La fotografia della seconda, o terza, rivoluzione digitale è un magma che si espande in modo incontrollabile. Ancora non abbiamo chiaro cosa significhi usare il cellulare come macchina fotografica, confezionare le immagini per i social, produrre quell'enorme massa di scatti che si riversano ogni giorno in Internet divenendo parte di giganteschi database, che già algoritmi e intelligenza artificiale hanno cambiato il codice genetico dell'atto fotografico. Come affrontare la rivoluzione in atto? Quali strumenti servono per analizzare il fenomeno, e in che misura la teoria della fotografia può ancora soccorrerci? Il postfotografico - come concetto inclusivo che fa da ponte tra tutte le fasi della fotografia digitale - richiede una messa a fuoco a più livelli. Come diversa tecnica della luce, diverso gesto, diversa politica e scienza del visibile. Una differenza che non è novità assoluta ma piuttosto il riaffiorare di un'idea originaria di fotografia, lasciata ai margini per gran parte del Novecento. I quindici saggi qui contenuti ne approfondiscono ciascuno un aspetto, tra passato e futuro: la fotografia come metodo di tracciamento, raccolta di luce non visibile, tecnica di misurazione del Sé e del mondo, nodo di connessioni, oggetto paradossale che non è più obbligatoriamente visto, ma nondimeno presente, e ancora capace di permettere una partecipazione allargata al mondo.
Il postfotografico. Dal selfie alla fotogrammetria digitale
| Titolo | Il postfotografico. Dal selfie alla fotogrammetria digitale |
| Curatori | B. Grespi, F. Villa |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Piccola biblioteca Einaudi. Big |
| Editore | Einaudi |
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| Pagine | 312 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9788806261610 |
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