In un tempo segnato da crisi intrecciate - sociali, economiche, istituzionali e ambientali - riflettere sulla filantropia significa interrogarsi sulle forme della responsabilità collettiva e sui modi in cui le società provano a prendersi cura di se stesse. La filantropia non è un ambito neutro, né un semplice insieme di pratiche tecniche: riflette visioni del mondo, idee di bene comune, equilibri di potere. Può aprire spazi di possibilità, sostenere emancipazione e innovazione sociale; ma può anche, se non interpretata secondo un ethos democratico, riprodurre disuguaglianze e sostituirsi impropriamente alle funzioni pubbliche. Per questo non basta misurarla in termini di risorse mobilitate o di efficacia: occorre chiedersi come e perché agisce, e quali effetti - intenzionali e non - produce. Il filo conduttore del libro è il rapporto tra filantropia e potere: non solo capacità di allocare risorse, ma facoltà di orientare priorità, definire cornici interpretative, influenzare traiettorie di sviluppo. I saggi raccolti esplorano modelli emergenti - dalla venture philanthropy alle forme ibride tra dono e investimento - e analizzano nuove relazioni tra pubblico e privato, fino ad allargare lo sguardo all'esperienza cinese, con la sua peculiare genealogia istituzionale. Senza proporre soluzioni precostituite, il volume offre un'occasione di confronto plurale tra teoria e pratica, invitando a pensare la filantropia non come supplenza dello Stato o gesto di benevolenza, ma come spazio di responsabilità condivisa, apprendimento e costruzione di futuro.
Il potere gentile della filantropia
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| Titolo | Il potere gentile della filantropia |
| Curatori | G. B. Andornino, E. Cesana |
| Argomento | Scienze Umane Sociologia |
| Collana | Varia. Saggistica |
| Editore | Vita e Pensiero |
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| Pagine | 140 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788834362556 |
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