Il genere dell'autobiografia chiama in causa il concetto di "reale" nella complessa interferenza tra dimensione letteraria e dimensione extra-letteraria: se da una parte il racconto di sé implica necessariamente un'opera di selezione non esente da rimozioni e figurazioni - e dunque un certo grado di finzione -, dall'altra Philippe Lejeune ha evidenziato l'importanza del "patto autobiografico" tra autore e lettore. In questa prospettiva, l'autobiografia assume un ruolo identitario, testimoniale, e di riflessione sul rapporto reale-virtuale. Oltre a costituire un ponte tra testualità ed extratestualità, l'autobiografia è in questo volume oggetto di studio esemplare nell'ottica di un approccio interdisciplinare tra letteratura, linguistica e glottodidattica: si pensi ad esempio alla letteratura della migrazione, nella quale l'aspetto autobiografico si sovrappone alla rappresentazione dell'apprendimento linguistico, o all'uso dell'autobiografia linguistica in corsi e laboratori di lingua seconda.
La narrazione autobiografica. Prospettive incrociate tra letteratura, linguistica e glottodidattica
| Titolo | La narrazione autobiografica. Prospettive incrociate tra letteratura, linguistica e glottodidattica |
| Curatori | L. Coveri, T. Meozzi |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Civiltà italiana. Terza serie, 57 |
| Editore | Cesati |
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| Pagine | 201 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9791254961629 |
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