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Rappresentare l'irrapresentabile. Lo sguardo «obliquo» nel cinema sulla Shoah e in altre catastrofi

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Rappresentare l'irrapresentabile. Lo sguardo «obliquo» nel cinema sulla Shoah e in altre catastrofi
Titolo Rappresentare l'irrapresentabile. Lo sguardo «obliquo» nel cinema sulla Shoah e in altre catastrofi
Curatore
Argomento Scienze Umane Comunicazione
Collana Mimesis-Cinema
Editore Mimesis
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 120
Pubblicazione 2025
ISBN 9791222326375
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La storia dell'umanità è costellata di massacri. L'Europa moderna vi ha contribuito in modo decisivo, esportandoli su scala mondiale, con la conquista del resto del mondo nell'arco di oltre mezzo millennio. Ma tra le innumerevoli tragedie di cui è stata artefice, la coscienza europea si è vista lacerata in modo indelebile dall'evento della Shoah. Lo sterminio di milioni di persone, condotto in base a stereotipi legati ai fantasmi della razza o della religione, rese visibile quell'orrore che la civiltà europea aveva praticato innumerevoli volte nelle Americhe, in Africa, Asia e Oceania, e che era stato percepito nelle nazioni colonizzatrici in modo molto sfumato. L'esigenza di raccontare eventi come il genocidio degli ebrei, dei rom e dei popoli slavi, ha prodotto un cortocircuito tra l'estetica e l'etica. Come sarebbe stato possibile raccontare eventi così tragici ed estremi senza cadere nella spettacolarizzazione dell'orrore, senza tradire la memoria dei testimoni e offendere il martirio delle vittime? L'impossibilità della rappresentazione di una tragedia di tale portata, e al contempo la sua imprescindibile necessità, è l'argomento di questo libro. Molti registi hanno cercato in vario modo di assumere queste contraddizioni insanabili, e tali questioni sono presto divenute universali. Auschwitz non ha mai cessato di ripetersi. Rappresentare il male supremo è ancora un'esigenza dell'arte, mentre l'orologio dell'apocalisse avanza inesorabile.
 

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