Il '68 nell'analisi di una testimone d'eccezione: repubblicana, democratica radicale e anticonformista per natura, dopo il trauma della fuga dalla Germania nazionalsocialista e la riflessione sul totalitarismo, negli anni Sessanta Arendt guarda con favore la contestazione giovanile che rianima i «diritti costituzionali popolari» e reclama la potestas popolare riducendo il «sistema dei partiti» a un «fastidioso impedimento». Contro il conformismo della middle class e l'anonima tirannia delle burocrazie, che frustrano il sacrosanto desiderio di agire ed esprimersi pubblicamente, il '68 riscopre che «agire è divertente». E se la ribellione violenta è inaccettabile, non è tuttavia incomprensibile. L'unico antidoto alla disperazione generata dall'impotenza e dalla frustrazione, infatti, è la libertà di partecipare al mondo comune: questo il messaggio che Arendt lascia alla società futura, la nostra.
Hannah Arendt e il '68. Tra politica e violenza
| Titolo | Hannah Arendt e il '68. Tra politica e violenza |
| Autore | Eugenia Lamedica |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Politica |
| Editore | Jaca Book |
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| Pagine | 124 |
| Pubblicazione | 2018 |
| ISBN | 9788816414877 |
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