Nel corso degli ultimi venti anni molte sono le categorie concettuali utilizzate per definire la natura e le trasformazioni della metropoli. Al culmine di questo percorso, Massimo Dardi traccia il bilancio dei suoi studi, offrendo al lettore una serie di provocatorie conclusioni che sfidano tutti coloro per i quali non è più possibile coniugare architettura e progetto politico. Ilardi accompagna i lettori in un viaggio nella teoria dell'architettura che va dall'esplosione della città senza luoghi al tramonto dei non luoghi; dalla paranoia delle città invisibili alla sconvolgente realtà degli slum, ricordando che metropoli vuol dire innanzitutto occupazione, appropriazione e consumo di territorio attraverso pratiche di illegalità diffusa che hanno la capacità e la forza di legittimarsi. La metropoli oggi è un campo aperto di energie, di conflitti, di poteri e di nuove relazioni. Il tramonto dei non luoghi non significa però un ritorno ai luoghi: quelli costruiti dalla tradizione, da una memoria condivisa, dalla Storia, dall'etica del lavoro. Al contrario. Ci si trova davanti a una territorializzazione dei desideri che è fatta di immediatezza e di opposizioni reali che non conoscono dialettica o mediazione culturale. Per ragionare seriamente sulla città è ora necessario elaborare nuovi linguaggi e nuovi strumenti che permettano di confrontarsi con questa nozione di luogo instabile, conflittuale e abitato da minoranze frammentate che hanno in comune solo l'esperienza del consumo.
Il tramonto dei non luoghi
| Titolo | Il tramonto dei non luoghi |
| Sottotitolo | Fronti e frontiere dello spazio metropolitano |
| Autore | Ilardi Massimo |
| Argomento | Scienze Umane Sociologia |
| Collana | Le melusine |
| Editore | Meltemi |
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| Pagine | 117 |
| Pubblicazione | 2007 |
| ISBN | 9788883535901 |
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