Il confronto del neoidealismo italiano con Hegel e con la sua dialettica fu costante e inesausto; ancora un anno prima di morire Benedetto Croce lo definì "mio amore e mio cruccio". Un confronto che riguardava il cuore stesso di ogni filosofia: essere e storia, ontologia e logica, identità e differenza. Il valore ontologico della dialettica era rimasto immutato da Platone a Hegel, ma con la Modernità c'era stata una crisi, una scissione, di cui l'ego cogito di Descartes fu la cifra. Nonostante Hegel e Marx, a fine '800 si confrontavano ancora Positivismo e irrazionalismi vari. Il neoidealismo venne da questa temperie. Ragionare dell'ultimo Croce interprete di Hegel equivale dunque a fare i conti con i punti alti della filosofia della Modernità e, soprattutto, con la sua crisi.
Neoidealismo e dialettica. Sull'ultimo Croce interprete di Hegel
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| Titolo | Neoidealismo e dialettica. Sull'ultimo Croce interprete di Hegel |
| Autore | Fabio Vander |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Zeugma. Proposte |
| Editore | Inschibboleth |
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| Pagine | 120 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788855296380 |
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