Il termine "geofototesto" denomina un genere ibrido che si colloca all'intersezione fra immagine fotografica, testo scritto e indagine territoriale. Non si tratta di una categoria rigida, ma di un'ipotesi critica aperta, capace di restituire la complessità di opere che hanno fatto del paesaggio il luogo privilegiato di un dialogo tra visione e parola. Incrociando geografia, critica letteraria, estetica e storia dell'arte, il volume analizza un ampio ventaglio di casi di studio e contesti culturali, articolati in tre parti. La prima ne esplora le condizioni teoriche e storiche, la seconda ne percorre le declinazioni paesaggistiche - urbane, rurali, nazionali, postcoloniali -, la terza è dedicata alle geografie d'acqua, dove fiumi, coste e mari diventano scenario di fragili equilibri sociali e ambientali. Chiude il volume un'intervista dedicata al libro fotografico contemporaneo come luogo di incontro tra progetto editoriale, scrittura e immagine. Nella varietà dei casi esaminati - dai deserti americani di Enzo Mari alla Londra psicogeografica di Iain Sinclair, dai fiumi interrati di Atene alle rive del canale della Manica - emerge una costante: il geofototesto non illustra i luoghi, ma li interroga, portando in superficie strati di memoria, tensioni ecologiche e politiche, identità territoriali in continua ridefinizione.
Geofototesti. Paesaggio, scrittura e fotografia
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| Titolo | Geofototesti. Paesaggio, scrittura e fotografia |
| Curatori | E. Bricco, G. Iacoli, D. Papotti |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Lingue e letterature Carocci, 498 |
| Editore | Carocci |
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| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788829036592 |
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