Kaydara è un racconto iniziatico della tradizione fulbe del Mali e narra il viaggio di tre giovani che devono attraversare un mondo sotterraneo e misterioso per raggiungere la dimora di Kaydara, il dio dell'oro e della conoscenza. II viaggio è però segnato da una serie di incontri enigmatici e simbolici che introducono alla cultura tribale e alle tradizioni etniche dei Fulbe. Dei tre viaggiatori solo uno riuscirà a superare la prova e potrà ritornare con il carico che lo renderà saggio e rispettato. Attraverso questo viaggio, il protagonista, Hammadi, potrà giungere alla piena realizzazione di sé e alla consapevolezza del suo ruolo nella società. A.H. Bà ha trascritto questo testo a partire dalle narrazioni orali del suo popolo e lo ha tradotto in francese, consegnandoci un piccolo frammento della vasta tradizione arcaica e iniziatica maliana. A.H. Bà ha corredato la pubblicazione di un vasto apparato interpretativo e di approfondimento che ci permette di comprendere il profondo valore spirituale della cultura africana. Una tradizione che non ha nulla di statico ma anzi si trasforma in continuazione, in un rapporto dinamico tra l'uomo e il suo mondo, m questo racconto e in questa cultura fulbe ritroviamo miti e archetipi che mostrano profonde sintonie con il fondo comune della tradizione arcaica dell'umanità intera.
Il volume è in vendita abbinato a "Fiume bianco al paese delle acque nere. Introduzione a Kaydara" di Nike MORGANTI.
Biografia dell'autore
Bâ Amadou H.
Hampâté Bâ, nato verso il 1900 a Bandiagara, nel Mali, è morto ad Abidjan il 15 maggio del 1991. Scrittore, etnologo, storico e anche poeta. Appartenente ad una grande famiglia di nobili fulbe, viene iniziato alla cultura del suo popolo e alla religione islamica.
Entrato nell’amministrazione coloniale francese, se ne allontana dopo alcuni anni e molti contrasti. Segue quindi la carriera diplomatica, diventando anche membro del Consiglio esecutivo dell’Unesco. Dal 1970, si dedica completamente alla creazione di un archivio che raccolga le trascrizioni delle testimonianze orali e dei racconti dei griot, i narratori tradizionali, salvando così dalla scomparsa un immenso patrimonio della cultura africana.
“Quando in Africa muore un vecchio, è una biblioteca che brucia”: il famoso pensiero espresso da A. H. Bâ è diventato come un proverbio, più volte ripetuto e ripreso, per il grande significato che ha per la cultura africana nel suo complesso.


