«Irène Némirovsky non apparteneva alla categoria degli scrittori che, nel dedicarsi alla corrispondenza, si sentono osservati dalla posterità» osserva Olivier Philipponnat nella prefazione a questo volume. E tuttavia, aggiunge, le sue lettere fanno parte a pieno titolo dell'opera letteraria, soprattutto perché ci consentono di scoprire una voce più intima, più autentica, diversa da quella che abbiamo imparato ad amare nei romanzi e nei racconti - sorprendente. Se le prime, le lettere delle années folles, ci restituiscono l'immagine di una ragazza vivace e spensierata che, pur legata alle sue origini russe (e al ricordo della tragedia a cui ha assistito), approfitta golosamente di tutto quello che Parigi e la Francia possono offrirle - e che non perde l'ironia nemmeno quando si sente malinconica, arrivando a chiedersi: «Pene di cuore o indigestione di astice?» -, in quelle degli anni Trenta scopriamo la romanziera brillante e determinata, sia nei rapporti con gli editori che nei confronti della critica. Con lo scoppio della guerra, l'occupazione nazista e le leggi antiebraiche, vediamo crescere in lei l'angoscia, la collera, la disillusione - e leggeremo con un nodo in gola la lettera con cui affida le figlie alla governante, elencando i beni di cui disfarsi per provvedere al loro sostentamento, e l'ultima, scritta al marito subito prima della deportazione ad Auschwitz.
Lettere di una vita
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| Titolo | Lettere di una vita |
| Autore | Irène Némirovsky |
| Curatore | O. Philipponnat |
| Traduttore | L. Frausin Guarino |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Editore | Adelphi |
| Formato |
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| Pagine | 460 |
| Pubblicazione | 2023 |
| ISBN | 9788845938344 |
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