fbevnts Essere cittadini. Fidarsi meno delle regole e più gli uni degli altri - Cindy Skach - Il Saggiatore - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Essere cittadini. Fidarsi meno delle regole e più gli uni degli altri

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Essere cittadini. Fidarsi meno delle regole e più gli uni degli altri
Titolo Essere cittadini. Fidarsi meno delle regole e più gli uni degli altri
Autore
Traduttore
Argomento Diritto, Economia e Politica Politica e attualità
Collana La cultura
Editore Il Saggiatore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 288
Pubblicazione 2026
ISBN 9788842831181
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Ci hanno sempre insegnato che norme e costituzioni sono fondamentali per garantire l'ordine, proteggerci dalla violenza e dal caos, distinguere il bene dal male. In Essere cittadini la giurista Cindy Skach ci invita a ribaltare gli stereotipi e le convinzioni radicate sul tema: non solo spesso è proprio la legge a generare disuguaglianze e conflitti, ma per dare vita a una comunità e a uno Stato più giusti e funzionali si deve partire dalla cooperazione spontanea. Per Skach tutto ha inizio quando sopravvive a un attacco missilistico in Iraq, dove si era recata per contribuire alla revisione della costituzione. La conclusione cui giunge in quelle settimane sul campo è immediata, sebbene - dopo decenni di studi e consulenze in materia - difficile da ammettere: una società efficiente non può essere imposta dall'alto; non può cioè derivare da regole formali, per quanto illuminante, ma solo dal reciproco supporto dei cittadini. Da questa riflessione, in cui l'esperienza si unisce alla storia del diritto, nascono sei «idee» per una vera democrazia orizzontale, fondata su un rapporto nuovo tra Stato e individui: dalla proposta di modelli di leadership «diffusa» a un utilizzo più responsabile e consapevole dei propri diritti; dal ritorno alla centralità degli spazi pubblici, indispensabili per costruire fiducia reciproca, a una scuola che educhi sin dall'infanzia soggetti attivi e cooperanti. Essere cittadini ci invita a reimmaginare le nostre società «dal basso», come il risultato di ciò che costruiamo insieme: spazi concreti di condivisione, in cui essere liberi significa anche rinunciare a una parte dei propri diritti per permettere agli altri di godere dei loro.
 

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