblicazione | 2018 |
| ISBN | 9788840019765 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


