Ininterrottamente nei secoli la Chiesa ha generato un complesso di beni, letterari e documentali, figurativi e architettonici, spesso artistici e liturgici insieme, che in epoca recente sono stati denominati beni culturali. Questi hanno per la Chiesa un valore strumentale attuale - vengono infatti utilizzati per la liturgia, l'annuncio della Parola e le opere di carità -; tuttavia, in quanto espressione di cultura, appartengono al patrimonio di tutta la nazione italiana e, per volontà della Chiesa stessa, sono a disposizione di chiunque intenda goderne e visitarli a scopo di studio, ricerca, turismo o contemplazione. Ne deriva che i beni culturali ecclesiali sono oggetto, da parte di Chiesa e Stato, di interessi diversi e tra loro connessi: interessi che in una società secolarizzata devono essere armonizzati per favorire, anche attraverso l'ordinamento canonico e l'ordinamento civile, la tutela e la valorizzazione del ricco patrimonio esistente. Si tratta di un impegno che richiede fattiva e sincera collaborazione tra le comunità cristiane e gli enti pubblici, secondo i principi e i valori della Costituzione. Lo studio presenta una ricostruzione, giuridicamente rigorosa e libera da polemiche, dei rapporti tra Chiesa e Stato in ordine a tali beni.
I beni culturali ecclesiali nell'ordinamento canonico e in quello concordatario italiano
| Titolo | I beni culturali ecclesiali nell'ordinamento canonico e in quello concordatario italiano |
| Autore | Carlo Azzimonti |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Diaconia del diritto |
| Editore | Edb |
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| Pagine | 420 |
| Pubblicazione | 2002 |
| ISBN | 9788810408780 |
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