Un memoir, i ricordi dell'autore: la sua famiglia, la famiglia d'origine della madre, i due villaggi che l'hanno visto bambino. E i personaggi veri che popolano Leoncin e Bilgoraj - il padre sognatore, ingenuo, fragile, affascinato dal chassidismo con la sua vena mistica, le sue danze e i suoi canti, ma incapace di mantenere la famiglia a un livello accettabile; la madre, donna colta e intellettuale; il nonno, rabbino autorevole e benestante; la nonna, regina di una cucina generosa e affollata - sono, se possibile, ancora più vivi e originali di quelli dei romanzi, come se l'autore, mentre scrive, stesse rivivendo quei giorni lontani, e li raccontasse con lo stesso sguardo critico, ironico, ma affettuoso e tollerante che gli appartiene sempre. Una storia vera, calata nell'ambiente ristretto di due villaggi d'antan, che in realtà rivela un intero universo.
Di un mondo che non c'è più
| Titolo | Di un mondo che non c'è più |
| Autore | Israel J. Singer |
| Traduttore | M. Morpurgo |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Le piccole varianti |
| Editore | Bollati Boringhieri |
| Formato |
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| Pagine | 278 |
| Pubblicazione | 2015 |
| ISBN | 9788833926643 |
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