All'interno di quella generazione di studiosi che, nel suo insieme, ha rappresentato la maggiore storiografia religiosa italiana del secondo Novecento, Giovanni Miccoli si è distinto sia sul piano dell'elaborazione teorica, sia per la sua figura di storico e di intellettuale. L'ampia riproposta delle pagine più significative dedicate dallo studioso triestino al metodo, ai propri maestri (tra i quali Delio Cantimori e Arsenio Frugoni) e ad altri storici a lui coevi (Marino Berengo, Pierre Vidal-Naquet, Pino Alberigo e Corrado Vivanti) acquista il valore di un'autobiografia intellettuale: non solo dello stesso Miccoli, quanto piuttosto di tutta una generazione. Un'autobiografia collettiva che si richiama alle grandi tradizioni precedenti (o per distaccarsene, come nel caso dell'idealismo crociano e dei suoi epigoni; o per assumerne in parte l'eredità, come in quello della scuola storica positiva), ai propri maestri, alle scelte che progressivamente hanno costituito la cifra di ciascuno studioso, disperdendo nelle rispettive strade e imprese la comune originaria appartenenza generazionale.
Questione di metodo. Scritti su storici e storiografia
| Titolo | Questione di metodo. Scritti su storici e storiografia |
| Autore | Giovanni Miccoli |
| Curatore | G. Battelli |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | La storia. Temi, 74 |
| Editore | Viella |
| Formato |
|
| Pagine | 384 |
| Pubblicazione | 2020 |
| ISBN | 9788833132976 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


