Orvil Pym ha quindici anni e studia in collegio. Sua madre è morta, suo padre è tornato dall'Oriente e ora si appresta a passare l'estate con i tre figli in un vecchio albergo sul Tamigi. Adolescente solitario e incompreso, Orvil vive il vuoto lasciato da sua madre oscillando tra profonda malinconia, desiderio d'avventura e immaginazione sfrenata. Odia la spavalderia e l'arroganza del fratello maggiore Charles; nelle sue piccole fughe quotidiane lungo il fiume si imbatte in strani personaggi, come il maestro che vive con due allievi in un capanno; è amico della bella Aphra ma ne rimarrà deluso, cammina, corre, sogna in solitudine, attraversa canneti e rovine, guarda e si guarda. La sua vita scorre tra tentazioni, paure e sorprese: Orvil sa già che cos'è la colpa, non conosce ancora il piacere ma vorrebbe sperimentarlo; è attratto più dal proprio sesso che dall'altro, eppure ne fugge; osserva e si lascia osservare; ascolta Dio e si lascia inebriare dalla sensualità che si nasconde ovunque, persino nella rotondità di una pesca; aspira alla sincerità e inscena ridicole finzioni; chiede dolcezza e non rinuncia alla crudeltà su se stesso e sugli altri. Orvil, che suo padre chiama Microbo, è in bilico tra un'infanzia non ancora del tutto perduta e le inquietudini di un'adolescenza, e di un'epoca, non ancora del tutto realizzata ma già piena di ombre e di attese.
In gioventù il piacere
| Titolo | In gioventù il piacere |
| Autore | Denton Welch |
| Traduttore | M. Bocchiola |
| Collana | Scrittori |
| Editore | Casagrande |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2003 |
| ISBN | 9788877133892 |
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