La piccola Micaela vive anni felici nella casa dei genitori adottivi, una famiglia svizzera alto-borghese e religiosa. Si sente amata e coccolata, anche se l'educazione è severa. Un giorno, accade l'imprevisto, e Micaela si troverà ad affrontare l'inferno di un collegio per bambine povere, tra soprusi e crudeltà. Sarà Olga, una bambola russa che la piccola ha portato clandestinamente con sé, ad aiutarla nei momenti di massima disperazione: un talismano a cui Micaela affida le sue estreme possibilità di salvezza e di riscatto. E quando la tragedia sembra ormai compiuta, potrà contare anche sulla solidarietà delle compagne che un tempo le sembravano ostili. "La morte e la bambola" è un capolavoro di potente forza visionaria, realizzato da una scrittrice ancora sconosciuta in Italia. Romanzo sulla brutalità, sui silenzi, sull'esclusione e sul senso di colpa, ma anche sulla forza interiore e sulla gioia di vivere dell'infanzia, in un mondo insensato, ridotto all'osso nei suoi significati profondi. Postfazione di Charles Linsmayer.
La morte e la bambola
| Titolo | La morte e la bambola |
| Autore | Céline Ines Loos |
| Traduttore | G. De Grandi |
| Collana | Scrittori |
| Editore | Casagrande |
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| Pagine | 224 |
| Pubblicazione | 2001 |
| ISBN | 9788877133434 |
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